“Il testamento del maratoneta”

Il 6 aprile del 1896 il barone de Coubertin coronava il suo sogno: i Giochi Olimpici riprendevano dove quelli storici erano stati vietati dall’imperatore Teodosio 1500 anni prima in quanto li considerò una festa pagana e quindi contraria alla morale cristiana, ottenendo così il perdono della Chiesa. In realtà le gare probabilmente continuarono di nascosto, finché il figlio di Teodosio non ordinò la distruzione del tempio di Zeus a Olympia.
Il lunedì di Pasqua del 1896, era il 6 aprile, i Giochi ripresero allo stadio Kallimarmaron Panathinaiko di Atene. Per l’Italia si iscrisse un solo partecipante, il maratoneta lombardo Carlo Airoldi, che ebbe però la strada sbarrata dagli organizzatori perché ritenuto un professionista.
Credo che l’atleta milanese, famoso come uno dei migliori fondisti della sua epoca, meriti la giusta notorietà anche grazie a questo e-book che vi consiglio di leggere, scritto da Manuel Sgarella (copertina grafica di Elena Doni e disegno di Chiara Colombo, il cui screenshot è utilizzato a corredo di questo post).
Vale la pena di leggere “Il testamento del maratoneta: Una storia vera” anche per sapere chi era questo primo maratoneta dei Giochi Olimpici moderni e per lodare il suo impegno a praticare qualcosa di amato che ha pure saputo apprezzare tutti i paesaggi e le bellezze incontrate per strada.

Pubblicato il aprile 3, 2020 su e-book. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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