Sport in Italia, buoni propositi … ma i fatti?

Nel corso della seduta del 10 gennaio, il Ministro per gli Affari europei, Enzo Moavero Milanesi, ha illustrato al Consiglio dei Ministri le linee direttrici della Relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea per l’anno 2014, prevista dalla legge n. 234 del 2012, che il Governo presenta ogni anno al Parlamento.
L’Italia intende valorizzare:
– la mobilità europea ed internazionale di studenti e docenti
– la prevenzione e il contrasto all’abbandono e alla dispersione scolastica
– l’integrazione tra i sistemi di istruzione/formazione e il mercato del lavoro
– il rafforzamento dei diritti dei giovani attraverso i processi di interazione e di Youth empowerment
– la promozione dello sport come strumento di conoscenza, inclusione sociale, dialogo e fratellanza
Chiunque legga le linee direttrici della Relazione programmatica non può che esprimere gioia per gli intenti espressi nel documento.
La situazione va però letta nella sua globalità. A dicembre 2012, in un articolo di Valerio Piccioni pubblicato dalla Gazzetta dello Sport, si leggeva che i fondi destinati alle attività sportive da parte del Ministero dell’Istruzione avrebbero subito un taglio del 18%
E questo annuncio veniva fornito a venti giorni di distanza dalla conferenza di servizio svolta a Roma con i Coordinatori di Educazione Fisica e Sportiva, nella quale venivano confermati i 60 milioni di euro già assegnati in precedenza e dopo l’interrogazione parlamentare dell’On. Sabina Rossa al Ministro dell’Istruzione sulle azioni intraprese per garantire nelle scuole la regolare ripresa delle attività di avviamento alla pratica sportiva in orario extrascolastico.
Dopo 8 mesi di documenti, trattative e incontri tra il Miur e le Organizzazioni Sindacali e le proteste degli insegnanti di Educazione Fisica finalizzate a fornire un servizio sempre più qualificato, nella riunione del 17 gennaio 2013 si rendeva noto che i tagli programmati al 18% sarebbero stati del 36,64%, ovvero da 60 milioni a 38.664.666 euro.
A novembre 2013, sempre dalle pagine della Gazzetta dello Sport, si prendeva atto che la cifra stanziata nell’accordo Ministero dell’Istruzione-Sindacati, diventava 20.280.000 euro con una media di 106.44 euro a classe, riducendo ad 1/3 la cifra stanziata inizialmente.
Ieri sul Corriere della Sera, in un articolo di Domenico Calcagno inserito a pag. 43, il Presidente del CONI Giovanni Malagò, poneva l’accento sul tasso di sedentarietà degli italiani, il 40%, e riportava un calcolo dell’organizzazione mondiale per la sanità che indicava nell’abbassamento di un punto percentuale il risparmio dello Stato 2oo milioni l’anno di spese sanitarie.
Con lo sport nelle scuole, quindi, spenderemmo meno, avremmo più campioni e miglioreremmo la nostra cultura sportiva oltre a incrementare l’inclusione sociale, il dialogo e la fratellanza come inserito nelle linee direttrici della Relazione programmatica.
Per concludere e riflettere meglio riportiamo uno stralcio dell’articolo del Corriere della SeraNel 2010 la Francia investiva 10,5 miliardi di euro nello sport e nelle attività ricreative, l’Italia 3,8. Oggi addirittura l’investimento nel nostro Paese è sceso a 2,5 miliardi…

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Pubblicato il gennaio 16, 2014, in riflessioni con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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