Foto in natura

Il piacere di un tuffo nella natura nel fine settimana è qualcosa che si unisce magicamente con chi ha l’hobby della fotografia. Avifauna e macro sono due generi che stanno diventando sempre più popolari e con l’arrivo della primavera e le sue belle giornate il numero cresce sempre di più avvicinando anche coloro che sono stati attratti da poco dalla fotografia.
In questi anni che mi sono dedicato a questo genere ho utilizzato più macchine fotografiche con esiti che mi hanno sempre soddisfatto sia con la bridge che con la full-frame passando ed utilizzando spesso anche l’apsc.
Credo che da questo punto si debba iniziare a parlare approfonditamente dell’argomento, ricordando che le mie sono riflessioni su ciò che faccio e non saggi sulla fotografia. Ritengo che alla base della pratica di questa attività debba esserci il desiderio di trascorrere una piacevole giornata in natura, lontana dalla routine quotidiana, ed il piacere di praticare il proprio hobby nel rispetto di ciò che per gli elementi che compongono l’ambiente necessitano.
Evitare i rumori, saper attendere, concentrarsi sui profumi, sui colori e su quant’altro è presente nello scenario che ci ha invitato a fare delle foto, credo sia indispensabile così come una buona attrezzatura.
Personalmente negli ultimi tempi alterno l’utilizzo della full-frame con un obiettivo 150/600 con una apsc dotata di un 70/300 per l’avifauna. Nel primo caso il teleobiettivo permette di avvicinarsi all’azione senza dover essere particolarmente vicino ad un animale disturbandolo. Il peso di queste componenti, a volte, mi spinge ad utilizzare l’apsc con il 70/300 a volte dotato di un teleconverter posto tra la fotocamera e l’obiettivo che permette di aumentare la lunghezza focale fino a 2x, ma consente di rimanere con uno strumento leggero da maneggiare.
Spesso i tempi di attesa sono lunghi ed un discreto binocolo permette di risparmiare la batteria della fotocamera permettendoci di scansionare la scena.
Per quanto riguarda lo zaino io ne porto sempre uno piccolo che mi permette di tenere le batterie di scorta, qualche panno per pulire l’obiettivo e una card di scorta se ho deciso di portare l’apsc.
Agganciato allo zaino c’è il cavalletto, mentre il parapioggia non sempre lo porto con me in quanto difficilmente esco con il tempo tendente alla pioggia anche se leggera.
Per quanto riguarda l’abbigliamento spesso utilizzo una mimetica ed un berretto in pile verde militare che mi permettono di rimanere “dentro” l’ambiente e mi garantiscono un caldo “avvolgente”; alcuni, comunque, utilizzano le giacche da campo disegnate per i fotografi ricche di tanti “contenitori”.
Per la naturalistica “macro” alterno l’utilizzo della full-frame con un 105 fisso con l’apsc dotata del consueto 70/300 che ha pure la funzione macro, mentre sul treppiedi spesso monto la slitta dedicata.
In questo periodo molte riviste internazionali specializzate dedicano all’argomento ampio spazio e, come sempre, ne consiglio la lettura.
La foto a corredo del post è di Anna Ferrara.

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Pubblicato il marzo 18, 2019 su fotografia. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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