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Scattare foto naturalistiche: panorami

Nel mio primo post sulla fotografia naturalistica ho consigliato di seguire le indicazioni dei maestri tedeschi assumendo la mentalità della natura. Ho scritto sui tre punti da rispettare per degli scatti di qualità partendo dall’idea di scattare alla fauna, però ho concluso affermando che anche se non dovessimo riuscire a portare a casa degli scatti ci saremmo guadagnati una bella giornata in natura, gustandoci i suoi profumi ed ammirando i suoi colori.
Se pensiamo di partire con l’idea di realizzare qualche scatto, potremmo farlo con un indirizzo paesaggistico e al contempo cominciamo a preparare qualcosa per future uscite dedicate alla fauna.
È chiaro che in questo caso è bene giungere presto nel luogo scelto per catturare i colori nelle loro tonalità dell’alba o trattenerci fino al tramonto per studiare prima il percorso della luce solare ed avere una buona postazione per l’ora d’oro della fotografia.
Chiaramente non è necessario recarsi dall’altra parte del mondo per scattare splendidi paesaggi, lo si può fare rimanendo vicino ed essere sorpreso da ciò che si può trovare nelle zone di casa.
È fuori da ogni dubbio che si dovranno utilizzare obiettivi nitidi, si dovranno pulire spesso nel corso della giornata e, probabilmente, utilizzare dei filtri (ovviamente di buona qualità).
Un altro consiglio che desidero fornire è quello di tenere gli scatti realizzati in ordine, se possibile con qualcuno di loro utile per “studiare” nuove postazioni, in modo da essere tentato di tornare regolarmente e fotografare (provando ad evitare gli eventuali errori commessi nella precedente uscita e cercando di intuire altre stagioni maggiormente idonee agli scatti).
Nuvole e pioggia non debbono essere temuti (ovviamente mi sto riferendo ad episodi passeggeri e non ai temporali con i fulmini), possono creare alcuni paesaggi brillanti. Per una maggiore sicurezza è importante recarsi in questi luoghi con almeno un amico, possibilmente appassionato di fotografia.
A corredo del post c’è un mio scatto del 2019.

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Antonio enuncia le leggi sul mojito

Ho deciso di dedicare questo periodo di transizione dal lavoro alla pensione per enunciare delle mie teorie (perché non esistono soltanto quelle di Murphy e perché un blog personale può anche servire a sorridere).

  1. Il mojito migliora l’intelligenza; al dodicesimo scopri che il mondo gira (applicata alla fisica)
  2. Il mojito porta il sorriso; più ne bevi e più sorridi (applicato alla filosofia)
  3. Se guardiamo il mondo, dopo alcuni mojito lo vediamo meglio, più allegro (applicata alla felicità)
  4. Se scatti una foto dopo il quinto mojito, scopri il “leggermente mossa” (applicata alla fotografia)
  5. Se ciò che non ti riesce è seguito da diversi mojito sei soddisfatto al primo tentativo (applicata alla fortuna)
  6. Se pensi che una cosa si può fare in un solo modo, dopo alcuni mojito ti rendi conto che le possibilità si moltiplicano (applicato alla matematica)
  7. Se hai difficoltà con la grammatica, dopo alcuni mojito riesci a dire tutto (applicato alla grammatica)
  8. Dopo il quindicesimo mojito fatto con la ricetta originale de L’Avana, nel salone di casa vedi tante cose dell’architettura coloniale che prima non avevi notato, comprese le palme (applicato all’architettura)
  9. Se a casa hai finito lo zucchero di canna, ti accorgi che il mojito può esser fatto anche con lo zucchero raffinato (applicato alle ricette)
  10. Se finisci la menta nel vaso del balcone, ti rendi conto che hai un arto superiore sufficiente a prendere quella dal balcone vicino e va bene per il tuo mojito (applicato all’anatomia)
  11. Se abbracci il tuo mojito non senti caldo è vero amore (applicato ai sentimenti)
  12. Il mojito, bevuto in sufficiente abbondanza, schiarisce la vista e ti permette di vedere quello che gli altri non vedono (applicato all’oculistica)
  13. Più mojito bevi e più finiscono presto (applicato alla dinamica)
  14. Il mojito va bevuto frequentemente e con periodicità perché fa sparire tutti i problemi che ti circondano (applicato alla predizione)
  15. A volte i 4cl di Rum cubano sono pochi, puoi aumentarli sono dopo il quinto mojito (applicato alle ricette)
  16. Se il gusto del rum non ti sembra abbastanza leggero (inferiore ai 16°), vuol dire che hai superato la dose giornaliera di mojito (applicato alle ricette del medico durante)
  17. Se ti servono un piatto di pesce senza accompagnarlo dal mojito, vuol dire che non sei a cuba (applicato al turismo)
  18. Il mojito si è diffuso in uno stato socialista ed anche esso lo è ; ai 4cl di rum non si possono unire 4 cucchiaini di zucchero di canna, bisogna pensare anche agli altri che potrebbero rimanere senza, ne bastano 2 (applicato alla politica)
  19. Il mojito fatto dal barman è sempre meglio di quello industriale (applicato al controllo alimentare)
  20. Se leggi soltanto venti punti delle leggi di Antonio sul mojito, vuol dire che ha esagerato con l’assunzione della bevanda e ne ha dimenticati alcuni (applicato alla trasparenza)

