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Incantato dalla calma dell’eternità

Da molto tempo non mi dedico a fare scatti di astrofotografia (quello a corredo del post è “Via Lattea magica al 38° parallelo” uno degli ultimi che potete vedere con migliore definizione su 500px), ma questo non significa che non riesco a trovare il tempo per ammirare gli scatti di altri fotografi, soprattutto se più bravi di me. Quella che mi ha lasciato incantato è “La calma dell’eternità” di Yevhen Samuchenko (soprannome creativo Q-lieb-in), una foto fatta in Himalaya in prossimità del lago Gosaikunda a 4400 metri d’altezza.
Yevhen Samuchenko, fotografo ucraino, sta concorrendo all’assegnazione del titolo di fotografo scientifico dell’anno 2019 della Royal Photographic Society con questo scatto che sarà esposto al Science Museum di Londra dal 7 ottobre 2019 al 5 gennaio 2020 dopo che saranno annunciati i vincitori del concorso.
L’autore scatta foto ispirato da madre natura e dal nostro universo, abile nella fotografia di viaggio è attratto soprattutto dagli scatti notturni con i quali può staccarsi dal trambusto della giornata rimanendo in contemplazione del cielo stellato.

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L’importanza della fotografia nella scuola

Da insegnante che per anni è stato impegnato in un progetto giornalistico che sensibilizza i ragazzi ad un uso corretto degli strumenti di comunicazione, non posso essere che lieto della pubblicazione di un resoconto del dibattito tenuto a Naarden, pubblicato sul numero 4 di Pf Magazine (con una foto di Jenny Boot in copertina, a corredo del post in formato ridotto) nel quale viene rimarcato il ruolo della fotografia nella politica del Ministero dell’Istruzione, della Cultura e della Scienza.
Nelle parole del Ministero olandese viene sottolineato che la cultura è l’ossigeno della società e che la fotografia è una parte essenziale della nostra cultura contemporanea indispensabile per il nostro ossigeno.
È importante, come evidenziato da Ton Hendriks (caporedattore di Pf Magazine) nel suo editoriale, che la nostra cultura visiva fotografica ha bisogno di persone che possono far emergere la grande quantità di foto in un contesto significativo.
Purtroppo va rilevato che spesso la foto riveste un ruolo marginale in molte delle nostre comunità scolastiche nelle quali continuano a svilupparsi fuori dal contesto educativo solo i selfie da bagno.
Da insegnante e da amante della fotografia, non posso che consigliare la lettura di questa rivista.

La necessità del silenzio

Un interessante articolo pubblicato giovedì scorso (1 agosto 2019) a firma di Danilo di Diodoro dall’inserto salute del Corriere della sera, fornisce le informazioni del perché è importante coltivarlo. Proprio perché il rumore eccessivo e inutile ci impedisce di pensare, lavorare e vivere con serenità, ho accettato nei giorni scorsi il tema fotografico proposto da Graziella Anastasi che ho sviluppato con “Il silenzio della piazza”.
Adesso con questo approfondito articolo ho potuto esaminare i pregi ed i benefici del silenzio.
Ovviamente a coloro che non hanno potuto leggere dal quotidiano questo articolo, suggerisco il link che tratta una porzione dell’articolo ricordando che i danni dell’eccesso di rumore non riguardano soltanto la salute fisica, ma anche il nostro equilibrio mentale.
A corredo del post una foto del giornale in causa scattata col cellulare sul divano di casa, ormai divenuto uno sfondo per i miei scatti domestici.

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Fotografare è di nuovo in edicola

Fotografare”, lo storico mensile di fotografia, è tornato in edicola da giugno (nell’immagine a corredo del post la copertina di questo primo nuovo numero). Per molti è stata una bibbia da leggere e conservare, per altri è stato sopraffatto da quel web nel quale si sostiene che ciò che è stato pubblicato ieri (o a volte di mattina) è già vecchio.
Ovviamente a me che piace leggere, non sfuggirà l’acquisto di qualche numero della rivista tornata in edicola e chissà che non vada anche a sottoscrivere un abbonamento.

Letture per un po’ di brividi

In una mattinata calda che ricorda quelle del luglio 1969, cosa c’è di meglio che dedicarsi alla lettura delle riviste che anticipano gli speciali che andranno in onda su varie emittenti televisive. La lettura degli articoli, infatti, mette i brividi a coloro che da giovani hanno vissuto quella parte di storia contemporanea che riguarda l’Apollo 11. Gli articoli letti (ovviamente non di tutti i magazine che stanno pubblicando), oltre a mettere i brividi, fanno volare la mente tra i ricordi, quello che sognavamo da bambini anche leggendo le storie del Barone di Münchhausen ed abbiamo provato anche noi ad arrampicandosi su una pianta di fagiolo per poi tornare con una corda di limitata lunghezza sulla Terra.
Per concludere il breve post domenicale, non possiamo che dir grazie all’equipaggio dell’Apollo 11, a coloro che nel mondo hanno divulgato le informazioni con Tito Stagno in testa ed il suo «Ha toccato!» vivo ancora nella nostra mente ed a coloro che aiutano i giovani di oggi a saperne di più su quel pezzo importante di storia contemporanea che non hanno vissuto.
Nella foto del post le copertine di alcuni dei magazine che ho avuto la possibilità di leggere o sbirciare per rivivere quelle bellissime ore del 1969 ed un’immagine di libero utilizzo.

