Riflessioni o dubbi in un sabato di quarantena

In questi giorni di quarantena, alcuni argomenti sono ricorrenti. La Didattica a Distanza è uno di quelli perché coinvolge i minori, le loro famiglie ed il corpo docenti. Personalmente utilizzo gli strumenti per questa forma di insegnamento da diverso tempo, ma ciò per rendere le attività maggiormente inclusive (mixando le attività in presenza con quelle a distanza).
Esprimendo il proprio piccolo parere, ritengo si debba mettere in primis il periodo in cui si vive ed è questo: Quarantena dettata dal Covid19.
In questo momento la vita è cambiata per tutti noi, compresi i minori che sono i soggetti primari in questa discussione. La didattica serve per dare una formazione ai giovani cittadini che, per cause attuali, sono sottoposti ad uno stress particolare e non si può presentare un nuovo strumento, in una situazione delicata della vita attendendo risultati positivi ed immediati.
Di contro i suggerimenti che vengono forniti quasi continuamente, consigliano un programma della giornata svolto secondo le necessità del momento; si parla di una sveglia regolare che non alteri i ritmi di prima, di una alimentazione corretta e rispettosa del minor dispendio calorico, di una attività fisica domestica che possa sostituire in qualche modo quella praticata in precedenza, di momenti di svago che possano contrastare il periodo stressante.
Tra questi momenti di svago quello maggiormente preferito è la televisione. In un articolo letto l’altro ieri (il 25 marzo 2020) ho appreso che in questo momento la media fatta sulle famiglie a casa è quella di più di sette ore davanti alla tv; la platea televisiva in questo intervallo di clausura è accresciuta enormemente.
Il Presidente della Rai ha rimarcato che è stata potenziata l’offerta culturale della televisione di Stato, il Direttore di Rai Teche ha annunciato tutti i canti della Divina Commedia in cento giorni, la giornata su Rai 5 è un flusso indistinto di documentari di tutti i generi, dalla musica, all’avventura, al teatro, Rai Scuola ha rivoluzionato i programmi, Rai Storia ha ampliato il palinsesto, Rai tre solo cultura.
Ed allora perché non utilizzare la televisione con strumento a supporto per formare visto che è gradita ed impiegarla per approfondimenti con gli alunni più meritevoli e come supporto a quelli più bisognosi facendo brevi lezioni su quanto programmato?
Le mie sono semplici riflessioni (o dubbi), appare ovvio che non possono essere suggerimenti visto che la libertà di insegnamento è sancita dall’art. 33, comma 1 della Costituzione.

Pubblicato il marzo 28, 2020 su riflessioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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