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Non è la tortura che aiuta a studiare

Tra test, quiz e illustrazione delle lezioni o del programma annuale, il primi giorni di scuola rappresentano la prima rampa in salita.
A volte la mente è ancora alla spiaggia o agli amici conosciuti in estate, mentre l’autunno incalza e le lezioni avanzano.
Una delle difficoltà che provano gli studenti è la gestione del tempo e ciò può portare a calo di attenzione ed iperattività.
I consigli che si possono fornire ai giovani che rischiano di farsi travolgere dalla nuova routine partono dall’ambiente nel quale si studia. Da studente spostavo il materiale che dovevo utilizzare in cucina in quanto la presenza della mamma e del suo canticchiare rappresentavano un conforto per il mio impegno.
Rimanevo sconvolto dal vedere mia cugina, quando capitava di andare a trovarla, quasi accovacciata sulla scrivania della sua stanza e l’abatjour acceso con quella odiosa luce calda che mi faceva soffrire solo avvertendone la presenza.
Mia cugina andava a letto dopo cena spesso con il mal di testa, mentre io facevo tutto con rapidità e mi rimaneva anche il tempo per la TV dei ragazzi.
Se mamma non canticchiava accendevo la radio che mi trasmetteva tranquillità e mi aiutava nella concentrazione.
Con la radio si può scrivere, leggere o cucinare; non c’è da stare immobili seduti lì a guardare. Forse proprio questo me la fa preferire, è che con la radio non si smette di pensare”. Lo spiegava Finardi nel 1976 ed io, anche se l’ho scoperto prima del brano in questione, applicavo questa strategia che utilizzo a tutt’oggi.
L’altro consiglio che mi sento di dare è quello di tracciare un “progetto” su come svolgere i compiti. La creazione di un elenco visivo (a volte anche numerato), accompagnato da disegni che amavo fare, crea la mentalità secondo cui la quantità di compiti a casa non è infinita.
Personalmente cominciavo dalla matematica (il mio principale nemico) per poi passare alle cose che gradivo maggiormente. Per la prima, il tempo sembrava interminabile, ma ero fresco e con il pomeriggio davanti; le altre materie mi piacevano (soprattutto storia e disegno) ed era una spasso portarle a termine.
Non mi sono mai messo un orologio vicino, ma quello mio biologico mi portava ad una pausa con aranciata o cioccolata calda a seconda del periodo.
Forse ho pure avuto un po’ di fortuna in quanto i miei genitori non mi hanno mai invitato a finire prima o a scollarmi dalla sedia per fare altro e questo è un consiglio che mi auguro possa servire ai genitori più giovani. Non è la tortura che aiuta a studiare di più (e credo neppure le punizioni).

Giornata mondiale degli insegnanti, siamo a venti

Anche quest’anno il 5 ottobre ricorre la giornata mondiale dell’Insegnante. In questo anniversario viene sottolineata l’importanza dell’autonomia dell’insegnante e della libertà accademica nella costruzione di un mondo in cui l’istruzione e l’apprendimento sono veramente universali.
Tutti hanno diritto ad una istruzione di qualità e alle opportunità di apprendimento lungo tutto l’arco della vita.

Registratore schermo online gratuito

Per registrare lo schermo del PC ho sempre utilizzato ScreenCast-O-Matic, ma giusto ieri pomeriggio ho letto un post sul blog di Roberto Sconocchini che riguarda FlexClip Screen Recorder, servizio totalmente gratuito che permette facilmente di operare lo screencasting e per un massimo di 30 minuti, assolutamente sufficienti per dei richiami alla lezione in presenza.
Assolutamente da provare, mi metto subito all’opera.

Accoglienza: curiosità e novità

Come esseri umani, bramiamo stabilità e novità, ma la varietà ci mantiene incuriositi, chiedendoci e interessati a qualcosa di più.
Da ieri i Prof hanno cominciato il loro anno scolastico e già temono a come dovranno fare l’attribuzione dei posti in classe.
Sinceramente non mi sono posto mai questi quesiti e mi son preoccupato di comprendere le dinamiche del gruppo in cui i componenti scelgono i posti di maggiore gradimento.
Alcuni temono le prime domande dei ragazzi, mentre io ho considerato i loro quesiti come un “test d’ingresso”. Essere curiosi su ciò che si farà nel corso dell’anno è leggittimo ed essere chiaro e trasparente fornisce agli alunni la base per un rapporto duraturo nel tempo.
Sperare che gli alunni più competenti ci parlino di quanto da loro appreso è una speranza vana. Faranno domande su ciò che li incuriosisce e ciò che hanno acquisito lo utilizzeranno soltanto in caso di necessità. Più “bravi” sono e più interesse avranno per le cose nuove, ripetere ciò che sanno è noioso ed è per questo che il gioco fa parte di quel periodo che definiamo “accoglienza” (e non solo).
Si dovrà fare attenzione agli argomenti in quanto gli interessi saranno diversi per ognuno di loro.
La varietà non è solo il sale della vita, è l’aspetto centrale dell’essere un vero studente. Ellen Langer, professoressa di psicologia presso la Harvard University i cui studi sono stati dedicati principalmente alle teorie sulla mindfulness, vale a dire al potere della consapevolezza su benessere psico-fisico, suggerisce di presentare erroneamente i dati con le etichette sbagliate per far lavorare i tuoi studenti attraverso modi alternativi di capire le cose.
Gli studenti spesso riescono ai loro primi tentativi di adattare le loro conoscenze ad ipotesi intriganti.

