2 passi al Ringo: qualcosa di bello, di magico

Oscar Wilde sosteneva che “il guardare una cosa è ben diverso dal vederla, non si vede una cosa fin quando non se ne apprezza la bellezza”. Passando da “Ringo”, quartiere marinaro di Messina, spesso non vengono notate le cose belle che ci sono. La prima cosa che sfugge a chi percorre il caotico Viale della Libertà è la Chiesa di Gesù e Maria del Buon Viaggio detta del Ringo, dal nome del borgo di pescatori che si affidavano prima di andare in mare ai buoni auspici divini, fu eretta tra la fine del XVI secolo e gli inizi del XVII sotto l’Arcivescovado di Don Francisco Velerdes de la Cuenca. Dal lato del mare sfuggono altre cose che, grazie anche alla lettura de “Il viaggio del fotografo”, ho imparato ad apprezzare. Chi guarda lo Stretto, spesso (per non dir sempre), si fa prendere dalla presenza dell’imbarcadero, perdendo quanto di considerevole c’è. Prima di scattare io ascolto i suoni che ci sono intorno; il mare che delicatamente accarezza la spiaggia ha una sua notevole importanza, ti fa pensare a ciò che potrebbe fare con la sua forza naturale e che, invece, fa viaggiare la mente col tenue movimento che si appoggia sulla riva. Possiamo annusare le emanazioni delle grosse navi che accompagnano le auto a Villa San Giovanni, ma se vogliamo vivere veramente il momento in cui scattiamo la foto, non possiamo che soffermarci sull’aria salubre che si appoggia sulle barche ormeggiate poco lontane dal bagnasciuga e ci fa rilevare il fresco della sabbia fine col tatto dei nostri piedi. A questo dobbiamo aggiungere il gusto di pesce fresco che comincia a svilupparsi nella nostra mente, anche se non stiamo mangiando nulla ci fa desiderare i buoni prodotti del nostro mare.
Ecco cosa c’è dietro lo scatto “2 passi al Ringo”, ben lontano da quelle voci che dicono “ma non hai visto il maltempo che stava per arrivare?” o peggio “perché la passeggiata non la fai sul Viale quando c’è bel tempo?”. Dietro il mio scatto c’è quella attenzione alle cose belle che stanno intorno a noi e il mio desiderio di viverci dentro a stretto contatto, perché anche i nuvoloni con le loro gradazioni di grigio sanno donare qualcosa di bello, di magico.
La foto a corredo del post potete guardarla con una definizione migliore su 500px.

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Pubblicato il ottobre 28, 2019, in foto, fotografia, riflessioni con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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