Ventiventi, si comincia a scrivere

L’epifania tutte le feste porta via”. Era questo il proverbio che nella nostra adolescenza ci incuteva terrore. Dal 7 gennaio si dovevano mettere nel cassetto i bei giorni di festa per tornare sui banchi di scuola. Già dal capodanno, comunque, si sentiva parlare dei buoni propositi per i dodici mesi a seguire. Studiare un po’ di più, strategie da seguire per conquistare la biondina della classe accanto, maggiore impegno negli allenamenti, riuscire a trovare i soldi per l’acquisto del vinile che nessuno ti aveva regalato per il Santo Natale appena concluso ed attendere il nuovo modello dei jeans perché quelli a zampa di elefante ti avevano un po’ scocciato.
A distanza di tempo cambiano i buoni propositi, ma il periodo d’inizio anno è caratterizzato da ciò che vorremmo fare nei mesi a seguire. A fornisci un aiuto è il classico oroscopo che nei primi giorni dell’anno ci “sorbiamo” in qualche trasmissione televisiva o nelle classiche riviste.
In questo 2020 appena iniziato, gli astri mi incoraggeranno a correggere il tiro per fare sempre meglio ed anche se Urano è di traverso, sarà compito mio mantenere la calma, mentre nella seconda metà dell’anno
le Stelle saranno dalla mia parte. Il “Cielo”, quindi, vuole mettere alla prova la mia forza di volontà nel portare avanti le vostre scelte future.
Beh, considerato che ho letto l’oroscopo, non voglio esprimere particolari aspettative per questo nuovo anno, proseguirò il mio percorso alla ricerca della serenità, continuerò ad assumere quegli atteggiamenti di silenzio riflessivo e procederò con calma nel portare avanti le mie scelte.
Esprimo poche aspettative perché uno dei motivi del fallimento, così come imparato dagli studi di psicologia, è generato dalla confusione tra aspettative e progetti. Nel primo caso, infatti, si mette a fuoco un macrotema (smettere di fumare, prendermi più cura di me stesso, riprendere un hobby …) che rappresenta un semplice desiderio, privo di regole e parametri che permettano di trasformarlo in obiettivo il quale necessita di essere formulato in positivo e ben definito a livello temporale (come acquisito nella mia esperienza sportiva).
In itinere vedrò di essere più calcolatore e maggiormente preciso nello stilare gli obiettivi (anche se in realtà i due più importanti li ho fissati, ma non sono ancora in grado di tracciare il percorso), per cui, a conclusione del post, non posso che augurare un felice 2020 a tutti.

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Pubblicato il gennaio 6, 2020 su psicologia, riflessioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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