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Bricks, didattica e biblioteche digitali

Bricks è la rivista online per la scuola, edita in collaborazione da AICA e SIe-L che leggo con piacere nonostante stia traghettando verso la pensione.
La mission di Bricks è promuovere l’innovazione nella didattica con il contributo del digitale nonché lo sviluppo delle competenze informatiche e digitali degli studenti.
Vi segnalo l’ultimo numero che tratta l’argomento “Didattica e biblioteche digitali” (uscito a giugno) che potrete trovare a questo link.

POST CORRELATI

Ai tempi di “Mexico 70” avevo 11 anni ed amavo il calcio

Con l’approssimarsi delle vacanze distensive (leggasi ozio) meditavo di comprare qualcosa da leggere che mi tenesse lontano da quel piacere che provo nel corso delle altre stagioni, ovvero leggere per tenermi aggiornato o recuperare quelle acquisizioni di studio collocate in parti remote della memoria.
Il clima estivo con le passeggiate in ambiente naturale ricche anche di lunghe pause in luoghi freschi è l’ideale per tornare a quel tipo di lettura che fa viaggiare la mente godendo del contenuto delle pagine raccolte tra la copertina e la quarta di tipo “non rigido”.
Però in questi ultimi giorni l’attenzione si è spostata verso un vecchio amore, il calcio, che non seguivo più con passione da “Mexico 70” quando Valcareggi volle avviare quella famosa “staffetta” tra due grandi come Gianni Rivera e Sandro Mazzola che lasciava la bocca un po’ amara a noi piccoli milanisti e l’altra parte ai “cugini” neroazzurri, eccezion fatta per la finale della manifestazione, che vide il milanista in campo solo negli istanti finali (i famosi “sei minuti di Rivera”).
È chiaro che giunti a questo punto non si può non essere tentati dall’acquistare “A Italia ’90 avevo otto anni”, un libro scritto da Claudio Bartolini, edito da Bietti, (infatti nel titolo del post ho voluto paragrafare quello del libro) che mi sembra una buonissima lettura da avviare in attesa delle prossime gare degli Europei e da proseguire alla loro conclusione.
In realtà nell’articolo che ho letto sul libro in questione ho trovato molte affinità con quelle che sono stati i miei piaceri (forse di molti bambini ed adolescenti) in quanto nel 1970 avevo veramente una grande passione per il calcio, oltre alla lettura del “Topolino” che mi ha tenuto compagnia fino al 1982, che ho praticato come atleta (solo fino alle giovanili), che mi coinvolgeva come lettore (ero il primo ad accaparrarsi la Gazzetta al bar vicino casa) e come collezionista di figurine, le mitiche “Panini”.
Proseguendo le similitudini, che ci auguriamo non accadano in questo Europeo, gli italiani rimasero male a conclusione della Coppa del Mondo Jules Rimet 1970 che riportò l’assegnazione del titolo per la terza volta al Brasile, vincitore della finale proprio con gli Azzurri, mentre in “Italia 90”, manifestazione della quale si fa riferimento nel libro, registrò il terzo posto della nostra Nazionale nonostante le prodezze e le reti di Totò Schillaci.
La lettura del libro ci porta a comprendere che non sempre si può vincere, ma sempre si può imparare. Per questo non posso far altro che comprarlo e leggerlo.
L’immagine è solo a corredo del post e non è legata al libro del quale parlo.

Photographing London – Volume 1

La domenica un po’ di sana lettura sul cartaceo fa sempre bene (sotto il climatizzatore). Se si vuole viaggiare con la mente questo libro di George Johnson, giornalista e scrittore americano, mi sembra idoneo (si fugge dal caldo meridionale e con la mente di approda nella capitale del Regno Unito). Questo volume, acquistato per £ 10 (dieci sterline) usato, ci porta nel centro di Londra: una location fotografica e una guida per i visitatori.

Un adorabile libro di Stefan Rappo

Stefan Rappo è un artista visuale che scatta nel mondo della moda e del nudo. Ha una sua idea di fotografia di nudo con così tante pose che sarà piacevole da ammirare nel libro “Nude”, emozionante da sfogliare pagina per pagina in quanto presenta le bellezze in una nuova versione provocatoria ed emozionante.
Il video ha corredo del post è tratto da suo canale Vimeo.

“Move! The new science of body over mind”, un libro che vorrei presto leggere

Il benessere dell’attività fisica lo abbiamo sempre promosso negli anni della scuola dell’obbligo, però è sempre bene ripeterlo e soprattutto parlare delle nuove scoperte sul tema.
Caroline Williams, giornalista britannica che si occupa di scienze e collabora con il New Scientist settimanale britannico di divulgazione scientifica, ha scritto un libro “Move! The new science of body over mind” (Muoviti! La nuova scienza del potere del corpo sulla mente) in cui esplora le nuove ricerche in materia di biologia evolutiva, fisiologia, neuroscienze e biologia cellulare per esporre quali movimenti del corpo influenzano la mente e perché.
Camminare può migliorare le tue capacità cognitive, irrobustire il cuore riduce l’ansia, lo stretching leggero può combattere tutta una successione di disturbi mentali e fisici. Insomma riferisce come si può far lavorare il proprio corpo per migliorare la mente.
Mi auguro possano fare una versione in italiano in quanto potrebbe essere pesante per me leggere le 256 pagine che risultano dense di informazioni utili in lingua originale.

