Archivi categoria: riflessioni

Basta didattica (o quasi)

La serenità è una cosa meravigliosa da sperimentare nella vita. Si può trovare in tanti modi diversi, ma alcune delle mie attività preferite che mi portano serenità sono la fotografia, la cucina e solo vivere la vita.
Niente più scuola significa che sono libero dallo stress dei compiti e degli esami.
Adoro potermi rilassare senza preoccuparmi di scadenze o voti; è come avere un peso sollevato dalle mie spalle!
Fotografare e cucinare sono attività che mi aiutano a trovare la pace dentro di me; Oltre che fotografare che mi fa vivere piacevolmente bene, c’è qualcosa di così terapeutico nel tagliare le verdure, mescolare le salse o cuocere le torte: mi aiuta a liberare la mente creando anche qualcosa di delizioso per gli altri.
Il semplice godersi la vita di tutti i giorni porta a me gioia e appagamento: passare il tempo con la famiglia e, di tanto in tanto, con gli amici; fare passeggiate nelle giornate di sole; leggere libri rannicchiati sotto le coperte: questi momenti ci danno il tempo di apprezzare il mondo che ci circonda e noi stessi.
La vita a volte può essere dura, ma quando ci sforziamo di trovare le nostre fonti di serenità in mezzo a tutto il caos, allora tutto sembra improvvisamente molto più luminoso!
Ecco perché nel mio blog parlerò sempre meno di didattica; sono stato d’aiuto a diversi colleghi, ho trovato piacevole condividere le mie conoscenze in materia e sono stato apprezzato per questo.
Continuerò a condividere ciò che appartiene al mio mondo in questo periodo perché non intendo smettere di aiutare, ma la didattica è un tempo superato per me.

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Abbiamo bisogno della luce

Crescita, connessione e gratitudine sono tre componenti essenziali di una vita di successo. Ma sapevi che la luce può svolgere un ruolo importante nel rendere possibili queste cose?
La luce è una delle forze più potenti sulla terra. Ha il potere di portarci gioia e felicità, oltre a creare connessioni con gli altri. Quando trascorriamo del tempo all’aria aperta o prendiamo parte ad attività come il campeggio o l’escursionismo, i nostri corpi assorbono la luce solare naturale che ci aiuta a sentirci pieni di energia per tutto ciò che verrà dopo. La luce solare naturale favorisce anche una crescita sana fornendo alle piante l’energia necessaria per la fotosintesi in modo che possano crescere radici forti e sane!
Ma non finisce qui; anche la luce gioca un ruolo importante quando si tratta di unire le persone. Pensa a quante volte sei stato fuori di notte sotto le stelle a condividere storie attorno a un falò: sono momenti come questo che aiutano a costruire relazioni tra amici, familiari, persino estranei! La luce aiuta a illuminare le conversazioni in modo che possiamo davvero connetterci senza che nessuna distrazione si frapponga e chissà dove potrebbero portare quelle conversazioni?
Infine, non dimentichiamoci della gratitudine: la luce ci permette di apprezzare più pienamente tutti i piccoli momenti della vita perché ci dà qualcosa di bello da vedere ogni giorno, sia che si tratti dell’alba sulle montagne o delle stelle scintillanti sopra le nostre teste di notte – riceviamo promemoria dalla natura ogni singolo giorno se guardiamo in alto abbastanza a lungo! Quindi non dimenticare: non importa quale tipo di oscurità ti possa venire incontro nel corso della vita, ricorda sempre che ci sarà sempre un qualche tipo di luce confortante che ti aspetta proprio dietro l’angolo se lo cerchi abbastanza bene.

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Alla ricerca dell’anno felice?

