Archivi categoria: fotografia

Save the Frogs Day a Messina

L’Ass. naturalistica Sylvia organizza, martedì 23 aprile 2019 dalle ore 10:30 alle 12:30, un incontro a 360 gradi sugli Anfibi presenti sui Monti Peloritani. Saranno effettuate visite guidate al Centro Polifunzionale e osservazioni in campo degli Anfibi e delle altre specie che ne popolano lo stagno.
La foto a corredo del post è la locandina della manifestazione.

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In posa

Proseguo il mio cammino “In cerca di serenità” con qualche scatto agli uccelli che popolano i laghi della nostra città (Pantano grande noto come lago di Ganzirri e Pantano piccolo chiamato anche lago di Faro).
L’avifauna è un mondo che ci affascina probabilmente per il piacere di ammirare le loro piume, i loro colori accesi che ci fanno apprezzare il regno animale.
La foto a corredo del post “In posa” ritrae un germano reale, considerato il capostipite di tutte le razze domestiche di anatra che, purtroppo, sta diventando la specie di anatra più cacciata in tutta Europa.
Questo fotografato si è messo in posa per lo scatto, come se fosse alla ricerca di una pubblicità per conquistare una compagna (questa è ovviamente la mia sensazione).

In cerca di serenità

La nostra vita quotidiana può spesso rivelarsi caotica, snervante. Riuscire a riportare serenità, pace interiore e tranquillità nelle nostre esistenze, a volte sembra un desiderio senza speranza.
È per questo che di tanto in tanto mi fermo a riflettere e, se posso, a scattare qualche foto che mi aiuti a riconquistare la serenità. “In cerca di serenità” è il titolo che ho voluto dare a questa foto in quanto ritengo che l’autore debba dire quello che l’immagine gli ha trasmesso o le motivazioni che lo hanno spinto a scattare. So che altri la pensano diversamente e che sostengono che se la foto ha un titolo è perché non è venuta bene e si sente la necessità di spiegarla, però io lascio senza titolo soltanto gli scatti familiari e personali (che non pubblico).
La foto grande si può guardare su 500px.

Dentro la Pasqua

È in corso di svolgimento a Capo d’Orlando, negli spazi della pinacoteca, la mostra “Dentro La Pasqua. I palcoscenici del dramma sacro in Sicilia” di Nuccio Lo Castro. In esposizione una raccolta di immagini sui riti della settimana santa.

Chissà se riesco a vedere questa antologica a Venezia …

Una bella e storica foto di Letizia Battaglia “Il gioco dei killer“, scattata a Palermo nel 1982 vicino la Chiesa di Santa Chiara, sarà nella copertina del prossimo numero de “Il Fotografo” (nel post c’è l’anteprima della copertina), rivista della Sprea che tanto amo leggere.
Considerato che non credo di riuscire a vedere l’antologica della grande fotografa palermitana alla Casa dei Tre Oci di Venezia, attendo con ansia questo numero della rivista per leggere e vedere qualcosa in merito. La mostra “Letizia Battaglia. Fotografia come scelta di vita“, comunque, resterà aperta sino al 18 agosto 2019 e chissà che non abbia la possibilità di vederla dal vivo.

V edizione del premio fotografico Vizzini

È stata divulgata oggi dal quotidiano Tempostretto la “V edizione del premio fotografico Vizzini”.
La competizione è rivolta a professionisti e amanti della fotografia e vuole ricordare lo storico fotoreporter messinese Michelangelo Vizzini.
La V edizione del premio è basata sul tema “Donne e Sicilia”. Le informazioni dettagliate possono essere lette direttamente sull’articolo del quotidiano e sulla pagina Facebook dedicata allo storico fotoreporter.

