Archivio mensile:dicembre 2021

Natale: fotografiamo con cura, ma senza perdere di vista l’essenza della Festa

Secondo un rapporto sulle tendenze pubblicato ad ottobre, il 76% dei consumatori dichiara che non vede l’ora di trascorrere del tempo con amici e familiari in queste vacanze natalizie.
Da tempo il periodo è destinato alla cottura dei biscotti (o delle cene megagalattiche), all’accensione delle candele ed alle fotografie, quelle classiche in cui si torna ad incontrare chi non si vede da tempo.
Quest’anno, forse più che mai, è cresciuta la voglia di rivedersi e stare insieme ed è importante che si possano custodire i ricordi per gli anni a venire.
È chiaro che chi scatta fotografie a livello amatoriale dovrà fare attenzione alla propria posizione per immortalare momenti spontanei provando a non scartare nessuno (ogni volta manca la nonna che è in cucina a prendere ancora qualcosa) e utilizzando al meglio le luci dell’ambiente.
Una raccomandazione che può esser fatta e quella di non trattare i soggetti come sudditi in quanto il fine ultimo degli incontri è trascorrere ore liete insieme (non è uno shooting) e di aver rispetto per i momenti di gioco dei bambini (chiedendo ad oltranza sorrisi).
Ovviamente è opportuno tenere la fotocamera vicina per evitare la ripetizione dell’azione che ci è sfuggita.
Detto questo concludo augurando a tutti un felice Natale in pace e tranquillità, con la mente sgombra dalle difficoltà quotidiane.
Lo scatto a corredo del post è stato realizzato da Francesco Tracuzzi.

Ciò che conta è il pensiero

Una delle cose che non riesco ad accettare di questo periodo è il regalo “obbligatorio”. Già quando andiamo al bar per un caffè, ci sentiamo fare gli auguri a volte accompagnati da un cioccolatino e sappiamo che per il barman siamo soltanto clienti di passaggio e gli auguri mi sembrano soltanto una richiesta di mancia (anche se potrebbe non essere così).
Lo scambio dei regali in questo periodo mi sembra quasi una mannaia avviata dal consumismo, però già tra gli antichi romani era diffusa la pratica del “dare e ricambiare”.
Sinceramente ho sempre preferito il “regalino” realizzato dagli alunni della Primaria per i loro genitori; qualcosa di piccolo realizzato con l’impegno della Maestra, ma ricco di tanto amore verso i genitori.
Personalmente ho sempre preferito il “dono”, per nulla legato al periodo dell’anno, ovvero (come si legge sulla Treccani) un «dare ad altri liberamente e senza compenso cosa utile o gradita».
Per me ciò che conta è veramente il pensiero, assolutamente slegato dal periodo.

Adatto per il “bokeh fluido”

Il produttore cinese e specialista di obiettivi ad ampia apertura Zhong Yi Optics ha lanciato quella che descrive come un’alternativa economica alla leggendaria Leica Summilux-M nell’obiettivo per ritratti Mitakon Speedmaster 90mm f/1.5.
La nuova ottica con un teleobiettivo medio è disponibile negli attacchi Leica M, Canon RF, Sony FE e Nikon Z ed è descritta come un “bokeh fluido” dai fotografi ritrattisti. Ciò è in parte dovuto al design dell’iride rotonda a 9 lamelle, con la costruzione dell’obiettivo composta da 9 elementi in 6 gruppi.
Il produttore afferma anche ottimi risultati per la fotografia notturna, grazie a quell’apertura rapida f/1.5.

Pochi post in questo periodo

Da oggi e per tutto il periodo natalizio i post saranno ridotti ed i pochi non riguarderanno la didattica. Questo è l’avvio del periodo festivo e non rientra nei miei desideri torturare i visitatori del mio blog. Auguro a tutti un felice periodo sperando di non aver deluso con questa mia decisione.
Il ritorno ai ritmi normali è previsto per il 7 gennaio 2022.

