La penna è più potente della tastiera

Torno a scrivere sul blog dopo tanto tempo. Lo faccio con piacere perché ho letto un articolo che ritengo particolarmente interessante sulla didattica e l’uso delle nuove tecnologie.
L’articolo in questione è “Why I’m Asking You Not to Use Laptops” scritto il 25 agosto di quest’anno da Anne Curzan, Professoressa d’inglese per l’Università del Michigan, per il blog “The chronicle of higher education“.
L’autrice, prendendo spunto dall’articolo “You’ll Never Learn!” scritto da Annie Murphy Paul, ritiene che sia quasi impossibile resistere alla tentazione di controllare la posta elettronica o navigare in internet durante le pause di una spiegazione danneggiando così l’apprendimento.
L’autrice, inoltre, facendo riferimento ad uno studio di Rosen, pubblicato nel numero di maggio 2013 su “Computers in Human Behavior” sostiene che queste abitudini sono in crescente aumento e danneggiano l’apprendimento.
In un sondaggio condotto dalla Kaiser Family Foundation e pubblicato nel 2010, quasi un terzo degli intervistati ha confessato che “la maggior parte del tempo” impiegato per fare i compiti a casa era trascorso anche guardando la TV, ricevere e mandare sms, ascoltare musica, o in presenza di altri mezzi di comunicazione.
Quanto esposto sottolinea la necessità di “insegnare” le modalità d’impiego degli strumenti di comunicazione, in quanto il loro uso nei tempi e con modalità errate influirà sicuramente sulle capacità di apprendimento degli studenti.
Nell’articolo dal quale ho preso spunto per avviare questo post viene ribadito che, nonostante la registrazione degli appunti con il tablet o con i portatili è divenuta sempre più frequente, molti ricercatori suggeriscono che questa è meno efficace degli appunti trascritti con carta e penna anche senza gli interventi di disturbo del multitasking.
In particolare Pam A. Mueller, del Dipartimento di Psicologia della Princeton University, e Daniel M. Oppenheimer, Professore associato di Psicologia presso la UCLA Anderson School of Management, hanno dimostrato che i partecipanti alla ricerca che avevano assunto le note con i computer portatili, a distanza da una settimana, hanno ottenuto risultati peggiori nei test sia sul contenuto che nella comprensione concettuale, rispetto ai partecipanti che avevano preso le note con carta e penna.

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Pubblicato il agosto 28, 2014, in didattica, psicologia con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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