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Cultura e creatività

In un precedente post “Creativi si nasce?“, scritto più di un mese fa, ho ricordato che contrariamente a quanto si sosteneva in passato la creatività non è una qualità posseduta da pochi eletti, ma è influenzata da un processo di interazione tra elementi cognitivi ed affettivi. Alcuni stati d’animo, come gioia, entusiasmo e serenità, aiutano a generarla ed utilizzarla, mentre altri, come rabbia, ansia e malinconia la fanno “allontanare”.
Alla base della creatività sono presenti la fluidità, la flessibilità, l’originalità, la capacità di elaborare la presenza di elementi collegati e la sensibilità ad affrontare le difficoltà in forme nuove, senza scavare profondamente nelle soluzioni passate.
Creatività significa trovare idee nuove e indicate al raggiungimento dell’obiettivo. Viene spesso definita come l’improvvisa realizzazione di una soluzione a un problema. Si narra che il russo Dimitri Mendeleev mentre cercava di sistemare gli elementi chimici giocava a carte ed all’improvviso trovava l’idea risolutiva di come disporre gli elementi nella tavola periodica. Leonardo Da Vinci, invece, aveva studiato uccelli, vento e pipistrelli, fatto disegni e preso appunti per diversi anni prima di presentare le sue macchine volanti.
Da qui si evince che per essere creativi è necessario sviluppare anche un discreto bagaglio culturale.
In sintesi, se di sunto si può parlare, è possibile dire che l’ apertura all’esperienza , la motivazione intrinseca e l’affetto positivo sono positivamente correlati alla creatività e debbono essere incastonati nella cultura in cui cresciamo ed in un ambiente sociale che può favorirla.
Molti artisti (scrittori, compositori e artisti visivi) con scambi culturali si influenzano reciprocamente e da quanto appreso esprimono la loro creatività in modo diverso.
A corredo del post un mio scatto del 2015.

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Sono grato alla vita

Nel proseguire il cammino alla ricerca della serenità ho fatto la scelta di tenermi distante da ciò che mi mette di cattivo umore seguendo quanto studiato in psicologia per tenere alto l’umore ed il benessere.
Sono grato a ciò che la vita mi ha dato ed ho fiducia nelle mie capacità, questa è una buona base di partenza per mantenere un buon livello di buonumore .
Nel cammino per la serenità non si può escludere l’osservazione delle cose belle che abbiamo accanto o sul nostro cammino ed io mi concentro sulle immagini positive.
Amo la fotografia, però se non riesco a praticarla non mi butto giù, dedico i miei spazi di tempo ad altre cose che mi possono appagare come leggere o scrivere e se non dovessi avere il tempo per farlo, posso sempre ascoltare buona musica mentre svolgo quanto sono costretto a fare.
Certo il cammino per la serenità può talvolta apparire tortuoso, ma è sufficiente sorriderci su e non riservare troppo tempo a questi pensieri.

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Social, non perdiamo il contatto con la vita reale

L’utilizzo di social media come è aumentato notevolmente negli ultimi anni, in particolare tra adolescenti e giovani adulti.
Uno studio recente condotto nel Regno Unito indica che l’80% dei giovani utilizza i social media quotidianamente, con quasi il 50% che li utilizza per oltre due ore al giorno generando il conseguente peggioramento della salute mentale
In Canada, i ricercatori hanno analizzato i dati di oltre 10.000 adolescenti, scoprendo che i giovani che usano i social media più di due ore al giorno hanno molte più probabilità di valutare la loro salute mentale come “discreta” o “scarsa” rispetto agli utenti occasionali.
L’uso passivo si riferisce alla pratica di osservare silenziosamente i profili e le immagini dei social media di altre persone può portare all’invidia e al risentimento, mentre un altro indica che l’uso passivo provoca e intensifica un’esperienza emotiva negativa nota come Fear Of Missing Out (letteralmente: “paura di essere tagliati fuori“). La FOMO è una condizione patologica che si sviluppa quando non si riescono a tenere sotto controllo tutte le attività dei propri contatti online, oppure quando sul proprio profilo non si visualizzano gli aggiornamenti ed i “like” desiderati.
Alcune ricerche indicano che sentirsi obbligati a mostrare una versione della realtà della ” vita piena di divertimento” può avere un grave costo psicologico, molto dannoso per l’autostima.
Assicuriamoci che il mondo sociale reale svolga solo un ruolo importante nelle nostre vite nel mondo sociale virtuale.
Le immagini utilizzate a corredo di questo post sono di utilizzo gratuito.

