Archivi categoria: riflessioni

Prosegue la ricerca della serenità

Il mio cammino verso la serenità prosegue alternando i pochi scatti che faccio con la lettura di brani o articoli che mi spingano ad avvicinarmi sempre più. Sfogliando la rivista “Smart Photography” ho avuto modo di apprezzare gli scatti meravigliosi di Smitaleka Saali, una fotografa che utilizza la fotografia non solo per catturare il momento ma anche per rendere viva la narrazione visiva. Con scatti naturalistici e paesaggi trasmette una serenità incredibile. Fa volare la mente verso quei luoghi di una bellezza superba che cattura non per imprigionare, ma per donare a chi li guarda momenti di estasi e tranquillità.
Ai visitatori del mio blog non posso che suggerire l’abbonamento alla rivista ricca di tanti argomenti ed una serena lettura.

POST CORRELATI

Annunci

Riflessioni sul muretto

Oggi intendo riflettere sui ragazzi del muretto. Giusto domenica scorsa, quattro ragazzi hanno colpito la mia attenzione. Seduti sul muretto con la loro birra accanto tenevano in mano il cellulare. Due ascoltavano musica (ognuno un brano diverso) e due chattavano. Nessuno di loro stava con lo sguardo sul tramonto che io ho fotografato e l’unica gestualità che ho potuto apprezzare è stata la mano che si tendeva a prendere la bottiglia di birra dal muretto. Lo sguardo non era neppure rivolto agli ultimi tocchi di beach volley delle persone in spiaggia al calar del sole e la scuola, do poco iniziata, non forniva elementi di scambio di opinioni. Nessuno rivolgeva lo sguardo agli altri, erano soli insieme ad altri, in mezzo al passeggio del lungomare.
Certo che anche noi siamo stati ragazzi ed anche noi abbiamo trascorso qualche ora sul muretto, ma per noi era diverso. Le modalità di sosta erano altre: si parlava delle occasioni fallite dell’estate, del torneo vinto o perso sulla spiaggia, della scuola che da lì a poco sarebbe iniziata o degli esami di riparazione appena finiti. La “duetto” che passava dalla strada ci conduceva a parlare dei nostri sogni subito dopo la patente, qualcuno lamentava stanchezza dopo il primo periodo di preparazione atletica e si discuteva, in maniera calda, delle posizioni assunte da Almirante o Berlinguer rispettando, comunque, le idee degli altri. A volte c’era anche la musica, quella suonata con la chitarra e spesso accompagnata da cori di amici apparentemente ubriachi. Questo va precisato, pochi di noi bevevano birra e lo facevano soltanto davanti alla famosa teglia (“lanna“) di focaccia e mai sul muretto; su questo la bibita ufficiale era il tea freddo con la granita limone.
Certo la società cambia, però non so dirvi se la mia è nostalgia di quella adolescenza lontana o una malinconia che osserva delle fasi di declino dello stare insieme dei giovani. Comunque, quando posso, torno sul muretto, ma le modalità sono quelle di tanti anni fa.
La foto a corredo del post è stata scattata col cellulare da Anna mentre con l’amico Carmelo affrontiamo qualche discussione sul muretto con una giovinezza sempre presente nel nostro spirito.

Mi piacciono gli scatti di Shanmugasundaram

Da qualche giorno si sono ridimensionate le temperature adeguandosi a quelle normalmente tipiche della stagione. Per me, quindi, si avvia un fine settimana distensivo e di lettura che ho cominciato con qualche articolo di Asian Photography. La mia ricerca della serenità mi sta portando ad avvicinarmi sempre più alla foto naturalistica ed a quella macro, non soltanto come amatore attivo, ma, soprattutto, con l’osservazione degli scatti di altri fotografi.
Tra le pagine della nota rivista ho avuto modo di apprezzare quelli di Karthikeyan Shanmugasundaram, un fotografo appassionato di natura e macro che perfeziona la sua arte da oltre nove anni riponendo la sua attenzione sulle tante cose incredibili e sorprendenti che avvengono intorno a noi, alle quali spesso prestiamo poco interesse a causa della nostra vita frenetica.
La foto a corredo del post è uno screenshot della copertina della nota rivista che mostra uno degli scatti di Shanmugasundaram. Vi consiglio una lettura regolare di Asian Photography sempre ricco di contenuti.

Arriva settembre

Agosto ci ha tenuti ben caldi, sia con le temperature meteo che con quelle provenienti dal Parlamento e mi sembra lecito salutarlo con un doppio gelato.
Adesso attendiamo un autunno mite, ma ricco di serenità e di piacevoli esperienze fotografiche a contatto con la natura ed in prosecuzione della ricerca della serenità.
La foto a corredo del post è stata scattata da Francesco Tracuzzi con la mia fotocamera (sono stati rimossi col cancellino i volti delle persone che sono state ritratte involontariamente dietro).

