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“Annammu a Castanìa”

Annammu a Castanìa” è un progetto fotografico sul quale meditavo da tempo.
Credo che la fotografia, tra le altre finalità, abbia un obbligo documentativo in quanto da ciò che vediamo troviamo spunto per i nostri scatti e ritengo sia giusto tenere la memoria di alcuni luoghi che altrimenti rischiano di cadere nel dimenticatoio di una Società che tende a “cancellare” il passato anche se positivo.
Castanìa (in siciliano) il cui nome originale è “Castum Aeneae” è il borgo più antico di Castell’Umberto, in cui tra vicoli, fontane e chiese si narra la storia del paese nebroideo prima che, con Regio Decreto dell’8 giugno 1865, il centro abitato si trasferisse nell’attuale sede.
Castum Aeneae” fu fondata nel 734 a.c. dai greci guidati da un ecista sconosciuto (οἰκιστής oikistēs), letteralmente “fondatore”, che aveva consultato precedentemente l’oracolo di Delfi e che aveva anche l’incarico di dirigere le prime fasi della colonizzazione.
Il suo nome correttamente tradotto è “Castel castano” e rappresenta il centro storico del paese al cui interno sono presenti i resti più rilevanti della storia e dell’architettura del luogo: la Chiesa di Santa Barbara, il Castello, il Convento, la Chiesa di San Francesco e tanti altri siti che testimoniano il ruolo degli artigiani e, in particolare, scalpellini locali nello sviluppo storico-artistico della comunità castanese.
Al progetto fotografico ha partecipato anche Anna Ferrara e gli scatti di entrambi saranno inseriti gradualmente nella mia pagina social all’interno dell’album dedicato.

Muoversi tra le acque agitate

Giorno 1 è arrivato il nuovo autunno meteorologico e per me il primo anniversario da pensionato (con altri amici e colleghi che si sono uniti).
Se pensiamo ad una vita divisa in capitoli, questo è il momento di una nuova sfida dopo il periodo di transizione.
In effetti il primo periodo è quello della conclusione del rapporto nel quale tra impegni burocratici e vecchi legami sembrerebbe che il “cordone ombellicale” non si voglia staccare.
Poi si accede nel periodo di transizione vero e proprio nel quale ci si confronta con la “nuova identità” ed il fragile impegno nella creazione di un’altra con i nuovi limiti che ci fanno temere di non aver raccolto sufficienti esperienze.
Eppure la vita ci guida continuamente verso ciò che dobbiamo imparare; gli errori sono lezioni da portare avanti se crediamo che lo siano. Fermarsi e fare il punto su tutto ciò che si è imparato si rende necessario per facilitare la chiusura e rendere più fluide le transizioni.
Ci sono lezioni importanti sulle relazioni, sui punti di forza, sulle debolezze e sulle passioni incorporate nel corso di una vita di lavoro.
Queste possono essere le nuove fondamenta per il prossimo capitolo; la saggezza personale acquisita può essere la zavorra per tenerci in piedi nelle acque agitate.

Progetto “Piccola Sicilia”

Da tanto desideravo realizzare il progetto fotografico “Piccola Sicilia”, ovvero un album di miei scatti delle miniature realizzate per far conoscere alcune bellezze architettoniche della Sicilia esposte al parco di Zafferana Etnea (CT) anche se esistono altri parchi sul tema.
Oggi ho pubblicato gli scatti delle prime miniature, due beni artistici presenti nella mia città di nascita, ma proseguirò con le foto delle altre miniature esposte.
Ritengo il parco utile per le visite didattiche delle scuole del primo grado in quanto permettono di far ammirare con calma questi modellini realizzati con maestria.

Fotografare per ricordare

A trent’anni dalle stragi mafiose di Capaci e via D’Amelio, la commemorazione delle vittime lascia l’aula bunker e si apre alla città di Palermo. Per la prima volta, sarà il Foro Italico il cuore delle celebrazioni alle quali parteciperà anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Ho voluto dare un piccolo contributo a questo memoriale con un progetto che ha raccolto alcuni miei scatti.
Ovviamente il contributo dell’album “Per non dimenticare” non potrà essere paragonato a quello degli interventi a cui si assisterà domenica, però potrà servire ai Colleghi in servizio per trattare l’argomento con i propri alunni.
Il progetto è stato avviato con il murales di Falcone e Borsellino realizzato con la celebre foto di Tony Gentile (scatto che ho eseguito dalla Cala di Palermo) e prosegue con scatti del “Giardino della memoria” di Capaci (PA).

Broccoli, pieni di vita

Sto proseguendo il progetto “Alla ricerca del gusto” che non rappresenta una panoramica di “Food Photography”, ma un ritrovare il gusto delle vecchie tradizioni.
Ieri nello spazio dedicato al progetto ho inserito un classico piatto stagionale: i “broccoli a vapore”.
I broccoli indicano che la primavera è ufficialmente arrivata, ma come alimento oltre a mantenere i nostri cervelli acuti sono anche famosi per far rivivere i nostri livelli di energia, lasciandoci sentire più pieni di vita.

