“In agguato” sui social

In agguato” è uno degli ultimi scatti che sono riuscito a fare e che rappresentano una mia emozione mentre passeggio in natura.
Non sono l’unico a passeggiare per raccogliere le proprie idee o ad ammirare ciò che mi circonda, ma visto che in questo blog personale inserisco periodicamente le mie riflessioni, ho voluto soffermarmi sui social e società contemporanea.
È sempre più ampio il numero delle persone che criticano i social, io mi son sempre limitato a riflettere che i social non sono altro che uno specchio della società.
A mio parere, una bella considerazione è stata fatta da Umberto Eco dopo aver ricevuto la laurea honoris causa in “Comunicazione e Cultura dei media” che ha espresso una riflessione sociologica.
Spesso sui social, ma ovviamente anche nella vita, sono in aumento le critiche all’operato di chi propone un argomento o una propria riflessione. Le critiche, se costruttive, possono dare un buon contributo alla crescita, ma ciò a cui assistiamo è una critica sterile o un più elementare contrattacco spesso privo di senso, mirato solo a logorare la posizione di chi lo riceve.
È importante dire che, spesso, chi critica o non comprende la comunicazione letta (o ascoltata) o nel peggiore o forse più consueto dei casi, assume una posizione di superiorità (talvolta denigrando l’altra persona), solo per far passare il messaggio “io sono migliore di te”.
Nello sport ho sentito dire “Mio figlio fa questo sport perché è più completo” dimenticando di dire che la teoria è sostenuta dal dirigente dell’associazione in cui pratica attività il figlio ed è approvata dai genitori dei compagni di squadra dello stesso.
In fotografia, invece, sono frequenti i consigli sul punto di ripresa che poteva essere migliore, sulla lunghezza dell’erba che poteva essere falciata meglio visto che faceva parte della composizione dello scatto e sul “telefonino” di chi commenta che è sempre meglio.
Credo sia importante ricordare che il conflitto è sempre stato nella natura umana ed è spesso influenzato dalla cultura della società in cui si vive.
Ed allora, per concludere, non si può che utilizzare una frase di Catone “Non perdere tempo a discutere con gli sciocchi e i chiacchieroni: la parola ce l’hanno tutti, il buonsenso solo pochi” o una del sommo poeta Dante “Non ragioniam di lor, ma guarda e passa”.

Pubblicato il marzo 25, 2019 su foto, riflessioni, social network. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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