Questo libro di Tristan Gooley mi tenta

Nelle mie navigazioni sul web ho trovato un libro che ha stimolato la mia attenzione: “The Secret World of Weather”.
Il libro scritto da Tristan Gooley è un meraviglioso compendio di letture meteorologiche ed approfondimenti rivolto a coloro che amano stare all’aria aperta.
L’autore è uno scrittore, navigatore ed esploratore il quale attraverso i suoi viaggi, insegnando e scrivendo, ha aperto la strada verso la rinascita dell’arte rara di navigazione naturale.
Gooley ha guidato spedizioni in cinque continenti e studiato i metodi dei popoli indigeni in alcune delle regioni più remote della Terra.
Il libro, pubblicato ad aprile in UK, sarà lanciato anche negli USA e, secondo le anticipazioni, da oggi dovrebbe essere sulle teche delle librerie indipendenti (a corredo del post lo screenshot della copertina).
Il volume di 400 pagine è arricchito da 32 fotografie a colori, molte in bianco e nero e splendide illustrazioni dell’artista Neil Gower.
È uno scrigno di indizi che evidenzia le meraviglie che, probabilmente, non sono state mai notate prima. Positive le recensioni lette, sono tentato di comprarlo.

Il Master di Fotografia Nikon School

Puntuale in edicola, in allegato con Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport, è arrivato il primo numero di “Master di fotografia”, collana nata dalla collaborazione fra Nikon e Gruppo RCS.
Ovviamente non me lo son fatto scappare (infatti nella foto a corredo del post il libro è sul solito divano di casa).
La collana sarà in edicola ogni settimana ed in ogni volume troveremo un particolare tema tecnico in oltre 100 pagine attraverso i lavori di quattro fotografi.
Considerato che ho brevemente scritto su questo acquisto, desidero rimarcare che il mio blog non ha legami di tipo pubblicitario, quindi è da evitare la famosa domanda “Che ci guadagni?”.
Io guadagno benessere e conoscenza con la lettura ed ho il dannato vizio di condividere attraverso questo blog ciò che mi sento di consigliare senza cercare un tornaconto economico.
La seconda domanda che eviterei è “Quando me lo presti?”; perdonatemi, ma dal lontano 1975, quando prestai un libro e tornò maltrattato, ho perso questa abitudine.

The Lightness Of My Feathers

Le tue parole avevano la leggerezza delle mie piume, sono volate via lasciando graffi nell’aria“.
Così comincia il nuovo fotolibro di Batsceba Hardy, un’artista dell’irrealtà, che si rende visibile con la sua performance continua: scrivere storie con immagini e raccontare visioni con parole.
Il titolo “La leggerezza delle mie piume” fornisce una chiara idea delle opere offerte da questa artigiana dell’arte dell’irrealtà, come ama definirsi lei, in uno spazio senza confini o obblighi. Nei suoi lavori fotografici parla di vuoto e pieno. Di assenza.
Batsceba Hardy e il suo libro di schizzi: quaderno di impressioni che diventano immagini, e anche il contrario, in un gioco di specchi fra la mente e il corpo, nel mondo dell’infinito. Le sue parole, come nuvole nel cielo, vanno seguite con il dito mentre migrano fra le pagine.
Il diario di Batsceba è scritto in doppia lingua, italiano-inglese, e prende le fantastiche forme di attimi, che sembrano piegati in giù per farsi prendere.
A corredo del post lo screenshot della copertina.

“Radici”, un libro che andrò presto a comprare

Radici” (Contrasto, pagg. 368, €89,00) è un libro che non dovrebbe mancare nella nostra biblioteca. Raccoglie trent’anni di scatti in tutto il mondo di Josef Koudelka ed è l’ultimo progetto del grande fotografo.
Non credo che riuscirò a vedere l’unica tappa italiana della mostra “Radici” che si svolgerà al Museo dell’Ara Pacis di Roma (che inizierà domani), a causa delle disposizioni anti-Covid che mi terranno tra i confini territoriali della mia terra
L’esposizione è promossa da Roma Culture – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, Contrasto e Magnum Photos ed è organizzata da Contrasto e Zètema Progetto Cultura.
Tornando al libro, che rappresenta la tematica della mostra, raccoglie scatti che ci mostrano come la bellezza sopravviva e come nelle rovine si legga il futuro, cogliendo le modalità con le quali l’uomo contemporaneo interviene sul paesaggio e la dimostrazione è anche sotto i nostri occhi, osservando sul territorio vicino a noi, aree industriali abbandonate, cave e paesaggi distrutti.

Tuffiamoci in una nuova lettura

In passato dell’autore avevo letto “La guerra dei mondi”, romanzo noto a molti per l’adattamento di Orson Welles nel celebre programma radiofonico nel 1938 con il quale una parte del popolo statunitense credette realmente che stesse avvenendo un’invasione di extraterrestri, rimanendo scossi e turbati dalla storia, narrata in forma di cronaca che venne interpretata in modo realistico.
Avendo trovato di mio gusto la lettura di questo libro, mi ero riproposto la lettura di qualche altro dei libri di Herbert George Wells, scrittore britannico tra i più popolari della sua epoca, però vuoi per il lavoro che mi impegnava molto tempo, vuoi per quella pigrizia che occasionalmente utilizzavo per “disintossicarmi” e distrarmi, non l’ho più fatto.
Adesso con l’arrivo in edicola de “La macchina del tempo”, primo volume della nuova collezione “I Primi Maestri del Fantastico”, non ho resistito al desiderio di leggere questo autore e sinceramente credo che potrei rimanere affascinato da questa collana di libri, in quanto amo viaggiare con la fantasia.
La proposta di RBA, infatti, mi sembra una collana davvero interessante che potrebbe permettermi di leggere alcune delle più interessanti opere dei precursori di questo genere letterario. Vedremo, intanto comincio da questo.
A corredo del post uno scatto fatto con il cellulare al libro appoggiato sul divano di casa.