Un bel dossier sull’attività fisica

C’è un bel dossier sul numero di settembre di “Focus” (in edicola già da una settimana circa) con un titolo che spiega già tutto: “Nati per correre”. Da insegnante di Educazione Fisica non potevo farmi scappare questo numero del noto giornale e non posso che leggere molti argomenti da me rimarcati nei tanti anni di lavoro ai genitori tendenti a far svolgere poca attività fisica ai propri figli.
Nel dossier firmato da Marco Ferrari, viene sottolineato che “per la nostra specie il movimento è indispensabile” (tratto dall’articolo pag.33) cosa alla quale, spesso, viene dato poco spazio. La scuola, i compiti, il corso d’inglese, quello di strumento e poi? Il ragazzo si deve riposare con un po’ di TV o di videogioco. Si legge meno per piacere, si seguono poco le trasmissioni a carattere culturale e, soprattutto, non rimane molto spazio per lo sport o l’attività ginnica. E dire che dalla sezione europea dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) è arrivato, nel mese di ottobre 2018, un messaggio chiaro: i ragazzi che passano tanto tempo davanti alla tv e a navigare su Internet hanno più probabilità di ingrassare.
I dati raccolti dal sistema di sorveglianza dell’Istituto superiore di sanità, dicono che a 8-9 anni il 21,3% dei bambini è in sovrappeso ed il 9,3% decisamente obeso. C’è da chiedersi, inoltre, perché la corsa, necessaria per la nostra salute (sia per quella dei giovani che per quella degli adulti), non ha un suo spazio tutti i giorni?
È una domanda alla quale tutti dovremmo pensare ricordando che lo sport e l’attività fisica aiutano a prevenire diverse malattie.
Mi auguro che tutti coloro che leggono il mio blog possano leggere il dossier pubblicato da Focus (del quale ho parlato, ma che è importante leggere con attenzione sulla rivista) e trarne le giuste conclusioni.
La foto a corredo del post, scattata col telefonino, è il giornale che vi consiglio di leggere appoggiato sul divano di casa (gli occhiali sono i miei).

Pensieri e panorami

Facendo una passeggiata con alcuni amici a San Pier Niceto (ME), ho notato un uomo pensieroso seduto sulla panchina di una delle piazze del paese ed ho riflettuto sul quanto i pensieri che spesso ci scorrono in mente ci allontanano dalle bellezze offerte da madre natura. A volte proviamo a concentrarci su quello che stiamo facendo e all’improvviso i pensieri appaiono nella nostra testa, togliendoci quel sorriso che avevamo stampato sulle labbra e facendoci perdere ciò che abbiamo intorno.
Con questa foto desidero trasmettere ai lettori del mio blog un piccolo consiglio, quello di soffermarsi ad ammirare quello che di bello abbiamo intorno e di non farci condizionare dalle amarezze della vita.
La foto, con i dati tecnici, può essere vista su 500px.

Social o asociali?

Nel giorni passati prima di ferragosto è sorta una conversazione su alcuni atteggiamenti assunti da un Admin di un gruppo social che con discutibili modalità ha “bacchettato” per una critica un componente del gruppo.
Non sto qui a parlare del caso specifico, ma visto che quello su cui scrivo è il mio blog porto avanti le mie riflessioni sul perché nel mondo dei social network più che “sociali” si tende ad essere asociali.
Condividere la stessa passione non sempre lega persone con la stessa cultura e grado relazionale. In apparenza tutti desideriamo apprendere, ma spesso ci ritroviamo a voler avere l’ultima parola e non sopportare chi la pensa diversamente da noi e intende esprimere il proprio parere.
Nella psicologia dei gruppi è definito “leader” colui che guida un gruppo, in quanto riconosciuto come autorevole, senza limitarsi ad impartire ordini o formulare giudizi, favorendo un clima di collaborazione e scambio di informazioni utili alla crescita di ogni componente del gruppo. La sua comunicazione è di tipo assertivo, ovvero tende ad esprimere e far valere le proprie opinioni rispettando i bisogni e i limiti degli altri. Un leader, inoltre, si prende sempre la responsabilità del lavoro compresi gli errori.
Nei gruppi social, purtroppo, si è sviluppata (e sta crescendo sempre) la figura del “boss” che si colloca su un gradino più alto rispetto agli altri (principalmente perché ha formato il gruppo il cui obiettivo finale è il profitto, non necessariamente economico, spesso personale e non per valori di crescita) e talvolta i suoi personali interventi mirano solo a minacciare punizioni assumendo uno stile di comunicazione aggressiva o denigrante nei confronti di colui che, secondo il suo personale e limitato parere, ha messo in discussione il suo ruolo di comando e non le sue capacità che, sempre secondo il boss, non sono discutibili. Principalmente un boss manca di umiltà ed empatia e manifesta una certa prepotenza.
Ed allora se nel gruppo si genera un ambiente in cui vengono meno gli scambi informativi e relazionali è forse meglio uscirne.
La foto a corredo del post (presa da The Blue Diamond Gallery ) è contrassegnata per la condivisione, copia e ridistribuzione in qualsiasi supporto o formato inclusi adattamento, remix, trasformazione e sviluppo del materiale per qualsiasi scopo, anche commerciale. L’immagine può essere ridistribuita gratuitamente con la stessa licenza Creative Commons ma non può essere venduta, per ottenere e mantenere una licenza è necessaria l’attribuzione.

