Insegnare con tre assistenti

Negli ultimi post dedicati alla mia esperienza didattica (sottolineo questo perché desidero solo trasmettere la mia conoscenza in quanto non propongo quanto scritto come la verità assoluta) ho parlato dei plusdotati, spesso considerati diversamente a scuola per i loro comportamenti.
Io credo che chi insegna debba possedere una discreta empatia ed una buona capacità di ascolto.
A volte quanto ci riferiscono gli alunni non è particolarmente interessante, ma per loro è importante ed è giusto che l’insegnante ascolti; se si vuol dare un po’ di spazio a chi parla si dovrà proseguire la conversazione utilizzando gli argomenti trattati in modo incoraggiante, schivando la generazione di emozioni di fondo, ed evitando di protrarre il dialogo per oltre i dieci minuti in quanto “un insegnante non è un terapista” (grazie Preside Salvatore Schirò per quanto mi hai insegnato ad inizio carriera).
Per questo ho frequentemente utilizzato un atteggiamento per comprendere le emozioni trasmesse ed un rispetto per la persona e per quanto riferito. Noi a volte (purtroppo spesso) siamo sommersi dai problemi degli adulti e tendiamo a minimizzare quelli degli alunni, mentre per loro sono pesanti e vanno alla ricerca di chi può venirgli incontro per sopperire le mancanze di esperienza.
Avendo insegnato Educazione Fisica ho sempre spiegato dal primo giorno che il compito dell’insegnante è quello di condurli verso condotte corrette (posture, stili alimentari, rispetto delle regole …) e non quello di creare campioni.
Purtroppo, se bombardati da continue influenze esterne, gli alunni rischiano di perdere fiducia nelle loro capacità. In questi casi ho sempre gestito delle lodi mirate a difenderli come “hai sicuramente lavorato duramente su questo“, “hai gestito bene l’esercitazione” o delle soluzioni del tipo “vediamo cosa possiamo fare” o “ricorda che sono qui per aiutarti” utili per il supporto emotivo.
Insomma nella mia carriera mi sono avvalso dell’aiuto di tre “assistenti”: Ascolto, Parola e Postura. Loro mi hanno agevolato anche in situazioni faticose; noi pensiamo sempre a strategie complicate, ma gli alunni desiderano semplicemente essere capiti, rispettati e supportati, niente di più.

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Pubblicato il ottobre 11, 2021 su didattica. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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