Archivio mensile:giugno 2019

Foto fatte a me, inserite alcune di Alfonso

Un aggiornamento delle foto fatte a me da amici nella mia pagina dedicata alla fotografia.
Quelle inserite oggi, di cui una sta a corredo del post, sono state fatte da Alfonso Squillante nel 2016 in una uscita fotografica a “mare grosso“.

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Ordigno di via don Blasco, sgombrati ospitati alla Manzoni

Si svolgerà domani il disinnesco della bomba trovata in via don Blasco. Gli interventi programmati cominceranno dalle 5:00 con gli sgomberi dei residenti in zona, secondo quanto previsto in Prefettura, mentre alle 7:30 prenderanno il via le operazioni vere e proprie. Gli sgombrati saranno temporaneamente ospitati in due plessi dell’Istituto nel quale insegno.
La foto a corredo del post è un mio scatto della zona sottostante fatto nel 2016 nel corso di un progetto didattico ambientale.

La duchessa patrona della Royal Photographic Society

Amando la fotografia, non si può che essere contenti che questo hobby è condiviso dalla Duchessa di Cambridge Kate Middleton, moglie dell’erede al trono del Regno Unito William.
La notizia divulgata l’altro ieri (giorno 25 giugno) è quella che la Duchessa ha ricevuto il Patronato della Royal Photographic Society, posizione che Sua Maestà la Regina Elisabetta aveva precedentemente detenuto per sessantasette anni.
La Royal Photographic Society fu fondata nel 1873 per promuovere l’arte e la scienza della fotografia, ricevendo nello stesso anno il patrocinio dell’allora Sovrana, la regina Victoria, e del marito Albert.
Fresca di nomina la Duchessa ha partecipato al workshop che ha abbinato due delle sue più grandi passioni, la fotografia e l’educazione della prima infanzia.

Sei donne fotografe

Per chi ne avrà la possibilità di ammirarla, a partire dal 28 giugno, la New-York Historical Society presenterà una selezione di immagini di sei importanti fotografe donne (titolo della mostra “LIFE: Six Women Photographers”) il cui iconico lavoro per la rivista LIFE (nella foto a corredo del post c’è lo screeshot della copertina del primo numero uscito a novembre del 1936) ha contribuito a creare un fotogiornalismo moderno, raffigurante un mondo in rapida evoluzione.
La mostra, che rimarrà aperta fino al 6 ottobre 2019, presenta oltre 70 immagini di Margaret Bourke-White, Marie Hansen, Martha Holmes, Lisa Larsen, Nina Leen e Hansel Mieth.
Ricordiamo che Life nel periodo in cui non esisteva ancora la televisione, mostrava le immagini degli avvenimenti e i volti dei personaggi di cui la gente aveva solo sentito parlare. Concluse le sue pubblicazioni il 20 Aprile 2007 ponendo fine al racconto per immagini di cinquantanni di storia.

L’uomo che vende le nespole

Lo scatto fatto da Francesco Mangialavori e pubblicato da numerose testate giornalistiche è diventato virale ottenendo migliaia di like e condivisioni sui social.
Lo scatto che mostra un signore anziano in attesa di un acquirente per le sue nespole, ci dona un momento semplice che commuove.
La foto a corredo del post è uno screenshot ridotto dell’articolo pubblicato su “Libero“.

Meglio un mojito che un “bathroom selfie”

