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Fermarsi un po’

Fermarsi un po’ e regalarmi del tempo, così come ascoltare musica ed ammirare opere d’arte, fanno parte dei miei buoni propositi per il 2015, ed in questa prima parte dell’anno credo di averli centrati e di aver migliorato un po’ della mia vita.
La fotografia mi sta aiutando tanto in questo, mi permette di ammirare opere d’arte e regalarmi del tempo. Questa foto scattata da una panchina fa comprendere come una piazza tanto trafficata nel corso della giornata possa diventare la sera un’oasi ricreativa per ammirare ciò che durante il giorno sfugge all’occhio umano.

Una reflex interessante

L’acquisto di una fotocamera nuova sta diventando per me un momento assolutamente impegnativo. Gli amici consigliano, però il prodotto da acquistare deve rispondere alle mie necessità ed al mio modo di vivere la fotografia.
La mia attenzione ultimamente si sta concentrando sulla Nikon D5500. Leggera e potente, questa sottile DSLR con funzionamento touchscreen familiare consente di ottenere di più dalla fotografia.
Eccezionalmente compatta e comoda da maneggiare, la Nikon D5500 permette azioni in rapido movimento in situazioni difficili per la scarsa illuminazione. Il sensibile touchscreen ad angolazione variabile garantisce un’azionamento intuitivo e, grazie al Wi-Fi integrato, è facile condividere le proprie foto di alta qualità con uno smart device.
Ci sto pensando …

Cambiare la scuola

Prima ci accorgiamo che in futuro la scuola sarà completamente diversa, meglio sarà”. È quello che sosteneva Seymour Papert, uno dei pionieri dell’intelligenza artificiale, in una intervista del 1998.
Son passati diciassette anni da quell’intervista, ma da noi, sordi a convenienza, quelle parole profetiche non ci hanno sfiorato. Ma anche in questo Seymour Papert è stato profetico: Alcuni insegnanti, infatti, non vogliono cambiamenti, sono pigri, conservatori, mentre altri pensano, in buona fede, che il nostro modo di organizzazione della scuola, ereditato dal diciottesimo e dal diciannovesimo secolo, sarà valido anche per il ventunesimo.
Il ruolo dell’insegnante è cambiato. Non è più quello del maestro che fornisce tutte le parti della conoscenza, ma quello della guida, dell’adulto che gestisce le situazioni difficili dando consigli e stimolando l’alunno. Con la moderna tecnologia dell’informazione gli alunni possono imparare molto di più facendo, possono imparare ricercando e scoprendo da soli.
Ma questa è un’immagine della scuola del tutto diversa che trova anche nei genitori dei punti di ostacolo e causa l’infrangersi dei sogni di vecchi pedagoghi come Celestine Freinet che rifiutava il verbalismo della lezione come unico strumento di azione didattica e spingeva verso la ricerca di un continuo e proficuo scambio di esperienze tra i soggetti, con l’intento di trasformare la Scuola in una piccola comunità nella quale tutto era reso più efficace in linea con la modifica delle condizioni e degli stili di vita.

PER APPROFONDIRE

Il bambino e l’arco

La domenica sta diventando uno dei momenti più importanti dal punto di vista sociale. Le famiglie impegnate per tutta la settimana con il lavoro (o con la ricerca di questo, visto l’attuale periodo di crisi) e con la scuola, trovano nella domenica in momento ideale per riunirsi.
Ultimamente i centri di aggregazione più frequentati sono i centri commerciali che uniscono il piacere della riunione familiare con un po’ di shopping e se quest’ultimo non è necessario, quanto meno si apprezzano le belle cose esposte.
Il papà è attratto dal fucile sub che non ha mai avuto e che potrebbe servirgli in quella vacanza che attende da anni, in quei luoghi che ha sempre ammirato su internet. La mamma, invece, è attratta dagli occhiali da sole, belli, colorati, alcuni polarizzati, pronti per essere provati, fissando il momento con un selfie che si deve necessariamente postare immediatamente sui social network. E il figlio? Il figlio può concedersi un viaggio fantastico nel mondo del supereroe che ha visto in TV. Il reparto con arco e frecce è l’ideale per emulare il suo idolo e così, senza un reale controllo dei genitori, sceglie un arco della sua misura e quelle belle frecce al carbonio che sono molto più affascinanti di quelle con la ventosa adatte alla sua età.
Non c’è la maschera, ma poco importa … il gioco può cominciare lo stesso!
Bimbo, non puoi scagliare le frecce dentro il negozio, è pericoloso!” interviene interrompendo il gioco l’addetto alla sicurezza “Dove sono i tuoi genitori?
A questa richiesta spunta dal corridoio il padre, contrariato per l’interruzione dei suoi sogni; la mamma no, perché non ha ancora trovato la posizione giusta per il selfie!
Il padre, senza guardare negli occhi l’addetto alla sicurezza che ha il proprio figlio interrompendo il suo gioco, un po’ contrariato per l’interruzione dei suoi sogni, porge la mano al figlio e lo porta con se.
Rimango un po’ stupito dall’atteggiamento del genitore: niente ceffoni, niente voce alta. Fortunatamente (penso) qualcosa è cambiata in positivo nella nostra società: sta portando via in bimbo perché vuole spiegargli che quanto stava facendo era realmente pericoloso. Però senza urlare e, soprattutto, senza utilizzare le mani, adoperando il metodo della comprensione, perché il bambino ha il diritto di capire quello che stava facendo, ma con le dovute maniere.
Così il padre, camminando verso di me, comincia a spiegare al bambino: “Quante volte debbo dirtelo che devi stare attento a che non ti guardino mentre fai questi giochi, altrimenti ti scambiano per un ritardato. Forza vai là in fondo (indicando la parte opposta a quella presa dal responsabile della sicurezza) e stai attento a che non ti veda di nuovo”.

