Lo sviluppo attentivo ed il suo ruolo nello sviluppo del bambino

Nelle fasi di studio alcuni argomenti colpiscono maggiormente l’attenzione. Nel proseguire la mia preparazione per gli esami di psicologia dello sviluppo, ho deciso di pubblicare una porzione di quanto studiato. Ciò che riporto a seguire, quindi, non rappresenta un post a carattere scientifico redatto da un professionista.

L’attenzione può essere definita come un processo attivo di un insieme di competenze che l’individuo utilizza per categorizzare le informazioni provenienti dall’ambiente (Taylor – 1986).
Secondo Graziani ed altri, l’attenzione è un processo neuropsicologico altamente raffinato che si specializza nel tempo, garantendo uno sviluppo armonico e flessibile di funzioni cognitive superiori.
Le capacità attentive si coniugano con quelle di fissazione dando origine ad una attenzione focalizzata ad elaborare informazioni dall’ambiente. I neonati sono attratti dalla novità dello stimolo e dalla sua complessità. Nei primi 6 mesi si può osservare l’attenzione obbligatoria, quando il neonato sembra così attratto da uno stimolo da non riuscire a distogliere lo sguardo.
Tra i 3 ed i 6 anni si sviluppa molto rapidamente la capacità di spostare l’attenzione tra i diversi compiti e di avere il controllo motorio utile ad inibire la risposta.
È dimostrato che all’iniziale periodo di proliferazione neuronale, che permette al cervello di possedere una capacità massima di risposta all’ambiente, segue una riorganizzazione sinaptica in termini di numero e densità neuronale (pruning – il processo in cui vengono eliminate dal cervello le connessioni meno importanti o poco utilizzate) fortemente influenzata dagli stimoli provenienti dall’esterno.
Una carenza attentiva può indicare un disordine dello sviluppo neuropsichico, l’Adhd, il cui progresso può compromettere numerose aree dello sviluppo psichico e sociale del bambino, predisponendolo ad altre patologie psichiatriche e/o disagio sociale nelle successive età della vita.
Il disturbo da deficit attentivo con iperattività (Adhd, acronimo per l’inglese Attention Deficit Hyperactivity Disorder) è un disordine dello sviluppo neuropsichico del bambino e dell’adolescente, caratterizzato, secondo i criteri del Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (Dsm), da inattenzione e impulsività-iperattività.
In Italia si stima che questo disordine dello sviluppo neuropsichico colpisca circa l’1% degli studenti fra i sei e i 18 anni.

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Pubblicato il novembre 8, 2014, in psicologia con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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