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Uguaglianza nella fotografia?

In una domenica primaverile, ma ricca di vento e successiva ad una giornata di maltempo, non si può che trascorrere il tempo leggendo qualcosa. Io mi son dedicato all’ultimo numero di “Amateur Photographer“, una rivista realizzata nel Regno Unito che leggo con enorme piacere. Tra gli articoli letti ho notato quello della fondatrice di SheClicks, Angela Nicholson, che si chiede (o ci chiede) cosa possiamo fare per raggiungere l’uguaglianza di genere nella fotografia?
Personalmente credo che nel 2019 solo gli stolti possono dare maggiore credito ai fotografi di genere maschile rispetto a quelle di genere femminile in quanto ci sono tantissime brave professioniste e tante amatrici che onorano con la loro presenza e con il loro lavoro la fotografia. Di contro mi rendo conto che è sufficiente guardare la scelta degli ambasciatori del marchio della fotocamera per capire che questo non funziona per le donne.
Giorno 1 maggio 2019 è stato annunciato un bando pubblico per la presentazione della prima mostra SheClicks che si terrà presso la After Nyne Gallery di Londra a settembre, nella quale saranno prese in considerazione le cinquanta migliori immagini che saranno appese in mostra.
La foto a corredo del post è stata scattata da me alla mia dolce metà che spesso fa foto migliori delle mie.

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Chissà se riesco a vedere questa antologica a Venezia …

Una bella e storica foto di Letizia Battaglia “Il gioco dei killer“, scattata a Palermo nel 1982 vicino la Chiesa di Santa Chiara, sarà nella copertina del prossimo numero de “Il Fotografo” (nel post c’è l’anteprima della copertina), rivista della Sprea che tanto amo leggere.
Considerato che non credo di riuscire a vedere l’antologica della grande fotografa palermitana alla Casa dei Tre Oci di Venezia, attendo con ansia questo numero della rivista per leggere e vedere qualcosa in merito. La mostra “Letizia Battaglia. Fotografia come scelta di vita“, comunque, resterà aperta sino al 18 agosto 2019 e chissà che non abbia la possibilità di vederla dal vivo.

Mi sento arrugginito

Ogni individuo ha il potere di fare del mondo un posto migliore.”
È questa frase di Sergio Bambarén, scrittore peruviano naturalizzato australiano, che mi ha sempre spinto a condividere la mia conoscenza anche se piccola.
Adesso è da tanto che non scrivo più in una rivista scientifica (2015) e non tengo una conferenza (2014); un po’ mi sento arrugginito ed allora provo a condividere la mia piccola conoscenza con il blog.
Oggi vi ripropongo il link del giornale sul quale è stato pubblicato il ultimo articolo scientifico (a pag.71), buona lettura.

POST CORRELATI

Un piacevole articolo su Leni Riefenstahl

Nel n°311 de “Il Fotografo” è presente un piacevole articolo di Marina Spada su Leni Riefenstahl, una donna che divise la propria vita tra le arti.
Trattando, in passato, la storia dell’Educazione Fisica e dello Sport, nel 2013 ho parlato ai miei alunni della regista tedesca che ha documentato i Giochi olimpici di Berlino 1936 (Olympia), inserendo nel blog didattico dei video presenti in rete (ma adesso rimossi) sul primo documentario mai girato su un’Olimpiade, è diviso in due parti: Olympia – Festa di popoli e Olympia – Festa di bellezza.
Nel documentario furono utilizzate molte tecniche cinematografiche innovative per l’epoca che successivamente sarebbero diventate standard del cinema. La tecnica utilizzata è unanimemente ammirata dai critici, anche se sul film sono sorte ovvie controversie per quanto riguarda il contenuto politico.
Nell’articolo della Spada, assolutamente da non perdere, si toccano le “cinque vite” della Riefenstahl che nei 101 anni della sua vita (nata in Germania nel 1902, muore nel 2003) ha saputo praticare attivamente lo sport e si è dedicata oltre che al ballo ed al cinema anche alla fotografia, guadagnando la copertina del “Time” nel 1998.
Da fotografa la Riefenstahl ha realizzato vari ritratti a Mick Jagger e nel 1974 lui e sua moglie Bianca hanno espresso il desiderio che fosse lei a ritrarli per il Sunday Times Magazine. In questa nuova “veste” è riuscita a pubblicare quattro libri che hanno riscosso un grandissimo successo attirando nuovamente l’attenzione su di lei.

Rilassarsi con geometrie suggestive

Per uno come me che ha sempre avuto la passione per lo sport e per la fotografia, leggere l’intervista pubblicata su NZphotographer di febbraio a Petra Leary, una fotografa pluripremiata il cui lavoro si distingue per una visione fuori dall’ordinario attraverso la simmetria e il movimento attraverso schemi scoperti solo dall’alto, e vedere alcuni dei suoi scatti nello sport, è un modo per rilassarsi qualche ora e trovare nuovi spunti per i futuri scatti.
Le foto della Leary sono audaci, luminose e uniche allo stesso tempo. Racconti che sono un bel mix tra ciò che vede con i suoi occhi ed il secondo che ferma con il suo drone e fissa tutto in geometrie suggestive provando a giocare molto con soggetti e riprese da tutti i tipi di altezze.
Chi può non perda la lettura di questo magazine.

Sul terremoto del 1908

Qualche anno fa, nel 2008, gli alunni della scuola nella quale insegno hanno messo in scena uno spettacolo teatrale che ricordava l’enorme tragedia del 1908 che ha colpito Messina e Reggio Calabria.
Erano le 5:30 del mattino del 28 dicembre e la terra tremò per trentasette lunghissimi secondi seguita da uno tsunami causato da una frana sottomarina. Il cataclisma causò dalle novantamila alle centoventimila vittime, dimezzando la popolazione di Messina e riducendo di un terzo quella di Reggio Calabria.
La rievocazione teatrale proposta dai nostri alunni ha esposto degli avvenimenti frutto del loro studio e del loro approfondimento. Adesso, a più di cento anni dall’evento, dal servizio proposto da BBC History del mese di marzo avrebbero potuto trovare maggiori spunti. Da quanto si potrà leggere, si apprende che al devastante sisma, il Governo di allora reagì con lo stato d’assedio, con fucilazioni sommarie, con il tentativo di deportare la popolazione sopravvissuta e persino con l’idea di bombardare Messina.
Un servizio giornalistico che consiglio di leggere anche a chi è nato e risiede lontano dalla città dello Stretto e dalla dirimpettaia Reggio Calabria.
L’approfondito lavoro è stato realizzato da Dario Marino, Dottorando in Studi Storici dell’Università di Salerno.