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Scopriamo con piacere un turismo lento e sostenibile

Dopo più di un anno di difficoltà, il desiderio di partire per andare in vacanza è tanto. Il nostro paese è tornato in zona bianca e credo che il nostro impegno deve essere quello di mantenerlo così con la nostra condotta.
I salotti fotografici sui viaggi organizzati all’interno di un gruppo di amici fotografi nel periodo della pandemia ci hanno fatto sognare e ci hanno aiutato a non perdere quello spirito umano di civili esploratori.
Grazie alla campagna vaccinale sarà finalmente possibile tornare a muoversi, però da quanto letto non sarò il solo ad aver cambiato il progetto di ferie, mantenendomi in regime di sicurezza e con spostamenti limitati.
La pandemia ha inevitabilmente inciso sulla nostra psicologia di movimento ridotta a piccoli spostamenti dalle nostre abitazioni.
Questo sarà un modo per farci apprezzare le preziosissime ricchezze paesaggistiche e culturali del nostro Paese senza rimpianti, scoprendo ancor di più un turismo lento e sostenibile.

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Il V della serie oro

La serie “oro” dei quaderni realizzati per il gruppo di studio sulla fotografia raccoglie dei suggerimenti in forma monotematica. In questo ultimo numero stagionale sintetizzo in 28 pagine la mia esperienza nella gestione del blog ai componenti del gruppo.
Nell’immagine a corredo del post la copertina del quaderno.

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Tre quaderni per concludere la stagione

In largo anticipo si è conclusa oggi la diffusione dei quaderni di appunti nel gruppo di studio legato al progetto promosso lo scorso anno ad inizio pandemia.
La diffusione anticipata è legata alla speranza di poter tornare a fotografare in gruppo, magari composto da un numero esiguo e non tanto distanti dalle nostre abitazioni.
Tre quaderni sono il risultato di una lunga “astinenza” dall’utilizzo della fotocamera, da troppo tempo riposta nel suo alloggiamento.
Nell’immagine a corredo del post le tre copertine dei quaderni.

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Compleanno di progetto

È stato distribuito oggi il dodicesimo quaderno di appunti sulla fotografia all’interno del gruppo di studio.
In quaderno è stato messo in archivio come numero 11, ma ai quaderni messi in ordine va aggiunto il numero 00 che annunciava il progetto.
In questo numero hanno trovato posto le somme tirate dopo un anno di progetto e le limitazioni imputabili alla pandemia ed appunti sulla cultura.
Purtroppo si è stati costretti ad affrontare nel progetto “Appunti di studio” senza particolari uscite ad eccezione di quella di novembre fatta nei dintorni solo perché trascinati dal desiderio di tornare a muoversi con la fotocamera.
A corredo del post ho inserito la copertina del quaderno che raccoglie quelle dei numeri precedenti.

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Bluu, progettato per le riunioni

Nelle navigazioni mattutine, quelle che mi aiutano a rientrare in contatto con il mondo dopo essere stato in compagnia di Morfeo per qualche ora, tra le pagine che leggo con piacere c’è il blog di Roberto Sconocchini.
Ieri ha pubblicato un’informazione importantissima per coloro che per lavoro o per hobby si ritrovano in videoconferenza, una funzionalità che permette di prendere appunti di ciò che viene detto: Bluu.
È molto semplice da usare e non richiede che tutti lo usino. Il contenuto scritto è privato e sicuro ed attualmente funziona pienamente con Google Meets e Zoom (la piattaforma che utilizziamo nei nostri salotti fotografici).
La versione gratuita consente 20 incontri al mese con una durata massima di 60 minuti ciascuno.

E siamo a dieci

Sarà diffuso domani il decimo quaderno di appunti nel gruppo di studio della fotografia. Previsto per metà marzo è stato anticipato anche in questo mese di qualche giorno.
In questo numero il mio editoriale sul mio morale; da insegnante, infatti, ho sempre sostenuto che la teoria è importante, ma se non si riesce a portarla in pratica diventa inutile.
Questi sono i limiti che si è costretti ad affrontare nel progetto “Appunti di studio” che, pur basandosi sulla teoria, prevedeva non solo un confronto che abbiamo messo in pratica con i salotti, approfondimenti attuati con i podcast, ma senza particolari uscite ad eccezione di quella di novembre fatta nei dintorni solo perché trascinati dal desiderio di tornare a muoversi con la fotocamera.
In questo numero alcuni punti conclusivi sul bianco e nero, argomento oggetto dei tre ultimi podcast.
A corredo del post la copertina del quaderno in forma ridotta con lo scatto di Adele Ferrara in primo piano e una foto mia ed una di Nicola Vaiana a corredo.

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Sempre sul bianco e nero

In questo ultimo periodo, forse spinti dalle copertine di diversi magazine del settore, nel gruppo di fotoamatori sorto per discutere del nostro hobby in questo periodo prolungato di pandemia, si è parlato di bianco e nero.
Come espresso in un post precedente non molto lontano nel tempo, il B&N mi piace quando espresso da fotografi in gamba ed è una delusione vedere alcuni scatti soltanto privati del colore, senza quelle linee che guidano l’occhio di chi le ammira e con l’assenza di forme che dovrebbero gareggiare fra loro.
Ma anche scegliere i momenti giusti per usarlo dovrebbe essere la chiave, enfatizzando ciò che si vuole mostrare nell’argomento, senza mai mascherare i difetti di una composizione. La semplicità dovrebbe essere una spinta trainante per chi osserva, considerando lo scatto privo del colore che può distogliere l’attenzione.
L’interesse dello spettatore si deve concentrare sulla forma e sul contrasto di un’immagine, quindi per molti versi la composizione diventa ancora più impegnativa.
In passato i fotografi hanno conosciuto la necessità di “vedere in bianco e nero”, adesso le fotocamere digitali lo rendono più facile, ma soltanto se la propria fotocamera ha una modalità monocromatica si può vedere in tempo reale cosa funziona e cosa no.
Personalmente non scatto tanto in B&N anche se apprezzo alcuni scatti di questo genere dei fotoamatori amici, quindi colgo l’occasione per arricchire la conoscenza.
Vista sul lago in bianco e nero” è il mio scatto scelto per corredare questo post.

Podcast con Adele Ferrara

Una chiacchierata con Adele Ferrara, admin del gruppo “Global B&W”, conclude un piccolo ciclo di podcast sul bianco e nero nel gruppo “Appunti di studio sulla fotografia”.
Nel canale telegram del gruppo si parlerà del piacere di fotografare in bianco e nero in un momento in cui gli scatti sui social sono densi di colore e talvolta privi di contenuti.

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Telegram, per me va bene così

Fa piacere che in molti stanno attivando un canale podcast sulla fotografia. È una risposta a coloro che appena abbiamo attivato il canale su Telegram hanno sostenuto che non si può trattare questa argomento in forma audio.
Ovviamente non vado a trattare i contenuti dei nostri appunti in questo post, ma soltanto lo strumento che a me è sembrato rispondente allo sviluppo culturale i contenuti audio da ascoltare dove e quando si vuole.
Ho scelto Telegram perché punta sulla velocità e tiene al sicuro i contenuti privati.
È multi piattaforma e la versione desktop funziona anche se il telefono è scarico; è inoltre basato su un sistema di cifratura molto complesso.
Ovvio che se si dovessero trovare difficoltà in itinere potremo cambiare, ma per adesso va bene così.

Torna la voce e tornano i podcast

Con il ritorno della voce, tornano i podcast sul nostro canale telegram dedicato agli appunti di studio sulla fotografia.
In questo quinto numero si parlerà di fotografia e sociologia.

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