Quante emozioni con gli scatti di Jamie Johnson

Ho avuto modo di poter ammirare alcuni scatti di Jamie Johnson, la fotografa statunitense che gira il mondo da vent’anni nota per i suoi toccanti ritratti di bambini, sul libro “Growing Up Travelling” (pubblicato nell’estate 2020 da Kehrer) e sono rimasto senza fiato.
Il libro offre uno sguardo attento sui bambini dei “viaggiatori irlandesi”, una comunità di nomadi che vive in roulotte e che sta come estranea nella società che la circonda, mantenendo la loro tradizione e manifestando orgoglio per la loro cultura.
In ogni scatto che si ammira si percepiscono diverse emozioni, si rimane immobili per diversi minuti e ciò che i bambini trasmettono con i loro sguardi, le loro posture, il loro abbigliamento, è difficile da riportare in parole.

Le lotte quotidiane per ottenere una buona formazione

Periodicamente inserisco un post (ultimamente con maggiore frequenza) che è tratto dalle esperienze costruite a scuola, ricordando che questi post sono caratterizzati soltanto dallo spirito di condivisione e non pretendo di fornire insegnamenti ai Colleghi in servizio.
Nell’insegnare spesso si richiama il libero arbitrio e l’autodeterminazione per indirizzare gli alunni verso una strada che li conduca verso un futuro roseo appagando i desideri di ciò che desiderano diventare.
Scelte, opzioni, alternative, preferenze, opportunità, decisioni: queste sono tutte parole che hanno un forte impatto sulla psiche collettiva degli esseri umani, ma nella loro crescita gli alunni si confronteranno con delle “forze” che sono fuori dal loro controllo.
Per questo l’insegnamento deve tendere ad essere individualizzato e richiede la massima attenzione dell’insegnante.
Personalmente sono lontano da alcune “opinioni” della gente qualunque e continuo a credere nell’insegnate che accompagna nella crescita gli alunni e li guida passo dopo passo aiutandoli a superare le difficoltà.
Per questo nel rivolgermi agli alunni ho sempre considerato, entro i limi delle mie possibilità e delle mie capacità, di tenere a mente alcune componenti che hanno un grande impatto su chi diventeranno quegli adolescenti.
L’impatto dei geni è il primo elemento che dobbiamo considerare in quanto è stato ripetutamente dimostrato nella comunità scientifica che i geni rappresentano circa il 50 per cento del nostro sviluppo.
Determinano molti attributi fisici, ma anche i tratti della personalità.
Se i geni rappresentano la metà dell’influenza sullo sviluppo, allora l’ ambiente rappresenta l’altra metà. Recenti ricerche hanno riportato che il 20 percento delle differenze nello sviluppo del bambino sono dovute all’influenza dei genitori ed è per ciò che ho ritenuto e ritengo fondamentale il rapporto con le famiglie.
I giovani tendono ad adottare i messaggi dominanti all’interno della famiglia in modo acritico e limitati dalla maturità utile a separare i messaggi sani da quelli malsani.
Se con un buon dialogo possiamo collaborare con le famiglie, contro la “cultura popolare” incontriamo un grande ostacolo. Tra attività extrascolastiche e vari media diminuisce l’influenza della scuola e della famiglia stessa e comincia a contare maggiormente l’opinione dei coetanei, spesso considerati erroneamente “amici”.
La cultura popolare è una forza sottile, ma potente nelle nostre vite in quanto non notiamo poiché è tutto intorno a noi e diviene dominante nella nostra vita.
A ciò va aggiunta la presenza della tecnologia e dei suoi messaggi che guidano verso la “persuasione” e rivoltano i propri valori.
In ultimo vanno considerati gli imprevisti che spesso vengono trascurati. Gli eventi inaspettati rivestono un ruolo importante in quanto sono significativi dal punto di vista emotivo.
Dalle esperienze vissute nella mia carriera lavorativa gli eventi imprevisti sono i più elusivi. Per loro stessa natura, non possiamo prevederli o prepararci per loro, non possiamo mitigare prontamente il loro impatto e lo shock può essere sia destabilizzante verso una direzione malsana.
In conclusione per ottenere una formazione indirizzata sull’autodeterminazione utile ad un futuro roseo dobbiamo mettercela tutta in un confronto quasi quotidiano con questi elementi.

POST CORRELATI

Disponibile la 16a guida annuale all’attrezzatura fotografica per le vacanze di Scott Kelby

È una tradizione con la quale il famoso Scott Kelby condivide idee regalo per i fotografi in base alle cose per cui ha speso troppi soldi quest’anno.
Su “Photoshop user” dieci pagine indirizzate su idee regalo o acquisti personali. Il magazine è disponibile dal 3 dicembre.