Ciò che ho scritto è coperto dal diritto dell’autore di dire tutte le minchiate che vuole; se copiate a condividete rischiate l’internamento in clinica psichiatrica.
Vi ho avvisato.
La foto a corredo del post è stata scattata da Anna (lo scatto così è stato richiesto dal modello, non prendetevela con la fotografa).

Ancora parossismi dell’Etna

Nello scorso fine settimana l’Etna, per i siciliani “a Muntagna” o “u Mungibeddu”, ha fatto registrare un parossismo particolare per la presenza del fenomeno conosciuto come “light pillar” o colonna luminosa, un fenomeno rarissimo, che si estende sopra la sorgente luminosa.
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, ha comunicato che sin dalle ore 18:00 era iniziata l’attività stromboliana dal Cratere di Sud-Est. L’attività è accompagnata anche da emissione di cenere caduta copiosamente su diversi comuni di Catania.
Con lo scatto “Serenità a piedi del vulcano”, visibile bene su 500px, ho fermato l’immagine su uno dei moneti che hanno caratterizzato le serate del weekend.
L’ampiezza media del tremore vulcanico, dopo aver raggiunto sabato 19 giugno il valore massimo alle ore 21:20, ha subito una rapida diminuzione riportandosi nel livello medio.
Chi vuol vedere vecchi scatti inseriti nell’album “I colori du Mungibeddu” può farlo sul mio profilo personale di facebook.

“Serenità al Segrino”

Serenità al Segrino” è lo scatto che ho pubblicato ieri sera e rientra nel percorso intrapreso ormai da tempo “In cerca di serenità“, l’utilizzo della fotografia per tenersi lontano dal caos e dalla vita stressante. Lo scatto più grande potete vederlo su 500px.

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Piccolo omaggio alle api

Piccolo omaggio alle api” è uno scatto che ho voluto fare in considerazione che il 20 maggio 2021 si è celebrata la quarta Giornata mondiale delle api.
Voluta 18 ottobre 2017 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il World Bee Day punta a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza delle api e di altri impollinatori.
Spostandosi da un fiore all’altro le api raggiungono e impollinano più di 170.000 specie vegetali, garantendo così la biodiversità nell’ecosistema.
Nonostante la loro importanza, purtroppo, il numero e la varietà degli impollinatori sono diminuiti negli ultimi decenni a causa delle attività umane.

