È solo uno sproloquio di inizio mese

A metà febbraio ho confessato pubblicamente sul mio blog che conviene rimanere in silenzio ed è ciò che ho fatto nell’ultimo periodo.
Adesso riprendo a scrivere, anche se non è cambiato nulla in particolare, ma un post di una blogger mi ha spinto a farlo. Mi scuserà se non inserisco il link, ma non desidero coinvolgerla in questo “sproloquio” di inizio mese, ma comprenderà, ove leggesse, questo post.
Lei tratta la sua “depressione”, il calo di rendimento negli studi e nella vita sociale.
Ovviamente non sto qui a trattare quanto da lei scritto nel suo blog, ma mi pongo un quesito: “la depressione sta diventando la normalità?
Me lo chiedo perché tra i blog che visito nelle mie navigazioni, leggo argomenti simili.
La depressione è un disturbo che sta prendendo piede tra la popolazione con una diffusione tra le donne. Generalmente si manifesta con una marcata tristezza quasi quotidiana accompagnata dalla mancanza di piacere nelle attività precedentemente svolte. Si osserva la propria vita e tutto appare come un fallimento, un susseguirsi di sconfitte di cui spesso ci si sente colpevoli, oppure si è convinti che la colpa sia degli altri, ci si sente arrabbiati con tutto e tutti e si arriva a farsi terra bruciata intorno.
La depressione, in effetti, è una condizione psicologica che può esprimersi con una sintomatologia molto diversa non solo da persona a persona, ma anche con sintomi diversi in differenti fasi della vita.
Personalmente, anche se non ho nessuna intenzione di contestare i dati che si fermano al 15% della popolazione (che a me sembra abbastanza alto), credo che ci sia poca preparazione tra le persone che prendono le decisioni e tendono a sottovalutare il disturbo.
Faccio un esempio (sottolineo che è un esempio per evitare le contestazioni): Se in una scuola di millequattrocento alunni, una ventina di persone del personale ATA e circa centocinquanta insegnanti, se dovesse essere assegnata un giovane psicologa con un monte ore di trenta, alle cinquantadue persone di età differente che dovrebbero rappresentare il 15% (perdonate i miei calcoli, non sono mai stato bravo in matematica) potrebbero essere dedicati 28 minuti ciascuno in un’unica seduta (senza nessuna pausa).
A cosa serve?
Lo avevo detto all’inizio, è solo uno sproloquio di inizio mese.

Pubblicato il marzo 2, 2021 su riflessioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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