Il pensiero sociologico: tappa 1 – Montesquieu

Il posto occupato da Montesquieu nei fasti della Fama non potrà mai essergli revocato. Se egli ha avuto per detrattori quanti sono stati mossi dall’invidia e dalla superstizione, suoi ammiratori sono stati tutti coloro che rendono eminenti le virtù, i talenti sublimi.
La nostra generazione e quella che ci ha preceduto lo hanno posto, unanimi, nel novero dei grandi uomini, degli ingegni di prim’ordine, dei benefattori dell’umanità: ai posteri non rimane che l’onore di ratificare questa sentenza.”  (Jean Paul Marat – Elogio di Montesquieu – 1785)

Nelle fasi di studio alcuni argomenti colpiscono maggiormente l’attenzione. Nel proseguire la mia preparazione per gli esami di sociologia generale, ho deciso di pubblicare una porzione di quanto studiato. Ciò che riporto a seguire, quindi, non rappresenta un post a carattere scientifico redatto da un professionista.

Charles-Louis de Secondat, barone de La Brède e di Montesquieu, meglio noto unicamente come Montesquieu (La Brède, 18 gennaio 1689 – Parigi, 10 febbraio 1755), è stato un filosofo, giurista, storico e pensatore politico francese. È considerato il fondatore della teoria politica della separazione dei poteri e una dei padri della sociologia in quanto ha avviato la conoscenza scientifica della realtà sociale.
Ne “Lo spirito delle leggi” egli tenta di rendere intelligibile la storia, di comprendere il dato storico che gli si presenta come una diversità quasi infinita di usi, costumi, leggi, istituzioni.
Giungerà ad un ordine ragionato in due modi:

  • risalendo alle cause che hanno determinato l’andamento generale degli eventi (spiegando perciò il divenire)
  • organizzando la diversità riportandola ad un piccolo numero di tipi o concetti.

Teoria politica
Distingue tre tipi di governo e li definisce in base ai concetti di natura (ciò che lo fa essere quel che è, la sua struttura) e principio (Il sentimento che deve animare gli uomini in quel tipo di governo perché esso funzioni) del governo:
1. la repubblica in cui il popolo detiene il potere; essa dipende dalla virtù intesa come rispetto delle Leggi e dedizione degli individui alla collettività.
2. la monarchia in cui uno solo governa ma secondo leggi fisse; essa dipende dall’onore inteso come rispetto nei confronti del rango.
3. il dispotismo in cui uno solo governa senza legge e determina tutto secondo la sua volontà; essa dipende dal timore
Ciascuno dei tre tipi risponde ad una certa dimensione della società considerata (l’importanza di Montesquieu, è evidenziata nell’aver combinato l’analisi dei regimi con quella del tipo di società):
1. la repubblica può esistere solo in un piccolo territorio,
2. la monarchia ha bisogno di uno Stato medio,
3. un grande impero suppone un’autorità dispotica in chi lo governa.
Decisivo è il concetto che la vita sociale si diversifica in relazione al modo in cui è esercitato il potere: nella repubblica l’organizzazione è fondata sull’uguaglianza, nella monarchia sulla disuguaglianza (sebbene il bene della collettività sia assicurato e l’autorità è esercitata secondo le leggi e la moderazione), nel dispotismo si torna all’uguaglianza, ma fondata nella paura, sull’arbitrarietà e sulla violenza.
Analizza in particolare la forma di governo inglese che vede come garanzia di libertà; garanzia che proviene dalla separazione dei poteri legislativo (alle due camere), ed esecutivo (al re che garantisce rapidità di azione e decisione).
Allo stesso modo vede nelle rivalità tra le classi una fonte di equilibrio di poteri.
In sostanza egli sostiene che la condizione del rispetto delle leggi e della sicurezza dei cittadini risiede in un potere che non sia illimitato.
Dalla teoria politica alla sociologia
Montesquieu identifica determinati aspetti delle società: il clima ed il terreno, l’aspetto economico della vita collettiva, il numero di abitanti, la funzione della religione e le distingue poi in cause fisiche e morali.
Ebbene, tutte queste variabili condizionano le istituzioni contribuendo ad orientarle.
Lo spirito generale di una nazione è l’aspetto più importante, è la risultante del clima, dei costumi, della religione, degli esempi del passato e costituisce l’originalità e l’unicità della collettività che è stata plasmata nei secoli da tutti questi fattori (é simile al concetto di cultura della nazione degli antropologi americani).
I fatti e i valori
Per noi moderni il termine legge ha un duplice significato: sia legge come comando che legge come rapporto di causa effetto. Con Lo spirito delle leggi Montesquieu tenta di spiegare quali siano le leggi causali delle leggi comando.
Ad una lettura superficiale potrebbe sembrare che Montesquieu accetti una visione deterministica per cui le leggi dipendano dallo spirito di ogni nazione; tuttavia va evidenziato come vi siano numerosi passi in cui l’autore formuli consigli al legislatore o condanne morali nei confronti di certe istituzioni (la schiavitù). Inoltre egli crede a principi d’equità e giustizia preesistenti alle leggi ed universalmente validi basati sui concetti di uguaglianza e di reciprocità. Queste leggi le hanno gli uomini così come gli animali o le divinità e la vita stessa; tuttavia quelle degli uomini sono violabili perché esso è intelligente ed in quanto tale libero.
Le diverse interpretazioni possibili
L’essenza della filosofia politica di Montesquieu è il liberalismo: la società a cui ambisce è eterogenea e gerarchica ed è una società in cui l’equilibrio dei poteri garantisce la moderazione del potere.
Dal punto di vista sociologico egli si rende conto della complessità degli aspetti che si ritrovano nell’esame di una collettività adoperandosi per trovare un principio unificatore di tale complessità nel concetto di spirito di un popolo.
Interessante è l’utilizzo contemporaneo di pensiero sincronico e diacronico nella spiegazione di una società (egli tenta di spiegare le parti della società si in rapporto le une alle altre, sia con il passato della società stessa).
Montesquieu è contemporaneamente l’ultimo dei filosofi classici (quando ritiene che una società sia definita essenzialmente dal suo regime politico) ed il primo dei sociologi (quando esamina la società globalmente e spiega sociologicamente gli aspetti di una collettività).

Annunci

Pubblicato il febbraio 2, 2014, in sociologia con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: