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U Liotru su “Un po di REFLEXando con Passione”

La foto pubblicata ieri “A tu per tu cu u Liotru“, che può essere vista meglio su 500px cliccando sul link, è stata inserita tra gli scatti dedicati alla fauna (maggio 2019) su “Un po di REFLEXando con Passione“.

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Non faccio il pappagallo

Spesso si usa il termine “non fare il pappagallo” rivolgendosi a chi imita meccanicamente gesti e parole di altri. Nel mio cammino alla ricerca della serenità, sto scattando qualche foto in più agli animali, fermandomi ad osservarli, a comprenderli, senza una base scientifica, ma semplicemente rilevando le mie riflessioni, i miei pensieri.
Ho visto questo uccello bianco, credo con una forma di albinismo, che mi ha fatto immaginare le sue riflessioni su chi osservando molti aspetti degli altri pappagalli, incluso il caratteristico becco di forma ricurva, pensava solo ad evidenziare l’assenza di colori vivaci nel suo piumaggio ed il suo silenzio, ben lontano dalle aspettative di molti che parlano o si muovono attendendo la ripetizione di ciò che è stato fatto.
Lui indifferente, rimaneva sul suo ramo, senza prendere il considerazione i suoi osservatori. È per questo che ho deciso di dare come nome a questo scatto “Non faccio il pappagallo”, evidenziando il distacco del soggetto fotografato rispetto alle aspettative della gente, sereno, per nulla turbato dalla stupidità e dalla superficialità, provando ammirazione per la sua indifferenza che non permetteva ad altri di incidere in alcun modo nel suo vivere.

Il simbolo dell’abnegazione nel lago

Il simbolo dell’abnegazione nel lago” è il nome che ho voluto attribuire a questo scatto in quanto i pellicani adulti curvano il becco verso il petto per dare da mangiare ai loro piccoli i pesci che trasportano nella sacca. Questo modo di alimentare la propria prole ha indotto all’errata credenza che i genitori si lacerino il torace per nutrire i pulcini col proprio sangue, facendo diventare il pellicano (Pelecanus Linnaeus) simbolo dell’abnegazione con cui si amano i figli.
Personalmente leggo una bella condotta in loro che manifestano, a mio parere, una serenità che induce ad emularli nel vivere la vita con serenità, con un bel rapporto con la natura e con chi li circonda.
La foto è visibile anche su 500px.

Due anni fa a Villa Bellini

Due anni fa, il 6 maggio del 2017, mettevo in mostra il mio scatto “Io, Chiara e l’Etna” (in piccolo, sovrapposto al gruppo di amici)  insieme ai “Siculi fotografici” a Villa Bellini, il bellissimo spazio verde di Catania.
Ho inserito questo scatto nel post, fatto con il cellulare da Andrea Savi, per ricordare uno dei tanti momenti felici trascorsi con gli amici con i quali divido l’hobby della fotografia (nella foto Gaetano Doria, Nicola Vaiana, Andrea Savi e Ylenia Zappalà).
In questo periodo in cui sono in crescita gli scatti del viaggio da capogiro, la colazione con i fiocchi, il panorama mozzafiato che pochi riusciranno a fotografare ed il selfie impeccabile impacchettato con innumerevoli filtri di bellezza, io desidero ricordare che con molti amici abbiamo condiviso (non sui social, ma in real live) momenti di attesa piacevoli prima di fare uno scatto, scegliendo il luogo, l’orario, portandoci chili di attrezzatura dietro, affrontando le condizioni meteo per ottenere un risultato migliore, scambiandoci consigli su tempi di scatto, aperture di diaframma o semplicemente parlando della nostra vita in attesa del momento propizio.
Adesso lo scopo di fotografare non è più quello di raccontare, ma quello di comunicare, di rendere nota la nostra felicità momentanea e di far provare invidia a chi sui social ci vuol privare pure del like solo per far capire che non da peso a quanto comunichiamo o che non ha visto neppure quanto postato perché noi non siamo importanti.
Secondo uno studio della University of Missouri-Columbia, pubblicato a febbraio del 2018, la maggior parte degli utenti utilizza i social per evadere dai problemi e dalle preoccupazioni della vita quotidiana.
In un recente sondaggio un’alta percentuale delle persone (quasi il 70%) non rivede più i suoi scatti, li lascia nel dimenticatoio, in quanto l’unico scopo è stato quello di postare la foto su un social per farla vedere al mondo intero (a suo parere).
Io preferisco tenera cara “Io, Chiara e l’Etna“, ben esposta nella mia stanza, mi ricorda la bella giornata trascorsa a Castell’Umberto ed anche lo scatto di Andrea mi ricorda il bel fine settimana trascorso a Catania tra musica, gente e le foto dei miei amici.

La ruota della vita

Proseguendo per la strada alla ricerca della serenità, mi sono soffermato a guardare questo pavone e la sua ruota. La leggenda ci narra che con essa trasforma il veleno in sostanza solare, mentre gli occhi distribuiti su tutto il piumaggio sono simbolo dell’onniscienza di Dio.
Ho scelto questo punto di ripresa perché la ruota, nel mio pensiero, rappresenta la vita, con gli occhi di Dio che sono presenti sia nei momenti di splendore che in quelli in cui il bokeh ci fa comprendere che avrà fine e Lui sarà sempre al nostro fianco.
Chi vuol vedere lo scatto con una grandezza maggiore, può guardare su 500px.

Altra foto su Reflexando con Passione

In cerca di serenità 2 – I cavalli all’Argimusco” su “Un pò di REFLEXando con Passione” Album “Fauna Aprile 2019

Sul Calvario

Due anni fa pubblicavo questo scatto in bianco e nero realizzato a Montelepre (PA) in occasione della Via Crucis vivente, un evento nel quale si sente un forte impeto ed una massiccia partecipazione di buona parte degli abitanti. Quella di Montelepre, organizzata dalla Pro loco è molto nota nella provincia di Palermo e prende il nome di “Processione dei Misteri”; si sviluppa dalla Chiesa Madre lungo le vie del centro storico.
Con questo scatto desidero augurare a tutti i visitatori del mio blog una serena Domenica delle Palme ricordando che l’evento si svolgerà quest’oggi a partire dalle 15:30.

In posa

Proseguo il mio cammino “In cerca di serenità” con qualche scatto agli uccelli che popolano i laghi della nostra città (Pantano grande noto come lago di Ganzirri e Pantano piccolo chiamato anche lago di Faro).
L’avifauna è un mondo che ci affascina probabilmente per il piacere di ammirare le loro piume, i loro colori accesi che ci fanno apprezzare il regno animale.
La foto a corredo del post “In posa” ritrae un germano reale, considerato il capostipite di tutte le razze domestiche di anatra che, purtroppo, sta diventando la specie di anatra più cacciata in tutta Europa.
Questo fotografato si è messo in posa per lo scatto, come se fosse alla ricerca di una pubblicità per conquistare una compagna (questa è ovviamente la mia sensazione).

In cerca di serenità

La nostra vita quotidiana può spesso rivelarsi caotica, snervante. Riuscire a riportare serenità, pace interiore e tranquillità nelle nostre esistenze, a volte sembra un desiderio senza speranza.
È per questo che di tanto in tanto mi fermo a riflettere e, se posso, a scattare qualche foto che mi aiuti a riconquistare la serenità. “In cerca di serenità” è il titolo che ho voluto dare a questa foto in quanto ritengo che l’autore debba dire quello che l’immagine gli ha trasmesso o le motivazioni che lo hanno spinto a scattare. So che altri la pensano diversamente e che sostengono che se la foto ha un titolo è perché non è venuta bene e si sente la necessità di spiegarla, però io lascio senza titolo soltanto gli scatti familiari e personali (che non pubblico).
La foto grande si può guardare su 500px.

Piace la “Basilica di Superga”

È piaciuta a tanti la mia foto della “Basilica di Superga” che è stata inserita su “Fotomania1 – Top Selection” e su “Un pò di REFLEXando” – Album Città & Architettura Marzo 2019.
Ringrazio gli Amministratori per il riconoscimento.