Le lotte quotidiane per ottenere una buona formazione

Periodicamente inserisco un post (ultimamente con maggiore frequenza) che è tratto dalle esperienze costruite a scuola, ricordando che questi post sono caratterizzati soltanto dallo spirito di condivisione e non pretendo di fornire insegnamenti ai Colleghi in servizio.
Nell’insegnare spesso si richiama il libero arbitrio e l’autodeterminazione per indirizzare gli alunni verso una strada che li conduca verso un futuro roseo appagando i desideri di ciò che desiderano diventare.
Scelte, opzioni, alternative, preferenze, opportunità, decisioni: queste sono tutte parole che hanno un forte impatto sulla psiche collettiva degli esseri umani, ma nella loro crescita gli alunni si confronteranno con delle “forze” che sono fuori dal loro controllo.
Per questo l’insegnamento deve tendere ad essere individualizzato e richiede la massima attenzione dell’insegnante.
Personalmente sono lontano da alcune “opinioni” della gente qualunque e continuo a credere nell’insegnate che accompagna nella crescita gli alunni e li guida passo dopo passo aiutandoli a superare le difficoltà.
Per questo nel rivolgermi agli alunni ho sempre considerato, entro i limi delle mie possibilità e delle mie capacità, di tenere a mente alcune componenti che hanno un grande impatto su chi diventeranno quegli adolescenti.
L’impatto dei geni è il primo elemento che dobbiamo considerare in quanto è stato ripetutamente dimostrato nella comunità scientifica che i geni rappresentano circa il 50 per cento del nostro sviluppo.
Determinano molti attributi fisici, ma anche i tratti della personalità.
Se i geni rappresentano la metà dell’influenza sullo sviluppo, allora l’ ambiente rappresenta l’altra metà. Recenti ricerche hanno riportato che il 20 percento delle differenze nello sviluppo del bambino sono dovute all’influenza dei genitori ed è per ciò che ho ritenuto e ritengo fondamentale il rapporto con le famiglie.
I giovani tendono ad adottare i messaggi dominanti all’interno della famiglia in modo acritico e limitati dalla maturità utile a separare i messaggi sani da quelli malsani.
Se con un buon dialogo possiamo collaborare con le famiglie, contro la “cultura popolare” incontriamo un grande ostacolo. Tra attività extrascolastiche e vari media diminuisce l’influenza della scuola e della famiglia stessa e comincia a contare maggiormente l’opinione dei coetanei, spesso considerati erroneamente “amici”.
La cultura popolare è una forza sottile, ma potente nelle nostre vite in quanto non notiamo poiché è tutto intorno a noi e diviene dominante nella nostra vita.
A ciò va aggiunta la presenza della tecnologia e dei suoi messaggi che guidano verso la “persuasione” e rivoltano i propri valori.
In ultimo vanno considerati gli imprevisti che spesso vengono trascurati. Gli eventi inaspettati rivestono un ruolo importante in quanto sono significativi dal punto di vista emotivo.
Dalle esperienze vissute nella mia carriera lavorativa gli eventi imprevisti sono i più elusivi. Per loro stessa natura, non possiamo prevederli o prepararci per loro, non possiamo mitigare prontamente il loro impatto e lo shock può essere sia destabilizzante verso una direzione malsana.
In conclusione per ottenere una formazione indirizzata sull’autodeterminazione utile ad un futuro roseo dobbiamo mettercela tutta in un confronto quasi quotidiano con questi elementi.

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Pubblicato il dicembre 7, 2021 su didattica, psicologia. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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