Sei motivi per cui il gioco guidato funziona

In primo luogo, il gioco guidato implica l’apprendimento attivo, in contrapposizione all’apprendimento passivo. Cioè, il bambino è concentrato e partecipa al gioco piuttosto che semplicemente osservare qualcosa.
Durante il gioco, i bambini sono molto coinvolti in quello che stanno facendo, il che significa che è meno probabile che siano distratti da qualcos’altro. Non sorprende che impariamo meglio quando non siamo distratti e quando siamo concentrati sul compito o sul concetto a portata di mano.
Il gioco rende le abilità sottostanti significative piuttosto che astratte. Ad esempio, conoscere le frazioni è più significativo nel contesto di fingere di condividere la pizza con un gruppo di amici che con le flashcard.
Spesso, il gioco è socialmente interattivo, il che significa che i bambini giocano con gli altri, il che ha dimostrato di migliorare molteplici aspetti dello sviluppo dei bambini.
Il gioco è tipicamente gioioso e gli stati emotivi positivi sono stati a lungo associati ai benefici dell’apprendimento. Quando i bambini sono assorbiti da qualcosa in cui si sentono bene, sono motivati ​​a seguirlo e possono sviluppare un atteggiamento positivo riguardo all’apprendimento.
Il gioco guidato spesso coinvolge i bambini che generano, testano e rivedono naturalmente ipotesi, quasi come gli scienziati, il che è fantastico perché l’apprendimento è un processo iterativo.

Flat lay, uno stile fantastico

Flat lay” è una tecnica di composizione fotografica utilizzata per far risaltare i contrasti e la coesione tra oggetti visibili nel quotidiano.
Questa tecnica è usata comunemente sui social media e può fornire una fonte di ispirazione.
Flat lay” è uno stile di fotografia che richiede un approccio a volo d’uccello per la visualizzazione, quindi un accattivante stile di visualizzazione ed offre una sensazione “ordinatamente disordinata”, che può conferire allo scatto un aspetto unico.
L’immagine a corredo del post l’ho scattata due giorni fa ed il risultato mi sembra esplicativo.

Sulla didattica a distanza

Negli ultimi anni di professione ho sostenuto il valore della DID (Didattica Integrata a Distanza), un’attività che doveva ovviamente rispondere ad una serie di requisiti ed ho utilizzato la piattaforma di Edmodo.
Non ho registrato nessuna difficoltà, ma soltanto risultati superiori a quelli precedenti con alunni che ponevano domande che in classe difficilmente avrebbe fatto.
Dalla piccola indagine condotta in forma anonima con un gruppo di alunni, circa cinquecento, ho verificato che in molti erano soddisfatti per diversi motivi: ascoltare le mie spiegazioni osservando le esercitazioni registrate in video, potevano annotare qualcosa da chiedere nella lezione in presenza, confrontare i propri risultati con la teoria studiata e registrare i propri miglioramenti
Il periodo di pandemia ha sottoposto lo studio a distanza come un avversario da battere per molte famiglie.
L’obbligo di tenere i figli a casa ed assisterli, mentre dovevano essere svolti i lavori quotidiani da cui gli adulti non potevano esimersi.
Il desiderio di socializzazione, la mancanza dei momenti ludici trascorsi a scuola, quel ritmo da routine al quale si erano abituati, alcuni docenti probabilmente impreparati ad affrontare la nuova didattica sono argomenti che ben conosciamo.
Uno studio del 2020 condotto dall’American Psichological Association (registrato quest’anno e con probabile pubblicazione nell’ottobre del 2023) però riporta l’attenzione su quanto da me sostenuto, ovvero che non è sufficiente collegarsi con un PC per parlare si didattica a distanza.
In questa indagine , i ricercatori hanno scoperto che la flessibilità era uno dei risultati più preziosi dell’apprendimento a distanza. Flessibilità nella pianificazione e nel metodo di apprendimento che permettono una maggiore gamma di stili.
Oltre all’annullamento dei tempi di trasferimento è il caso di parlare di costi ridotti, possibilità di seguire diverse fonti informative, creazione di gruppi di lavoro indipendenti dalla distanza fisica, miglioramento delle esperienze trasversali e della socializzazione con elementi che condividono le nostre passioni.
È ovvio che la mia speranza è che si possa verificare tutto ciò nel miglior modo possibile che con osservazioni e ricerche obiettive finalizzate ad un miglioramento delle professioni, degli apprendimenti e della qualità della vita.

