Creativi si nasce?

Creativi si nasce, non si diventa” è una di quelle frasi che si sentono ripetere più volte nella vita.
In realtà il pensiero di creatività si è modificato nel corso del tempo; in passato era valutata come una dote innata posseduta da pochi eletti (gli artisti), mentre adesso si sa, benché in misura differente, possono averla più persone in quanto è considerato un processo di interazione tra elementi cognitivi ed affettivi.
La relazione fra creatività ed emozioni però è molto più vasta di quanto si possa reputare; alcuni stati d’animo, come gioia, entusiasmo e serenità, aiutano a generarla ed utilizzarla, mentre altri, come rabbia, ansia e malinconia la fanno “allontanare”.
Alla base della creatività ci sono la fluidità, la flessibilità, l’originalità, la capacità di elaborare la presenza di elementi collegati e la sensibilità ad affrontare le difficoltà in forme nuove, senza scavare profondamente nelle soluzioni passate.
Purtroppo esistono delle contrarietà dalle quali dobbiamo stare a debita distanza. La paura di sbagliare dopo un periodo di inattività (nell’ultimo periodo quella imposta dalla pandemia), la diminuzione di fiducia nelle proprie capacità in quanto spesso si è giudici molto severi nell’osservare il proprio lavoro, l’attaccamento alle regole lette (questo potrebbe sembrare in opposizione al mio piacere di leggere spesso ma non lo è; io leggo e poi provo ad utilizzare le informazioni con la flessibilità accennata tra i requisiti alla base della creatività e della vita), la critica spesso elargita da persone che non hanno le competenze per farla e, dulcis in fundo, lo scoraggiamento talvolta generato da persone che, non appena presentiamo una nuova idea, si sentono in diritto di distruggerla.
Per concludere il post posso soltanto scrivere che se desideriamo essere creativi dobbiamo evitare di sforzarci ad esserlo ed osservare da più punti di vista, percorrendo anche le vie meno usuali (P.S. manca la “à” dall’immagine perché mi è piaciuto infrangere le regole).

Pubblicato il giugno 17, 2021 su fotografia, psicologia. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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