Temo per il nostro futuro

Come spesso detto, mi piace leggere dai libri alle riviste e nel tempo libero provo a curare il mio blog. Venerdì mi è arrivato l’ultimo numero di un giornale che leggo con piacere, il mensile di 50&più, e mi ha colpito l’intervista di Giulia Valdannini ad un politico che ammiro il quale ha espresso un pensiero sul quale rifletto da tempo (che rappresenta il titolo dato al colloquio): “Vince solo chi sa imparare … per superare questo presente, bisogna capire come ci si è arrivati”.
Questo è un motivo che ha sempre caratterizzato la mia vita sin da piccolo. Anche se con parole diverse i miei genitori, soprattutto mio padre, e tanti dei miei insegnanti, in particolare “u Zu Saru”, Docente di italiano e storia alla scuola superiore, mi hanno sempre spinto a farlo.
Adesso che sono giunto ai sessanta mi chiedo se i giovani di oggi, con i mezzi a loro disposizione, riescono a fare una lettura approfondita su come siamo arrivati a questo presente.
Quando ho cominciato a fare le prime ricerche che allora si facevano anche alle elementari, il Maestro ci spiegava di arricchirle con i disegni degli argomenti trattati, metodo che ho continuare a seguire, rendendolo sempre più ricco, alle scuole medie. Tutto questo mi è servito per leggere più informazioni sugli stessi argomenti, mi ha aiutato a definire meglio i disegni che facevo e mi ha spinto a scrivere con parole mie quello che apprendevo.
La mia prima tessera della biblioteca “Tommaso Cannizzaro” l’ho avuta a 9 anni ed il personale in servizio mi ha insegnato a leggere le schede di archivio per trovare i testi che mi servivano. Andando avanti nel tempo, tralasciando il periodo intermedio, ho avuto l’esigenza di fare la tessera della biblioteca dell’Università di Reggio Calabria per poter portare avanti la mia ricerca su Le Corbusier e dovendo tradurre dei testi dal francese ho rinforzato la mia necessità di conoscere le lingue.
Detto questo mi fermo ad osservare ed ascoltare quanto accade intorno e vedo che i ragazzi si lamentano della ricerca assegnata, la fanno fare ai loro genitori che stampano la pagina web sull’argomento trovata in testa nel motore di ricerca e pinzano con la cucitrice la pagina sul quaderno perché utilizzare la colla è troppo faticoso; ovviamente buona parte della classe arriva con lo stesso risultato dall’insegnante che rimarca che quanto fatto non è una ricerca ben curata e dopo aver chiesto loro i contenuti del “lavoro” consegnato, ottiene il silenzio assoluto in quanto pochi o nessuno hanno letto un rigo di quanto stampato.
Nel concludere queste riflessioni domenicali non posso che augurarmi che quanto letto nell’intervista proposta dal mensile possa avvenire e che in futuro la nostra nazione possa sfruttare al meglio le proprie potenzialità correggendo i propri limiti. Purtroppo vedendo tanti giovani con il telefonino in mano, uno accanto all’altro senza scambiare una parola, che sovrappongono la musica ascoltata dal telefonino in quanto ognuno di loro vuole imporre il proprio gusto alle persone vicine, temo per il nostro futuro.

Pubblicato il giugno 9, 2019 su riflessioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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