POST CORRELATI

Buon anno scolastico

L’estate volge al termine ed anche se le condizioni climatiche non sono più quelle che ricordiamo tra pochi giorni tornerà la scuola.
Anche se i miei post sulla didattica sono in netta diminuzione, questo blog è nato qualche anno fa proprio per fornire il mio piccolo contributo ai Colleghi ed acquisire le loro opinioni sugli argomenti trattati.
Non dimentico ciò anche se ritengo che alcune esperienze da me acquisite possono essere diverse dalla scuola che si andrà a vivere con il futuro anno scolastico.
È chiaro che gli ultimi periodi di pandemia con l’alternanza presenza e DAD potranno generare emozioni contrastanti sul rientro a scuola. Alcuni sono impazienti di ritrovare amici e compagni, altri invece si lamenteranno di un periodo di vacanza troppo breve con timori verso le nuove regola a cui andranno incontro.
Anche per i Docenti sarà così poiché vivranno una realtà nuova con altri studenti ed i loro genitori; si confronteranno con nuove classi e nuove sfide con alunni che stavano per abituarsi al ritmo di alzarsi, dare una sciacquata al viso ed accendere il computer. Adesso dovranno fare ritorno alla routine della fila in bagno, alle colazioni veloci (spesso saltate) per vestirsi e controllare se lo zaino è completo, agli ingorghi per strada che fanno arrivare in ritardo.
Sarà comprensibile, quindi, sentirsi un po’ traballanti man mano che ci si avvicina al nuovo anno scolastico.
Per i Docenti sarà probabilmente inevitabile affrontare gli sconvolgimenti emotivi degli alunni per assumere un approccio positivo indirizzato al raggiungimento degli obiettivi.
Si dovrà incoraggiare un dialogo aperto per mostrare le difficoltà rappresentate da questo rientro e manifestare quella sicurezza che fornisce serenità; si dovranno percepire le risposte del corpo ed ovviare le difficoltà sorte con quelle condotte utili allo scopo (andare a letto prima, conciliare il gioco con lo studio, assumere cibi che appaghino il fabbisogno energetico senza creare pesantezza e cose simili).
Ciò che sarà indispensabile rimarrà la curiosità di affrontare le nuove sfide in un ambiente sereno.
Buon anno scolastico.

Poniamoci sempre delle domande

In un recente sondaggio condotto da un magazine britannico tra le famiglie che si stanno preparando al ritorno a scuola, sono state raccolte le risposte sul materiale che ritengono necessario per i propri figli al fine di poter fare cominciare i nuovi impegni annuali.
Anche se non sono particolarmente chiari i quesiti dell’indagine e l’età degli intervistati, i numeri finali forniscono un successo del materiale digitale, infatti soltanto il 4% ritiene il libro cartaceo indispensabile.
Con i dati letti posso soltanto esprimere dubbi. Il primo è sui motivi veri dell’acquisto in quanto gli strumenti digitali possono servire per soddisfare diversi scopi.
“De gustibus non est disputandum” dicevano i latini (a meno che non ricordi male la frase), però il mio secondo quesito riguarda la lettura, cosa che spesso faccio dal digitale, ma con mezzi diversi dallo smartphone e, debbo confessare, che in spiaggia o in collina preferisco leggere il cartaceo in quanto non credo che riuscirei a leggere un libro dal telefonino (ma io sono diversamente giovane).
Credo che sia indispensabile che ognuno di noi si ponga delle domande per non accettare passivamente ciò che ci viene proposto.

Venngage, un ottimo strumento di progettazione grafica

In questi anni di cura del mio blog mi sono soffermato diverse volte sui software di infografica.
Quello che desidero segnalare adesso è Venngage, un tool che permette di creare, scaricare o condividere infografiche professionali.
Con Venngage, infatti, si hanno a disposizione diversi template realizzati da esperti e modificabili con pochi click.
Nella didattica le infografiche trovano un utilizzo oserei dire indispensabile (almeno per me) in quanto il lavoro finito può essere mostrato sulla lavagna multimediale e può essere utilizzato in formato pdf per l’inserimento in una piattaforma didattica (ricordo che io usavo Edmodo).

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