E la chiamano estate

Una canzone del 1965, cantata da Bruno Martino (che ha composto la musica), ma scritta da Franco Califano e Laura Zanin, recitava “E la chiamano estate” e rimarcava l’assenza di una donna.
Io desidero prendere in prestito il titolo di questa magnifica canzone (il cui lato B è “La ragazza di Ipanema” che ebbe maggiore successo in quel periodo) per riflettere sui cambiamenti climatici, pensando a quanto espresso da Greta Thunberg, la ragazzina svedese che si è rivolta ai politici di tutte le nazionalità perché prendano sul serio il problema del riscaldamento globale e ha mobilitato ragazzi in molti altri paesi.
Mi chiedo a questo punto se è possibile che i politici del mondo non notino i recenti cambiamenti meteo che, in periodi poco consueti, stanno creando problematiche sempre più frequenti?
Nella foto a corredo del post qualche scena della grandinata che ieri ha colpito Torino, ringrazio Francesco e Pietro per la condivisione.

Pubblicato il giugno 23, 2019 su riflessioni, social network. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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