Le teorie della comunicazione di massa

Nelle fasi di studio alcuni argomenti colpiscono maggiormente l’attenzione. Nel proseguire la mia preparazione per gli esami di sociologia generale, ho deciso di pubblicare una porzione di quanto studiato. Ciò che riporto a seguire, quindi, non rappresenta un post a carattere scientifico redatto da un professionista.

Lo sviluppo moderno delle comunicazioni ha comportato un cambiamento complesso della civiltà, attraverso una vera e propria trasformazione tecnologico – culturale.
Grazie ai mezzi di diffusione molto potenti prodotti dal progresso tecnologico e al diffondersi delle condizioni di “massa”, si è sviluppata la cosiddetta comunicazione di massa.
La comunicazione di massa in realtà è sempre esistita, anche se in altri tempi era localizzata, circoscritta e con effetti limitati.
Con il termine massa si indica una serie di individui, il cui elemento di aggregazione è costituito da una predisposizione e anche da un interesse comune, elementi che consentono di collocare questi individui all’interno di una categoria specifica.
Le interpretazioni date ai fenomeni di massa sono state moltissime.
Gustave Le Bon afferma che l’uniformità degli atteggiamenti individuali che si registra nelle masse è frutto non tanto della vicinanza fisica o della presenza simultanea nello stesso luogo di più individui, quanto di una modificazione degli atteggiamenti che porta al prevalere nei soggetti di istinti immediati e incontrollabili rispetto a quello che deve intendersi come comportamento razionale.
Per Ortega y Gasset, “la massa è tutto ciò che non valuta se stesso, ma che si sente come tutto il mondo, e tuttavia non se ne angustia ma si sente a suo agio nel riconoscersi identico agli altri. essa travolge tutto ciò che è differente, singolare, individuale”.
Simmel ritiene che “la massa non si fonda sulla personalità dei suoi membri ma solo sulle parti che li accomunano. le azioni della massa tendono a raggiungere lo scopo tramite la via più breve, quindi sono dominate da un’unica idea”.
La comunicazione di massa è uno dei fenomeni più consistenti, con il quale la potenza del mezzo nel diffondere il messaggio si coniuga con il bisogno di estensione dell’IO nello spazio da parte degli individui nel tentativo di controllare la realtà.
I media, in tal senso, contribuiscono a costituire una nuova cultura, nella quale l’esperienza personale e la società rappresentata si mescolano, rendendo sempre più sfumati i confini tra il reale e l’immaginario e fornendo anche una nuova forma di ideologia costruita sul presente e sulla realtà quotidiana.
Thompson definisce la comunicazione di massa come “una serie di fenomeni emersi nel corso della storia, grazie allo sviluppo di istituzioni che hanno cercato di sfruttare nuove opportunità per raccogliere e registrare informazioni, per produrre e riprodurre forme simboliche, e per trasmettere informazioni e forme simboliche a una pluralità di destinatari in cambio di un qualche tipo di compenso finanziario. … utilizzerò l’espressione comunicazione di massa per indicare la produzione istituzionalizzata e la diffusione generalizzata di merci simboliche attraverso la fissazione e la trasmissione di informazioni e contenuti simbolici”.

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Pubblicato il febbraio 20, 2014, in sociologia con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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