Solo impressioni?

Ho avuto l’impressione che le conseguenze per la salute mentale provocate dal COVID-19 siano già visibili.
Da quanto emerge dalle semplici conversazioni con amici e conoscenti i disturbi psicologici maggiormente lamentati sono ansia, insonnia e problemi digestivi. Questi, a mio parere, anche se non sono un medico o uno psichiatra, sono l’effetto dell’isolamento sociale prolungato.
Già il filosofo Aristotele sosteneva che l’uomo è un “animale sociale”, decisamente inadeguato alla vita isolata dagli altri, in quanto la mancanza delle relazioni non permette lo sviluppo dell’identità personale e l’esercizio della ragione.
I livelli di stress ambientale continuano a crescere sotto la costante ripetizione (che spesso appare come una cantilena) di “andrà tutto bene”, poi assistiamo alle discordie tra le persone sulle misure restrittive.
Il mio dubbio attuale è generato anche da ciò facciamo ritenendo di compiere la cosa più giusta che, invece, si rivela non solo inutile, ma talvolta anche controproducente per chi la propone.
Personalmente mi è capitato di coinvolgere conoscenti coinvolta in qualche iniziativa e purtroppo ho ricevuto solo critiche, talvolta piene di risentimento.
È chiaro che le mie proposte possono essere degne di critica o di adeguamenti, ma dalle risposte ottenute credo che alcuni lottano per mantenere la condizione di disagio.
Tra i suggerimenti proposti ricordo:
Perché non leggi qualcosa che ti piace?” – “Tu leggi il digitale, io preferisco il cartaceo”;
Puoi comprare il libro on line …” – “Poi mi debbo mettere ad attendere la consegna”;
Perché non guardi un film che ricordi con piacere?” – “No, mi secco, ormai quelli che conosco li so a memoria”;
Comprane uno nuovo …” – “Si e poi dopo che lo vedo?”.
Quando le risposte vengono fornite solo in modo distruttivo, senza manifestare alcuno spirito di collaborazione, seguo la regola di fermarmi e non intervenire più per non sprecare energia; smetto di fare il saggio e rammento che non solo non sono uno psichiatra, ma neppure uno psicoterapeuta.
Anche se sono solo conoscenti mi piacerebbe aiutarli, ma desidererei che allungassero la mano per farsi sostenere.
Purtroppo ritengo che dietro questa apatia e disinteresse nei confronti di diverse attività c’è una fase patologica. Capisco che sono impressioni, ma credo che sia utile conoscere il parere dei professionisti, soprattutto per avere un’idea degli interventi possibili da fornire quando si vuol aiutare qualcuno (per evitare il peggio).

Pubblicato il novembre 27, 2020 su riflessioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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