I disturbi della coordinazione motoria

Nelle fasi di studio alcuni argomenti colpiscono maggiormente l’attenzione. Nel proseguire la mia preparazione per gli esami di psicologia dello sviluppo, ho deciso di pubblicare una porzione di quanto studiato. Ciò che riporto a seguire, quindi, non rappresenta un post a carattere scientifico redatto da un professionista.

Il Disturbo di Sviluppo della Coordinazione Motoria (Developmental Coordination Disorder DCD) si manifesta quando le prestazioni in compiti di coordinazione motoria, fini o grosso motori, sono significativamente al di sotto del livello atteso rispetto all’età e allo sviluppo intellettivo. La valutazione va condotta con esame individuale utilizzando uno strumento che misura la coordinazione fine e grosso motoria.
La prevalenza del disturbo è stimata intorno al 6% della popolazione infantile tra i 5 e gli 11 anni.
Le principali difficoltà che incontrano i bambini con Disturbo della Coordinazione Motoria non sono solo relative all’incapacità nell’uso del movimento, ma anche nell’imparare ad usare strategie per risolvere i problemi legati alle attività motorie. Poiché le capacità motorie non diventano automatiche per questi bambini, essi devono dedicare uno sforzo e un’attenzione supplementari per portare a termine le attività motorie, anche quelle già acquisite in precedenza.
Spesso i bambini affetti da DCD non riconoscono le somiglianze tra determinate attività motorie e ciò comporta una difficoltà a trasferire le proprie capacità motorie da un’attività all’altra (es: prendere una palla grande e prendere una palla piccola).
Presentano, inoltre, difficoltà a generalizzare le proprie capacità motorie nelle diverse situazioni (es: un bambino che si avvicina al bordo di un marciapiede deve capire che salire sul marciapiede è un’attività simile a salire le scale).
La necessità di reagire ad un ambiente mutevole (es: colpire una palla in movimento, o evitare gli altri bambini nei giochi di squadra) comporta un’ulteriore difficoltà per i bambini affetti da DCD, in quanto per loro è difficile rilevare le informazioni derivanti dall’ambiente e reagire con il proprio corpo in modo tempestivo.

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Pubblicato il novembre 7, 2014, in psicologia con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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