Impariamo ad ammirare ciò che abbiamo

In alcune giornate in cui tutto ti sembra in bianco e nero, star fermo davanti al lago grande (lago di Ganzirri) serve a rigenerarsi, a contemplare lo specchio d’acqua anche se il cielo fa intendere che pioverà da lì a poco.
Rimanere ad ammirare il lago serve a farti comprendere che ci sono i momenti di quiete, bisogna saperli cogliere.
In questo periodo di pandemia, quello che mi manca è il contatto diretto con la natura, però ho imparato ad ammirare le altre cose buone che abbiamo nella vita.
Vista sul lago in bianco e nero” è uno degli scatti che mi piace ammirare di più e l’ho scelto per corredare questo post.

Ciao piccolina, ti ricordiamo così

Ciao piccola Bianca, nostra amica per tanti anni. Ti ricordiamo con il tuo sguardo attento, vigile e furtivo. Ti abbiamo voluto un mare di bene.

“Una finestra illuminata”

Una finestra illuminata” è uno scatto che ho voluto inserire nel mio album di paesaggistica provando a tradurre in immagini uno stralcio della poesia di Giuseppe Ungaretti di cui ricorre l’anniversario della nascita.
Pensare all’amore come una quiete accesa restituisce tutta la forza e la bellezza del sentimento amoroso.
Queste le parole del poeta: “Il vero amore è come una finestra illuminata in una notte buia. Il vero amore è una quiete accesa”.

Tra i vecchi scatti

Mancando la possibilità di fotografare, ho ripreso vecchi scatti da guardare. Come si sa rivedere le vecchie foto è sempre una forte emozione, con una rievocazione di ricordi ed emozioni: gioie, dolori, tristezze.
Nostalghia” è uno scatto che ho fatto nel 2000 ed allora ebbe il nome di “Alba sui binari“. La foto è stata ripresa anche se lo scatto con la Sony Mavica ha i suoi anni.
La sua rielaborazione l’ho fatta con pochissime modifiche, con un taglio nuovo (lasciando nel vecchio hard disk il formato 4:3) e provando a rimuovere qualche pecca generata dal tempo.
Insieme a “Nostalghia” ho voluto inserire nell’album “elaborati digitali” lo scatto “Le 4 stagioni” una rielaborazione digitale di quattro scatti anch’essi del 2000 relativi ad un lavoro artistico realizzato da una delle mie figlie.
Come la psicologia spiega, la fotografia non riconsegna una copia fedele della realtà, ma una interpretazione di essa, una percezione del tutto personale del suo autore, un momento storico-emotivo della propria vita.
A me sta bene così, nella speranza che gli scatti possano far tornare alla mente ricordi positivi a chi li guarderà.

“Immerso con lo sguardo”

Il nuovo anno è iniziato da poco ed uno degli obiettivi che intendo centrare è proseguire il mio viaggio con la serenità, percorso che rientra nella psicologia positiva e permette di apprezzare le belle cose della vita.
Sembra una pratica ordinaria e scontata, ma quante volte abbiamo sottovalutato ciò che ci circonda?
Io ho cominciato dando un po’ di spazio in più a me stesso ed alle persone che mi stanno vicino. Non potendo svolgere l’hobby della fotografia al massimo a causa delle restrizioni imputabili alla pandemia, ho dato più spazio alla lettura, ho ripreso ad ascoltare la musica, sto sistemando i miei appunti e sto scrivendo di più sul blog.
Le cadute che mi son capitate nel percorso sono state superate dalla forte voglia di rialzarmi, dando maggiore importanza al presente, senza farmi coinvolgere dalle persone che vivono solo in attesa del futuro (il famoso tempo migliore).
Dal 2021 mi aspetto di conoscere nuovi posti, vivere nuove esperienze, continuare i miei studi e imparare cose nuove, perché apprendere è una delle cose più belle della vita.
Il mio consiglio a tutti coloro che seguono il mio blog è quello di evitare i commenti che spesso ci trasmettono la sensazione (sbagliata) che per essere felice l’importante è apparire o possedere cose. Il primo passo da affrontare in questo nuovo anno è apprezzare la quotidianità e comprendere che le “cose” belle della vita non sono cose, è altro quello che conta.
Immerso con lo sguardo” è un mio scatto fatto a Capo Milazzo (ME) perché quando posso mi fermo ad ammirare ciò che mi circonda.

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