Evitiamo i consigli fuorvianti

A scuola, in tanti anni di attività, ho sempre trattato argomenti legati alla crescita ed ai problemi alimentari al fine di fornire un contributo utile a contrastare i messaggi confusi sul cibo ed il sorgere di incertezze che possono arrecare danni alla salute ed alla psiche.
In quest’ultimo periodo, a causa dell’alimentazione disordinata ed all’assenza di quella attività fisica normalmente svolta, a mio parere stanno aumentando quelle condotte che possono portare a comportamenti dannosi.
Vedere alcuni ragazzi giocare sulla spiaggia sulla scia di entusiasmo riportata dalla nostra Nazionale di calcio fa piacere. Un po’ meno soddisfa vederne tanti, un po’ “paffutelli” con la maglietta durante il gioco.
A mio parere è un piccolo segno di avvertimento, in quanto si avverte la presenza di una immagine corporea negativa che è bene sapere se legata alle condizioni disordinate vissute durante la pandemia o alle naturali alternanze tra turgor e proceritas.
È bene rivolgersi a professionisti dei vari settori per evitare atteggiamenti e condotte fuorvianti che possono rappresentare un problema considerando l’aumento numerico dei vari “influencer” che promuovono prodotti per la perdita di peso.

La “Squola” è finita

Dopo la prima ondata dello scorso anno scolastico, adesso è il turno della seconda. Del gruppo storico dei Docenti di Educazione Fisica e Sportiva ne rimarranno pochi.
In questi anni, almeno dal mio punto di vista, è cambiata la Società e con essa anche la Scuola e lo Sport.
Personalmente è da un po’ che sono “uscito” dall’immaginario comune che rappresenta la pensione come un sogno idilliaco.
Certo la pandemia forse mi ha aiutato in questa fase di transizione in quanto ha provveduto subito a limitare i miei hobby come la fotografia ed i miei tour, però, consapevolmente mi sono avventurato nella ricerca della serenità per evitare che i pensieri negativi potessero avere il sopravvento (considerando che si ha più tempo a disposizione).
Proprio per questo, pur lasciando l’insegnamento, non credo abbandonerò gli stili di vita o quant’altro fa parte della mia identità e non sono (almeno per il momento) tra quelli che avrebbero voluto continuare la propria attività professionale e si fanno travolgere da rabbia, frustrazione e depressioni.
È probabile che i molteplici interessi avuti mi stiano aiutando e non avrò da combattere come coloro che hanno dedicato la propria vita ad un numero ridotto di passioni.
Ci sarà la classica festa di saluto con i Colleghi con i quali abbiamo condiviso percorsi o contrarietà ed è probabile che con molti di loro proseguirò il rapporto di amicizia che, ancora dopo tanto tempo e strade diverse, continuo ad avere con molti compagni delle elementari, delle medie e delle superiori (oltre a quelli universitari con i quali abbiamo mantenuto il rapporto di amicizia oltre a quello professionale).
È probabile che anche in questo lo sport ci sia stato d’aiuto sia a quelli che ne praticavano uno diverso dagli altri, ma si “catapultavano” ad ammirare le altre discipline, o tra quelli che da avversari si scambiavano qualche sguardo di troppo, ma poi finivano con lo stare insieme davanti ad una pizza o una semplice bibita a termine della gara, forse anche a scherzare su qualcosa andata male (lo Sport con la S maiuscola per intenderci, non quello delle zuffe o dei rancori).
Dico qualcosa in più in questo post, proseguirò a fornire le mie informazioni e le mie esperienze a coloro che rimangono a lavoro, senza avere la pretesa del sapere assoluto, ma soltanto per far leggere il mio punto di vista.
Ci vediamo alla festa di saluto trattenendo il nostro desiderio di mojito o di ballo se siamo alla guida di un veicolo o se le limitazioni non ce lo permetteranno.

I “Big Five”

Le differenze tra le personalità delle persone possono essere suddivise in termini di cinque tratti principali, spesso chiamati “Big Five“. Ognuno riflette una parte fondamentale di come una persona si comporta.
Nell’ultima versione del test si chiede quanto una persona è d’accordo o quando non lo è non è in affermazioni specifiche, come:
“È curioso di molte cose diverse” (per apertura mentale o apertura mentale)
“È sistematico, gli piace tenere le cose in ordine” (per coscienziosità)
“È estroverso, socievole” (per estroversione)
“È compassionevole, ha un cuore tenero” (per simpatia)
“È lunatico, ha sbalzi d’umore alti e bassi” (per emotività negativa)
Sulla base delle valutazioni di una persona per dozzine di queste affermazioni (o meno, per altri test), è possibile calcolare un punteggio medio per ciascuno dei cinque tratti.
Ricordo ai lettori del mio blog che questi sono solo appunti.