“Geometrie opposte” leggendo su John MacLean

Geometrie opposte” è uno scatto che ho fatto i primi di luglio nel corso della passeggiata fotografica proposta dall’Arch. Graziella Anastasi ed inserito in “A B I T (U) A R E al borgo”, il laboratorio di Bioarchitettura ed incastrata nel festival urbano InCastro Festival. Mi piace misurarmi con qualcosa di nuovo e la lettura di vari artisti mi porta a fare delle prove ed essere stimolato ad apprendere sempre più.
In una assolata giornata di agosto, tra un bicchiere d’acqua ed una lettura coinvolgente, ho avuto modo di soffermarmi su un saggio di Duncan Wooldridge (artista, scrittore e direttore di corso di fotografia presso il Camberwell College of Arts, University of the Arts di Londra) nel quale viene illustrata l’opera di John MacLean, un fotografo britannico di base a Londra che spazia tra gli scatti di architettura e quelli di fine-art.
Le fotografie giocose di John MacLean mostrano una serie di variazioni sulle geometrie convenzionali tanto da essere affascinati da questo gioco apprezzando con gusto quanto realizzato dall’artista.
In “Outthinking the Rectangle” John MacLean offre un lavoro con e contro la fotografia, curando le sue forme al di là delle geometrie convenzionali.
Ovviamente il mio scatto “Geometrie opposte“, foto a corredo del post, non è paragonabile a quelli dell’artista inglese, ma è per me una bella partenza alla ricerca di geometrie nei luoghi in cui vivo o mi trovo ad andare.
Consiglio a tutti di ammirare le fotografie di John MacLean sul suo sito o nei magazine che le mostrano.

POST CORRELATI

Serenità sul fiume

Quando tutto intorno tace, il cervello inizia a percepire il rumore del silenzio. Nel proseguire la mia ricerca della serenità, ho voluto fare questo scatto “Serenità sul fiume” perché il silenzio non è solo un vuoto, assenza di qualcosa. Perché il silenzio è il modo con cui si organizza la presenza. Perché non vi è ordine senza silenzio e non c’è comprensione senza silenzio.
La foto a corredo del post può essere visibile su 500px con i dati di scatto.

POST CORRELATI

Fuga da reflex?

In diversi luoghi virtuali nei quali si vende attrezzatura fotografica, leggo di alcuni amici che stanno mettendo in vendita le loro fotocamere; nelle rare occasioni di accesso ai social, vedo immagini di reflex (e non solo) in vendita.
Adesso, parafrasando il famoso film girato sedici anni dopo la chiusura del noto penitenziario federale appartenente alla municipalità di San Francisco, città degli Stati Uniti in California, basato sul libro “Escape from Alcatraz” di J. Campbell Bruce, volevo pormi la domanda se in tanti stanno fuggendo dal possesso di una reflex.
Sfogliando il rapporto pubblicato giorno 1 agosto dall’ente dell’industria giapponese CIPA (Camera and Imaging Products Association) dal quale è possibile scaricare i dati di produzione e spedizione delle fotocamere digitali, ho rilevato che le vendite di fotocamere digitali sono diminuite di quasi un milione a giugno, dati che fanno credere che il calo delle vendite mostri una diminuzione d’interesse in alcuni prodotti, mentre le vendite delle fotocamere mirrorless full-frame e degli obiettivi appaiono solide.
Già dallo scorso anno in alcuni forum si discute l’argomento ed in più partecipanti sostengono che il segmento reflex, soprattutto quello di gamma bassa e media, possa perdere posizioni rispetto a quello delle mirrorless. D’altra parte sappiamo che la Società cambia e così come sono scomparsi gli LP ed altro, è possibile che scompaiano pure le reflex per essere sostituite da prodotti che allettano maggiormente il mercato. Ricordo gli sguardi cupi di coloro che impugnavano una macchina fotografica col rullino, mentre io giravo con la Sony Mavica provando ad avere sempre pronti in tasca i floppy per continuare a scattare.
I tempi cambiano e noi non sappiamo se nel futuro avremo voglia di scattare.
La foto a corredo del post è la mia reflex che, al momento, non intendo cambiare, anzi vorrei utilizzarla con maggiore frequenza.