Da piccolo non mi piaceva che mi scattassero fotografie, i miei ricordi di quel periodo sono gli scatti che mio padre è riuscito a “rubare” col pallone nel cortile della nonna (visto che nel nostro era severamente vietato il gioco della palla), quelle della prima Comunione e quelle della mia classe. Tutto il resto è solo nero e non bianco e nero come le belle foto di allora che sopravvivono fino ad oggi.
Poi è arrivata la Polaroid, la SX-70 che era così popolare da portare la produzione a cinquemila al giorno. Da quel momento ho qualche foto in più (non molte), con il mio Moto Morini Corsarino ZS Super Scrambler (con quattro marce ed il cambio a bilanciere e la vistosa marmitta grigliata che spuntava dal lato sinistro), con i miei compagni di classe nei luoghi che andavamo a visitare senza autorizzazione alcuna dei nostri genitori. Anche se non molte, le uniche foto scattate dai fotografi erano mentre ero in campo o con i miei compagni di squadra in fase di preparazione al campionato.
Negli ultimi anni, da insegnante, ho sempre cercato di saperne di più su cosa spingesse, soprattutto le ragazze, a farsi i selfie che normalmente erano additati come un evidente sintomo di un narcisismo.
Ho cominciato, quindi, a leggere qualcosa scritta da Laurence Allard, un professore francese specialista di tecnologia mobile, che si trovava in disaccordo con quanto espresso comunemente e spesso con una certa ignoranza in materia. Da quanto ho avuto modo di leggere, il Professore francese, infatti, considerava il selfie come un’idea di comunicazione diretta.
Per avere maggiori informazioni ho letto che da una ricerca degli psicologi di una nota università italiana, i selfie si scattano per divertire gli altri (39%), per vanità (30%) o per raccontare un momento della vita (21%).
Adesso è il periodo dei “bathroom selfie” fatto utilizzando il proprio lato più creativo e vanitoso, il bagno è diventato uno dei set preferiti sui social sia quello di casa che quello del locale pubblico in cui siamo.
Beh queste che etichetto come riflessioni, non sono altro che semplici osservazioni, in quanto ritengo che troppo spesso le condotte subiscono le influenze dei media, un tempo si criticava la televisione ed a volte alcune trasmissioni venivano tagliate o censurate conducendo ad un regolamento che difende i minori e che permette l’utilizzo del “parental control“, ritengo che questo debba essere utilizzato dalle famiglie per selezionare pagine su Internet in base ai criteri da loro ritenuti giusti ed una maggiore attenzione a ciò che postano i propri figli non è una cosa spiacevole.
La foto a corredo del post mi è stata scattata da Anna mentre sorseggiavo un mojito (che non capita spesso).

Sarà un bel fine settimana a Novara di Sicilia

Sarà un bel fine settimana a Novara di Sicilia il 6 ed il 7 luglio 2019. Durante i due giorni della manifestazione, i visitatori potranno assistere e partecipare attivamente all’attività tosatura delle pecore e di mietitura del grano effettuata rigorosamente a mano. Per saperne di più e rimanere aggiornati, leggete l’evento inserito su FB.
La foto a corredo del post è tratta dall’evento inserito su FB.

“La fotografia d’arte”, un libro da comprare

Se la giornata esordisce con dei tuoni e poi con grosse gocce d’acqua e prosegue con un vento forte proveniente da sud-est, una bella navigazione sugli argomenti preferiti è quello che ci vuole per distendersi e non pensare alla passeggiata domenicale rilassante persa.
In questa navigazione ho notato un libro che mi sembra particolarmente bello e che sto meditando di comprare è “La fotografia d’arte“, scritto da David Bate (un fotografo e saggista che insegna all’University of Westminster di Londra) con la traduzione in italiano di Luca Bianco, Giulio Enaudi Editore, nel quale l’autore prende in considerazione l’argomento con una prospettiva più ampia considerando il ruolo della fotografia nell’arte, sottolineando come nella cultura contemporanea l’immagine abbia un ruolo centrale e predominante.
Ricordo a tutti che non sono un critico, però quanto letto nelle varie pagine web su questo libro del 2018 (edizione originale del 2015), ha attirato la mia attenzione e stimolato il mio desiderio di acquisto.

E la chiamano estate

Una canzone del 1965, cantata da Bruno Martino (che ha composto la musica), ma scritta da Franco Califano e Laura Zanin, recitava “E la chiamano estate” e rimarcava l’assenza di una donna.
Io desidero prendere in prestito il titolo di questa magnifica canzone (il cui lato B è “La ragazza di Ipanema” che ebbe maggiore successo in quel periodo) per riflettere sui cambiamenti climatici, pensando a quanto espresso da Greta Thunberg, la ragazzina svedese che si è rivolta ai politici di tutte le nazionalità perché prendano sul serio il problema del riscaldamento globale e ha mobilitato ragazzi in molti altri paesi.
Mi chiedo a questo punto se è possibile che i politici del mondo non notino i recenti cambiamenti meteo che, in periodi poco consueti, stanno creando problematiche sempre più frequenti?
Nella foto a corredo del post qualche scena della grandinata che ieri ha colpito Torino, ringrazio Francesco e Pietro per la condivisione.

La storia del cibo in fotografia

Si concluderà il 7 settembre 2019, a Berlino, la mostra “Cibo per gli occhi. La storia del cibo nella fotografia“. La mostra, curata da Susan Bright e Denise Wolff, è stata organizzata dalla Fondazione Aperture in collaborazione con C/O Berlin e presenta una grande varietà di opere. La mostra mi attira molto, Berlino mi piace da impazzire … se ci riesco torno volentieri in Germania.
La foto a corredo del post è un mio scatto fatto in un ristorante con il telefonino e non è collegata a quanto in mostra.