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La fotografia per recuperare la serenità

In più occasioni ho sottolineato che mi piace leggere e se scrivo qualcosa sul mio blog è per condividere delle informazioni che ho appreso con la costante lettura di argomenti che mi interessano. In questi ultimi giorni ho letto degli articoli scritti da Geoff Harris per Amateur Photographer il più antico settimanale al mondo che si interessa di fotografia.
In entrambi gli articoli “How photography can heal your life” e “Photography saved my life: Photography as therapy” si evince come la fotografia possa aiutare in diversi modi chi ha problemi di salute aiutandolo ad essere più felice e ad affrontare meglio le sfide della vita.
In base al cammino che ho intrapreso “In cerca di serenità” (la foto a corredo del post è quella che ha dato il via al mio cammino) e mi ha spinto a dare il nome “La ruota della vita” ad uno dei miei scatti, ho trovato assolutamente interessanti i due articoli del giornalista e fotografo inglese per cui consiglio la lettura ed una accurata riflessione su quanto trattato.
La foto grande corrispondente a quella di questo post si può guardare su 500px.

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Leggere di fotografia con belle riviste

La lettura offre a tutti noi una grande opportunità di crescita. Per ognuno leggere dovrebbe essere un piacere, una fonte di idee, uno svago che apre la mente.
Ultimamente mi sono avvicinato alla lettura di riviste straniere che, oltre a fornire importanti informazioni, permettono di conoscere meglio le altre culture ed il loro sviluppo.
Grazie alla lettura ed al confronto con qualche conoscente australiano, ho imparato che l’introduzione della fotografia nel nuovissimo continente è cresciuta con l’incremento dell’insediamento coloniale. Da quel momento provo a leggere riviste provenienti da Australia e Nuova Zelanda e mi permetto di segnalare due testate di alto valore come “Australian Photography” e “Capture” (i link inseriti portano alle modalità di abbonamento). La prima è il marchio multimediale più affidabile in Australia, mentre la seconda copre tutti gli aspetti dell’industria fotografica professionale, tra cui la tecnologia, il marketing e la formazione.
La foto inserita nel post è la copertina degli ultimi numeri presa dal sito dal quale ci si può abbonare.

Uguaglianza nella fotografia?

In una domenica primaverile, ma ricca di vento e successiva ad una giornata di maltempo, non si può che trascorrere il tempo leggendo qualcosa. Io mi son dedicato all’ultimo numero di “Amateur Photographer“, una rivista realizzata nel Regno Unito che leggo con enorme piacere. Tra gli articoli letti ho notato quello della fondatrice di SheClicks, Angela Nicholson, che si chiede (o ci chiede) cosa possiamo fare per raggiungere l’uguaglianza di genere nella fotografia?
Personalmente credo che nel 2019 solo gli stolti possono dare maggiore credito ai fotografi di genere maschile rispetto a quelle di genere femminile in quanto ci sono tantissime brave professioniste e tante amatrici che onorano con la loro presenza e con il loro lavoro la fotografia. Di contro mi rendo conto che è sufficiente guardare la scelta degli ambasciatori del marchio della fotocamera per capire che questo non funziona per le donne.
Giorno 1 maggio 2019 è stato annunciato un bando pubblico per la presentazione della prima mostra SheClicks che si terrà presso la After Nyne Gallery di Londra a settembre, nella quale saranno prese in considerazione le cinquanta migliori immagini che saranno appese in mostra.
La foto a corredo del post è stata scattata da me alla mia dolce metà che spesso fa foto migliori delle mie.

Chissà se riesco a vedere questa antologica a Venezia …

Una bella e storica foto di Letizia Battaglia “Il gioco dei killer“, scattata a Palermo nel 1982 vicino la Chiesa di Santa Chiara, sarà nella copertina del prossimo numero de “Il Fotografo” (nel post c’è l’anteprima della copertina), rivista della Sprea che tanto amo leggere.
Considerato che non credo di riuscire a vedere l’antologica della grande fotografa palermitana alla Casa dei Tre Oci di Venezia, attendo con ansia questo numero della rivista per leggere e vedere qualcosa in merito. La mostra “Letizia Battaglia. Fotografia come scelta di vita“, comunque, resterà aperta sino al 18 agosto 2019 e chissà che non abbia la possibilità di vederla dal vivo.

Mi sento arrugginito

Ogni individuo ha il potere di fare del mondo un posto migliore.”
È questa frase di Sergio Bambarén, scrittore peruviano naturalizzato australiano, che mi ha sempre spinto a condividere la mia conoscenza anche se piccola.
Adesso è da tanto che non scrivo più in una rivista scientifica (2015) e non tengo una conferenza (2014); un po’ mi sento arrugginito ed allora provo a condividere la mia piccola conoscenza con il blog.
Oggi vi ripropongo il link del giornale sul quale è stato pubblicato il ultimo articolo scientifico (a pag.71), buona lettura.

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