Il digitale ci salva

In un periodo in cui abbiamo maggior tempo per leggere e purtroppo, a causa delle restrizioni dettate dal difficile momento, le riviste in formato cartaceo arrivano in ritardo a casa, essere abbonati alle riviste digitali è un motivo in più per preferirle.
Io leggo maggiormente digitale, a meno che non esista questa forma di pubblicazione o che sia un testo che, oltre ad arricchirci culturalmente, fa la sua bella figura nella nostra libreria.
In Italia si legge poco e il digitale non ha aiutato ad allargare la base di lettura (ricerca commissionata dall’Associazione Italiana Editori). Ancora oggi, infatti, solo il 5% dei lettori italiani legge libri in digitale.
Ciò che si può dire è che cambia il modo in cui si legge. Personalmente lo preferisco in quanto, soprattutto nelle riviste, il campo di ricerca permette di leggere con un’attesa minore dello sfogliar pagina e le dimensioni dei caratteri possono essere modificate permettendo di lasciare nel cassetto gli occhiali per la presbiopia.
Io gradisco, inoltre, fare degli approfondimenti sugli argomenti che mi interessano e col digitale sono sicuramente avvantaggiato.
Detto questo mi posso mettere a leggere con comodità al mio pc il giornale che mi è arrivato ieri (Digital Camera aprile/maggio 2020) la cui copertina è raffigurata in formato ridotto a corredo del post.

Pubblicato il marzo 21, 2020 su giornali, riflessioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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