Devozione

Devozione” è il titolo che ho voluto dare a questa mia creazione fotografica. I toni caldi ed i fiori sull’altare della Madonna di Dinnammare (in siciliano “a Madonna i ‘ntinna a mari“) presenti anche nel nel mese di aprile, testimoniano la devozione verso Maria, in trono tra due delfini, che non è semplicemente legata ai festeggiamenti che prevedono un pellegrinaggio alla mezzanotte del 3 agosto.

PER APPROFONDIRE

La scala verso il cielo

Ogni volta che fisso un’immagine nella mia mente sono spinto a fare delle riflessioni. In questo scatto che ho realizzato, la mia mente mi ha portato a pensare alle difficoltà della vita, spesso in salita come una scala, alla bellezza della natura, che spesso sfugge al nostro sguardo, ed alla soddisfazione che si prova quando si raggiunge un traguardo.

Foto ed emozioni

Credo che una foto debba suscitare emozioni e, comunque, ognuno di noi riversa le proprie nello scatto. Mi piace questa foto che ho realizzato e che sto pubblicando oggi.
In questa vedo la forza degli alberi, i due tronchi (anche se abbattuti ed uno parzialmente bruciato), mostrano la forza della vita, mentre il ramo spinoso in mezzo a loro evidenzia le difficoltà, le invidie che tentano di incunearsi in questa forza.
La chiocciola, piccola vita, con i suoi colori affini al tronco ci spiega che in fondo, grandi o piccoli, possiamo coesistere senza sopraffarci.
Il verde della speranza talvolta e sfocato, ma rimane sempre davanti e con la sua ombra prova ad offrire riparo alla vita bruciata.

Un felice 2015

Come ogni capodanno, si fa la lista dei buoni propositi. Questi sono i miei per il 2015:

  • Svegliarmi presto e visualizzare la mia giornata;
  • Amare me stesso e nutrirmi in maniera sana e variegata;
  • Realizzare il “sogno” della singola giornata e sorridere;
  • Circondarmi di belle persone e regalarmi del tempo;
  • Ascoltare musica ed ammirare opere d’arte;
  • Imparare una cosa nuova;
  • Dare ed esserne felice senza attendere nulla in cambio.

Ovviamente tutto questo potrò metterlo in pratica da giorno 7 … e già temo che possa finire come le famose diete rimandate al lunedì successivo.

My 2014

Un anno difficile nel quale ho avuto bisogno dell’amore e dell’affetto di chi mi è stato vicino. Mi auguro che il 2015 sia più sereno per tutti.

Buone feste

Vigilia, il momento degli auguri. Dopo un anno difficile, ma ugualmente ricco di soddisfazioni, si arriva al 24 dicembre, stressati per l’acquisto dei regali, per i timori di dimenticare qualcuno degli amici nel classico giro di telefonate/sms …
Ed allora, in modo poco consueto per le mie abitudini, desidero augurare a tutti delle buone feste attraverso questo blog.
Che siano feste serene, lontane dalle malattie e dagli affanni, che possano rigenerarci tutti permettendo un buon avvio di anno.
Ai miei alunni desidero dire grazie, per il loro affetto, per avermi confermato ciò in cui credo. La Scuola non è un semplice scambio di informazioni e di conoscenze … è molto di più! È amicizia, voglia di vivere, scambio di emozioni.
A loro ed a tutti i visitatori di questo piccolo blog, desidero porgere i miei più sinceri auguri. Buone feste.