“Play Anything”, un libro da leggere

In molti nella mia passata categoria (docenti) hanno sostenuto che fumetti, programmi TV, videogiochi e social sono il motivo per cui gli alunni non riescono a studiare per bene con impegno.
Secondo Ian Bogost, Professore al Georgia Institute of Technology, in “Play Anything” , il suo ultimo libro, emerge che il gioco non è una fuga insensata dalla realtà noiosa; la nostra distrazione è solitamente guidata dal nostro desiderio di sfuggire al disagio, inclusa la noia , la paura e l’ ansia , o compiti che non si sincronizzano con il modo in cui apprezziamo il nostro tempo.
Il segreto per rimanere concentrati in alcuni momenti consiste non nell’astenersi dalla distrazione, ma nel cambiare la propria prospettiva sul compito stesso. L’autore del libro suggerisce di concentrarsi sul da fare e cercare attentamente la variabilità. Di non “leggere” l’incertezza nel portare avanti un compito, ma nel saper cogliere il gusto della ricerca per portare avanti una sfida (come spesso accade nei videogiochi).
Il libro “Play Anything”, quindi, è una teoria del gioco per l’era moderna, pieno di affascinanti intuizioni e nuove prospettive; “Play Anything” mostra come il gioco serva da strumento fondamentale per esaminare il mondo che ci circonda e fornisce una valutazione sorprendente del nostro attuale panorama culturale.

Pubblicato il gennaio 21, 2022 su libri, psicologia. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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