Temporanee emozioni

Vedere uno spazio per i giochi senza bambini mi mette tristezza. Ricordo i miei vecchi studi all’I.S.E.F. che mi hanno permesso di comprendere il ruolo fondamentale del gioco per lo sviluppo intellettivo. Jean Piaget, il noto psicologo svizzero, sottolineava che il gioco è lo strumento primario per lo sviluppo del processo cognitivo del bambino ed una carenza di attività ludica può creare gravi deficit a livello di apprendimento (percezione, immaginazione, memoria, tutte le forme di ragionamento).
In molti pensano che questo valga sino ad una certa età, poi il gioco smette di avere questa funzione perché ormai “siamo adulti” e sappiamo quel che c’è da sapere. Io mi distacco da questo pensiero (l’ho fatto per tanti anni da allenatore di pallavolo) e ritenendo che le attività ludico-creative possano favorire il pensiero libero, quando vedo uno spazio ludico senza bambini (e senza genitori che giocano con loro) in una bella giornata di sole, mi rattristo un po’ e fisso con la fotocamera le emozioni del momento sperando che la nostra società non ci spinga ad abbandonare il gioco, la fantasia e le belle relazioni sociali.
La foto che ho scattato (inserita a corredo del post)  mi ha generato temporanee emozioni alle quali ho voluto dar voce attraverso il mio blog.

Pubblicato il marzo 3, 2020 su foto, psicologia, riflessioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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