Non rubate i ricordi ai posteri

L’album di famiglia è stato nel Novecento l’epicentro della pratica fotografica, ma al contempo un indispensabile supporto di memoria dei nuclei familiari.
Oggi al tempo dei social, travolti dalle tecnologie digitali e dai cambiamenti repentini della società, stiamo perdendo la nostra “memoria”.
Il classico album di foto di famiglia, spesso realizzato al rientro dalle vacanze con lo sviluppo del rullino a 24 pose (a volte più di uno), ci permetteva di rivivere quei momenti e trasmetterli alle generazioni successive.
Adesso è divenuto già molto difficile raggruppare tutti le immagini che sono state scattate, poi “faticoso” metterle in ordine e selezionarle ed “assolutamente impossibile” realizzare il “libro fotografico” che si può anche ordinare su Internet.
A volte diventiamo persino litigiosi (“questa scartala che sono venuta male” oppure “sistemala con un editing di immagini“, “perché la suocera tiene sempre i figli in braccio mostrando solo la loro testa da dietro?” E così via …).
Eppure siamo ancora felici quando guardiamo un vecchio album, senza preoccuparci dello scatto ci ha immortalati male o della leggera sovraesposizione perché avevamo montato un rullino con ASA da interno.
Non ci adoperiamo per trasmettere ai posteri quei momenti di vita, non facciamo nulla per migliorarci e tenere un ricordo ben composto come il classico brindisi con al centro il festeggiato e tutti i parenti con gli abiti tipici del periodo, ci teniamo solo a fare i selfie davanti alla granita o alla pizza per il nostro “pubblico” dei social. Ci adoperiamo per avere l’app più completa per renderci simili al noto attore o alla splendente modella.
Perdonatemi, vi sembrerò nostalgico, ma credo che i nostri figli/nipoti abbiano in diritto di conoscerci come siamo, di conoscere l’ambiente com’era al nostro periodo e come se lo sono ritrovato.
A coloro che fanno sparire gli album dei ricordi dopo il divorzio per cancellare la presenza dei genitori e degli avi desidero aggiungere che hanno fatto del male ai loro figli/nipoti. Personalmente trovo ancora piacevole ammirare i miei nonni sul calesse e sapere che erano i genitori dei miei che percorrevano strade non asfaltate o definite in pietra lavica, così come provo brividi a vedere uno dei nonni con la divisa da alpino nella prima guerra mondiale e mio padre con blusa e berretto da marinaio nella seconda.
Non rubate i ricordi ai posteri, realizzate album fotografici.

Meglio delle foto? Solo il bagno

Da un recente sondaggio svolto nel Regno Unito per celebrare la Settimana mondiale del benessere (in svolgimento dal 21 al 30 giugno) è emerso che guardare foto ha un effetto più concreto sul benessere mentale, sono superate solo da un buon bagno.
Le foto ci trasportano nei momenti più preziosi, pertanto incrementano il fattore benessere.

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Scopriamo con piacere un turismo lento e sostenibile

Dopo più di un anno di difficoltà, il desiderio di partire per andare in vacanza è tanto. Il nostro paese è tornato in zona bianca e credo che il nostro impegno deve essere quello di mantenerlo così con la nostra condotta.
I salotti fotografici sui viaggi organizzati all’interno di un gruppo di amici fotografi nel periodo della pandemia ci hanno fatto sognare e ci hanno aiutato a non perdere quello spirito umano di civili esploratori.
Grazie alla campagna vaccinale sarà finalmente possibile tornare a muoversi, però da quanto letto non sarò il solo ad aver cambiato il progetto di ferie, mantenendomi in regime di sicurezza e con spostamenti limitati.
La pandemia ha inevitabilmente inciso sulla nostra psicologia di movimento ridotta a piccoli spostamenti dalle nostre abitazioni.
Questo sarà un modo per farci apprezzare le preziosissime ricchezze paesaggistiche e culturali del nostro Paese senza rimpianti, scoprendo ancor di più un turismo lento e sostenibile.

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Psicologicamente Festival 2021

Domani e dopodomani a Sestri Levante si terrà Psicologicamente Festival 2021.
Un doppio appuntamento, in presenza ed in streaming, con lo scopo di divulgare temi psicologici ad un pubblico di non addetti ai lavori.
Maggiori informazioni sul sito della manifestazione. L’immagine a corredo del post non è collegata all’evento.