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Alla ricerca del gusto

Con l’arrivo della pandemia e delle restrizioni vissute ho ritrovato una delle mie vecchie passioni: la cucina tradizionale.
Certo che per il nostro benessere ci stiamo nutrendo di cibi salutari e ci siamo allontanati dalle vecchie tradizioni per ridurre le problematiche che scaturiscono da una alimentazione ricca di zuccheri, grassi, sale e spezie varie. Ma non sempre la cucina popolare è qualcosa che fa male. “U picca non basta e u troppu suvecchia” si dice dalle nostre parti (tradotto: “il poco non basta, ma il troppo è spesso eccessivo [o eccedente]”), quindi è opportuno sapersi controllare.
In passato ci cibavamo di prodotti locali in un periodo dell’anno diverso dagli altri. Questo permetteva ad i nostri nonni di mantenere un corretto equilibrio.
Con l’arrivo della “globalizzazione” rischiamo di assumere alimenti che alle origini non facevano così male in quanto inquadrati in una alimentazione più o meno bilanciata. Oggi con i mix che generiamo rischiamo veramente di strafare.
Così come il primo album fotografico “Food Photography da quarantena” ho deciso di proseguire con il progetto “Alla ricerca del gusto” ed anche in questo caso non si tratta di una vera e propria “food photography”, ma di una raccolta di scatti che servono a mantenere viva la tradizione.
Chiaramente sono scatti lontani nel tempo e non il risultato dello stesso pasto o della dieta settimanale.
Ho voluto avviare la raccolta di scatti (progetto) dal salame Sant’Angelo IGP uno degli alimenti che mi piace maggiormente.
Il prodotto ha una storia molto antica. Nell’XI secolo, infatti, i Normanni introdussero nuovi usi nel territorio siciliano tra cui la carne suina, in contrapposizione alle consuetudini imposte dai dominatori arabi per i quali l’uso della carne di maiale era proibito.
Nel tempo, Sant’Angelo di Brolo (ME) è stato custode geloso di una tradizione unica in Sicilia. La riprova si legge in numerosi documenti tra cui una delibera della metà del XIX secolo, che introduceva il “balzello” (bazzeddu in siciliano), una imposta sulle produzioni di maggior interesse economico, fra le quali il salame.
Negli stessi anni si può trovare anche l’introduzione del “Rivelo“, una pratica simile ad una odierna autocertificazione, che obbligava i produttori a dichiarare sia il luogo di conservazione del salame che le quantità prodotte.
Il Salame S. Angelo IGP è un prodotto di salumeria, insaccato, a grana grossa, la cui zona di produzione è situata nel territorio del comune di Sant’Angelo di Brolo in provincia di Messina, nella regione Sicilia.

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Non mi sento un artista

Non mi sento un artista e non vivo neppure in attesa dei like; fortunatamente non soffro neppure di “fomo”, quindi continuo a fotografare o creare elaborati digitali perché mi arricchiscono dentro.
Come ho già scritto a metà maggio dello scorso anno è da un po’ che non esco a fotografare con gli amici ad eccezione di qualche rara occasione , ma questo mi permette di approfondire le mie conoscenze e di prendere in esame veri artisti.
Questo percorso mi ha portato ad apprezzare alcune opere di Haruna Ogata & Jean-Etienne Portail ed in particolare “Constellation“, una serie di opere giunte in finale nella categoria Still life nel “Sony World Photography Awards 2022” e realizzate in studio a Parigi nel settembre del 2020.
Prendendo spunto da una delle opere dell’artista giapponese, ho voluto realizzare “SalviaMondo”, la mia visione della primavera in un mondo pulito.
Ho unito alcuni scatti con una immagine di libero utilizzo dando delle forme geometriche “spigolose” che nella mia mente rappresentano il caos nel quale stiamo vivendo.
Ribadisco che questa creazione digitale è un personale modo di affrontare le tematiche provando a rimanere vicini al proprio hobby.

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Venticinque quaderni

È di maggio dello scorso anno il mio ultimo post sul progetto “Appunti di studio sulla fotografia”. Il progetto sta proseguendo anche se con qualche variazione da settembre 2021 (in questa stagione sono scomparsi i podcast ed i salotti fotografici), mentre i quaderni sono “cresciuti” nel numero di pagine in considerazione che un impegno asincrono è maggiormente fruibile in questo periodo.
La consistenza del materiale ha permesso di fare tre quaderni in largo anticipo, così ieri è stato distribuito il venticinquesimo numero.
Da questo si sta pensando ad un allargamento del gruppo … vedremo
Nell’immagine a corredo del post la copertina del quaderno.

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Scopriamo con piacere un turismo lento e sostenibile

Dopo più di un anno di difficoltà, il desiderio di partire per andare in vacanza è tanto. Il nostro paese è tornato in zona bianca e credo che il nostro impegno deve essere quello di mantenerlo così con la nostra condotta.
I salotti fotografici sui viaggi organizzati all’interno di un gruppo di amici fotografi nel periodo della pandemia ci hanno fatto sognare e ci hanno aiutato a non perdere quello spirito umano di civili esploratori.
Grazie alla campagna vaccinale sarà finalmente possibile tornare a muoversi, però da quanto letto non sarò il solo ad aver cambiato il progetto di ferie, mantenendomi in regime di sicurezza e con spostamenti limitati.
La pandemia ha inevitabilmente inciso sulla nostra psicologia di movimento ridotta a piccoli spostamenti dalle nostre abitazioni.
Questo sarà un modo per farci apprezzare le preziosissime ricchezze paesaggistiche e culturali del nostro Paese senza rimpianti, scoprendo ancor di più un turismo lento e sostenibile.

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Il V della serie oro

La serie “oro” dei quaderni realizzati per il gruppo di studio sulla fotografia raccoglie dei suggerimenti in forma monotematica. In questo ultimo numero stagionale sintetizzo in 28 pagine la mia esperienza nella gestione del blog ai componenti del gruppo.
Nell’immagine a corredo del post la copertina del quaderno.

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