Mentire è un’abitudine comune

Mentire è un’abitudine comune fra chi usa i social network. Molti però ignorano che postando false informazioni o commenti mendaci si aumenta il rischio di problemi di memoria e anche di insorgenza di paranoie.
Questa informazione è stata già divulgata cinque anni fa, però i prosegue fino al punto che i due terzi degli utenti social distorcono la verità sul proprio profilo online e non si limitano alle foto montate con le app del momento, ma si parla di relazioni inesistenti e vacanze inventate.
Secondo lo psicologo Dott. Richard Sherry, fondatore e direttore clinico di Psychological Systems Ltd, “il desiderio di presentare la migliore versione di se stessi è comprensibile, ma può portare a gravi problemi. Il lato oscuro di questo conformismo sociale arriva quando perdiamo noi stessi o neghiamo ciò che autenticamente siamo, a un livello in cui a volte non ci riconosciamo più”.
Ma già Sant’Agostino prendeva in considerazione l’argomento nel suo “Contra mendacium”. Il Dottore e Santo della Chiesa cattolica, asseriva che “mente chi pensa una cosa e afferma con le parole o con qualunque mezzo di espressione qualcosa di diverso”.
Queste sono piccole osservazioni contenute in un breve post, ma temo che se dal medioevo ad oggi non son cambiate le cose se non in peggio (visto che i mezzi di comunicazione si sono moltiplicati) ci dovremo rassegnare a stare tra bugiardi, sventati e ossessionati.

Insegnare è stato sempre un divertimento

scatto generato con l’app “Voilà AI Artist Editor”

Nella mia carriera da insegnante non ho mai dimenticato di essere stato alunno. Ringrazio sempre i docenti che ho avuto nei miei percorsi di studio perché non li dimenticherò mai in quanto mi hanno dato molto di più delle nozioni, mi hanno insegnato a vivere e a relazionarmi.
Uno degli insegnamenti più proficui nel tempo è stato il divertimento. Da alunno mi son sempre divertito a scuola e l’ho fatto pure da docente.
Il grande sociologo canadese Marshall McLuhan ha sostenuto che “coloro che fanno distinzione fra intrattenimento ed educazione forse non sanno che l’educazione deve essere divertimento e il divertimento deve essere educativo”.
Chi dei Colleghi ha sempre ritenuto di andare avanti con programmi ministeriali e obiettivi didattici sempre a portata di mano, ha ridotto il bello dell’insegnamento escludendo il divertimento, senza staccare un breve periodo per vivere momenti ludici insieme ai propri alunni.
Divertirsi e stare bene con i propri alunni non è una perdita di tempo.
Questo modo di vivere mi ha fatto star bene con gli alunni (anche con quelli che gli altri consideravano “terribili”) e non rinuncio a supportarli o aiutarli anche adesso quando mi contattano per avere dei consigli (gli ultimi sulla scelta della sede universitaria dati in estate).
Ecco perché mi sono trasformato in un personaggio dei cartoni Pixar con la nuova applicazione Android, Voilà AI Artist Editor, perché la voglia di giocare non mi passerà mai. Vedendo questa elegante “quasi caricatura” sorrideranno anche coloro che mi conoscono e seguono il mio blog (tanto nessuno li obbliga).

POST CORRELATI

I formaggi acquistati chi li mangia?

Incontrare conoscenti al supermercato in questi periodi è altamente rischioso. In molti, infatti, criticano l’acquisto dei formaggi in quanto a loro dire fanno salire la colesterolemia.
Sembra che stiamo ad ascoltare un vecchio vinile rotto che s’incanta sul solito solco ed in questo periodo in cui tutti si “nominano” esperti, ricordo che la dieta bilanciata è redatta da dietologo dopo un’attenta valutazione dei dati ottenuti e degli stili di vita condotti.
Fatta questa premessa ritengo che nonostante i formaggi contengano grassi saturi e colesterolo, non è necessario cancellarli totalmente dalla dieta, ma vanno invece consumati con misura e senza esagerazioni, preferendo i più magri che vanno ad inserirsi un regime alimentare ricco di vegetali freschi, cereali integrali e legumi.
E poi, giusto per concludere il post, chi dice che i formaggi acquistati saranno mangiati da chi li compra?