Riflessioni sul muretto

Oggi intendo riflettere sui ragazzi del muretto. Giusto domenica scorsa, quattro ragazzi hanno colpito la mia attenzione. Seduti sul muretto con la loro birra accanto tenevano in mano il cellulare. Due ascoltavano musica (ognuno un brano diverso) e due chattavano. Nessuno di loro stava con lo sguardo sul tramonto che io ho fotografato e l’unica gestualità che ho potuto apprezzare è stata la mano che si tendeva a prendere la bottiglia di birra dal muretto. Lo sguardo non era neppure rivolto agli ultimi tocchi di beach volley delle persone in spiaggia al calar del sole e la scuola, do poco iniziata, non forniva elementi di scambio di opinioni. Nessuno rivolgeva lo sguardo agli altri, erano soli insieme ad altri, in mezzo al passeggio del lungomare.
Certo che anche noi siamo stati ragazzi ed anche noi abbiamo trascorso qualche ora sul muretto, ma per noi era diverso. Le modalità di sosta erano altre: si parlava delle occasioni fallite dell’estate, del torneo vinto o perso sulla spiaggia, della scuola che da lì a poco sarebbe iniziata o degli esami di riparazione appena finiti. La “duetto” che passava dalla strada ci conduceva a parlare dei nostri sogni subito dopo la patente, qualcuno lamentava stanchezza dopo il primo periodo di preparazione atletica e si discuteva, in maniera calda, delle posizioni assunte da Almirante o Berlinguer rispettando, comunque, le idee degli altri. A volte c’era anche la musica, quella suonata con la chitarra e spesso accompagnata da cori di amici apparentemente ubriachi. Questo va precisato, pochi di noi bevevano birra e lo facevano soltanto davanti alla famosa teglia (“lanna“) di focaccia e mai sul muretto; su questo la bibita ufficiale era il tea freddo con la granita limone.
Certo la società cambia, però non so dirvi se la mia è nostalgia di quella adolescenza lontana o una malinconia che osserva delle fasi di declino dello stare insieme dei giovani. Comunque, quando posso, torno sul muretto, ma le modalità sono quelle di tanti anni fa.
La foto a corredo del post è stata scattata col cellulare da Anna mentre con l’amico Carmelo affrontiamo qualche discussione sul muretto con una giovinezza sempre presente nel nostro spirito.

Pubblicato il settembre 17, 2019 su riflessioni, sociologia. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Sono sicuramente un po’ più giovane di te, sono dell’ultima generazione prima che il telefonino distruggesse i muretti così come noi li conosciamo.
    Ringrazio dio per questo, e penso che siamo gli ultimi che, per fortuna, instaurano ancora le proprie relazioni con gli altri come se fossimo seduti sul muretto.

    detto questo… quanta nostalgia!

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