Foto in natura

Il piacere di un tuffo nella natura nel fine settimana è qualcosa che si unisce magicamente con chi ha l’hobby della fotografia. Avifauna e macro sono due generi che stanno diventando sempre più popolari e con l’arrivo della primavera e le sue belle giornate il numero cresce sempre di più avvicinando anche coloro che sono stati attratti da poco dalla fotografia.
In questi anni che mi sono dedicato a questo genere ho utilizzato più macchine fotografiche con esiti che mi hanno sempre soddisfatto sia con la bridge che con la full-frame passando ed utilizzando spesso anche l’apsc.
Credo che da questo punto si debba iniziare a parlare approfonditamente dell’argomento, ricordando che le mie sono riflessioni su ciò che faccio e non saggi sulla fotografia. Ritengo che alla base della pratica di questa attività debba esserci il desiderio di trascorrere una piacevole giornata in natura, lontana dalla routine quotidiana, ed il piacere di praticare il proprio hobby nel rispetto di ciò che per gli elementi che compongono l’ambiente necessitano.
Evitare i rumori, saper attendere, concentrarsi sui profumi, sui colori e su quant’altro è presente nello scenario che ci ha invitato a fare delle foto, credo sia indispensabile così come una buona attrezzatura.
Personalmente negli ultimi tempi alterno l’utilizzo della full-frame con un obiettivo 150/600 con una apsc dotata di un 70/300 per l’avifauna. Nel primo caso il teleobiettivo permette di avvicinarsi all’azione senza dover essere particolarmente vicino ad un animale disturbandolo. Il peso di queste componenti, a volte, mi spinge ad utilizzare l’apsc con il 70/300 a volte dotato di un teleconverter posto tra la fotocamera e l’obiettivo che permette di aumentare la lunghezza focale fino a 2x, ma consente di rimanere con uno strumento leggero da maneggiare.
Spesso i tempi di attesa sono lunghi ed un discreto binocolo permette di risparmiare la batteria della fotocamera permettendoci di scansionare la scena.
Per quanto riguarda lo zaino io ne porto sempre uno piccolo che mi permette di tenere le batterie di scorta, qualche panno per pulire l’obiettivo e una card di scorta se ho deciso di portare l’apsc.
Agganciato allo zaino c’è il cavalletto, mentre il parapioggia non sempre lo porto con me in quanto difficilmente esco con il tempo tendente alla pioggia anche se leggera.
Per quanto riguarda l’abbigliamento spesso utilizzo una mimetica ed un berretto in pile verde militare che mi permettono di rimanere “dentro” l’ambiente e mi garantiscono un caldo “avvolgente”; alcuni, comunque, utilizzano le giacche da campo disegnate per i fotografi ricche di tanti “contenitori”.
Per la naturalistica “macro” alterno l’utilizzo della full-frame con un 105 fisso con l’apsc dotata del consueto 70/300 che ha pure la funzione macro, mentre sul treppiedi spesso monto la slitta dedicata.
In questo periodo molte riviste internazionali specializzate dedicano all’argomento ampio spazio e, come sempre, ne consiglio la lettura.
La foto a corredo del post è di Anna Ferrara.

Luminar 3, penso proprio di acquistarlo

Ho finito da poco la lettura di un articolo pubblicato su Amateur Photographer di sabato scorso su Luminar 3, un software sviluppato inizialmente nel 2016 esclusivamente per Mac da una società che si chiamava MacPhun e utilizzabile anche su Windows dal 2017 con il cambio di denominazione della compagnia in Skylum.
Le informazioni su questo software mi attraggono in quanto molti lo definiscono come concreto concorrente di Lightroom e di Capture One ed erede di Aperture, software progettato e sviluppato da Apple per i fotografi professionisti e non più aggiornato dal 2014.
Dall’articolo, ricco e dettagliato, si legge che Luminar 3 è uno strumento di editing potente e versatile, con un grande potenziale creativo. Si comprende, inoltre, che Luminar fa cose che Lightroom non fa e viceversa; la sua interfaccia pulita offre degli strumenti per compiti specifici e per i novizi e che sarà necessario conoscere il nuovo metodo.
Quanto letto mi attrae e credo che potrei, a breve, farne l’acquisto; agli altri consiglio la lettura delle informazioni su questo prodotto, ricordando che non sono un critico o un professionista del settore, ma solo un amatore che condivide le proprie riflessioni ed impressioni.

Ultimo volume dei maestri

Primo giorno del mese e la visita al vecchio amico edicolante è un obbligo, è importante verificare se l’ultimo volume della collana sui “Maestri della fotografia“ è arrivato.
La collezione si conclude con Gabriele Basilico, uno dei più importanti fotografi contemporanei che dopo gli studi di architettura ha realizzato numerosi scatti su forme ed identità delle metropoli e sui mutamenti del paesaggio.
Tra le pagine narrate da Mario Calabresi, mi hanno colpito in particolare le parole scritte in grassetto, verso la fine del libro, con le quali Basilico rimarca che “fotografare la città non vuol dire scegliere le migliori architetture ed isolarle dal contesto” e sottolinea l’importanza di “mettere sullo stesso piano l’architettura colta e quella ordinaria” in una “mescolanza tra eccellenza e mediocrità”.
Come sempre consiglio l’acquisto di questo libro, ricordando che leggere è importante, ma apprendere da un prodotto di qualità apre la nostra visione e ci permette di rimanere incantati ed avere nuovi stimoli per i nostri hobby.

POST CORRELATI

Domani una foto di Bursuc su “Domenica Geo”

Domani, alle ore 8:30, nel corso di “Domenica Geo“, si potrà ammirare una delle fantastiche foto scattate dall’amico Mihai Bursuc. La foto a corredo di questo post è stata realizzata da Mihai nel 2016 dopo la bellissima serata trascorsa insieme.
Per poter vedere la diretta su RAI3 cliccate sul link.