Riflessioni sul “Tricolore incatenato”

Ormai da quattro anni non faccio più scatti minimalisti, non riesco a dire se non ho avuto l’opportunità o se non ho avuto la voglia di farli. Ieri, leggendo un articolo di Jason Parnell-Brookes, ho voluto rivedere i miei scatti minimal, che sono veramente pochi, provando a scrivere qualche riflessione sull’argomento.
L’ Oxford Dictionary of English definisce il minimalismo come “Un movimento nella scultura e nella pittura, che sorse negli anni 50, caratterizzato dall’uso di forme semplici e massicce“.
È chiaro che se si parla di minimalismo in fotografia è indispensabile spostare l’attenzione dello spettatore sul soggetto della fotografia, riducendo al minimo gli altri elementi.
Io per questo scatto del 2015, fatto con la Nikon D5500, “Tricolore incatenato”, ho preso tre bacchettine flessibili e la vecchia catenella dello sciacquone del bagno e le ho poggiate su un foglio di carta A4 camosciato di blue .
Credo che gli scatti minimal, oltre a comunicare un messaggio in maniera semplice e diretta, rappresentino anche un momento della vita del fotografo in cui vorrebbe che tutto fosse più facile e comprensibile.

Pubblicato il gennaio 25, 2019 su fotografia, riflessioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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