Sono i primi giorni del nuovo anno e, come spesso accade, tutti nutrono l’aspettativa di vivere un anno felice.
Non voglio ripetere che in tanti sbagliano poiché ciò che cercano è la serenità e non la felicità, ma desidero rimarcare che il periodo successivo di queste aspettative è la primavera.
Un qualcosa di ricorrente che ci fa smarrire ciò che abbiamo, la bellezza vicina e quanto di piacevole viviamo senza farci caso.
Felicità è diventata una parola d’ordine in questi giorni: la leggiamo su libri e quotidiani, la ritroviamo nelle campagne pubblicitarie, ma non riusciamo a trovarla nella nostra vita.
Proviamo a vivere una vita non nostra e cerchiamo di acquistare il prodotto che ci appaghi, ma continuiamo a leggere della guerra, degli strascichi della pandemia, dei problemi dell’economia e vivere i problemi sul lavoro, quelli sulla salute e i non meno determinanti come la scadenza delle bollette.
Non ascoltiamo più la musica perché attendiamo la buona novella al radiogiornale, cerchiamo la soddisfazione sul lavoro (spesso con la speranza di un aumento) e cerchiamo il famoso primario che possa metter fine alla nostra emicrania.
In sintesi bramiamo a ricompense ed incentivi che ci portino ad acquistare ciò che probabilmente non ci serve e ricadere nell’oscurità, senza renderci conto che la nostra “ricerca” della felicità si sta ritorcendo contro.
Il nuovo anno offre a tutti noi nuove opportunità per lasciare che la felicità accada senza preoccuparsene. In altre parole, il 2023 può essere l’inizio di tempi migliori se lasciamo che la felicità ne derivi (in modo autotrascendente) piuttosto che cercare di inseguirla .
Quindi smettiamo di cercare la felicità ed iniziamo invece a cercare il significato della serenità in ciò che ci circonda ed abbiamo già a portata di mano.

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La bellezza è relativa

Il brutto anatroccolo è una fiaba classica che è stata tramandata di generazione in generazione. Racconta la storia di un brutto anatroccolo che viene rifiutato dai suoi coetanei e fatica a trovare accettazione nella sua comunità. La favola serve a ricordare che la bellezza viene da dentro e ci incoraggia a guardare oltre le apparenze superficiali quando giudichiamo gli altri.
Viaggiare con la mente può essere visto come un’estensione di questa idea, permettendoci di esplorare i nostri pensieri e sentimenti più intimi senza essere giudicati o ostacolati da fattori esterni come la bellezza fisica o la ricchezza. Questo tipo di viaggio ci permette di scoprire ciò che veramente rende ogni persona unica e speciale, indipendentemente dal suo aspetto esteriore o dai suoi beni materiali. Abbracciando i nostri punti di forza individuali possiamo imparare come utilizzarli al meglio per la crescita e lo sviluppo personale, promuovendo allo stesso tempo relazioni significative con coloro che ci circondano che potrebbero non avere tutte le stesse qualità che abbiamo noi ma possiedono comunque un valore a sé stante.
La bellezza è spesso pensata in termini relativi solo agli attributi fisici; tuttavia, la vera bellezza è molto più profonda delle caratteristiche superficiali come età, razza, identità di genere, ecc. La vera bellezza viene dall’interno – si esprime attraverso la gentilezza verso gli altri, la generosità, l’umiltà, l’intelligenza e la creatività. Questi sono tratti che chiunque può sviluppare nel tempo se lo desidera, rendendo tutti capaci di raggiungere una “bellezza” reale e duratura, indipendentemente da dove provengano originariamente.
L’immagine inserita nel post è un mio elaborato digitale.

Chiuso per ferie

Niente sintesi di fine anno sul blog, nessun progetto per il 2023, solo calma e serenità per gustare in tranquillità le vacanze natalizie.

Ho perso il filo

Ritagliarci degli spazi di silenzio nei quali diamo spazio ai nostri sensi ci rende molto più consapevoli e sereni.
Se però il silenzio è causa di una ricaduta nel mondo frenetico, ci fa perdere la strada, ci fa allontanare dal nostro percorso di ricerca e dalla serenità, non va bene.
È il periodo che sto attraversando io, un momento che mi ha fatto perdere il filo del discorso nel mio blog.
Adesso ho preso una pausa progettuale e tornerò ad allontanare tutti gli elementi di disturbo che mi stanno impedendo di scrivere sul blog.
Ovviamente tutto con calma.

Ma le scuole sono sicure?

Appena iniziate le attività didattiche in molte regioni italiane e su varie testate giornalistiche torna l’incubo crolli.
Tra fra settembre 2021ed agosto 2022 si è avuta notizia di un crollo ogni quattro giorni.
Questi dati emergono dal XIX Rapporto “Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola” presentato ieri a Roma da Cittadinanzattiva.
Ben oltre la metà delle scuole non è in possesso del certificato di agibilità statica, né quello di prevenzione incendi ed oltre il40% è privo del collaudo statico.
Nessun commento, lascio ai visitatori del blog le proprie opinioni e la lettura del rapporto.

Lo scopo della vita è viverla

Ci siamo mai chiesti quanto tempo dedichiamo alla famiglia, al nostro hobby, alla nostra persona e ai nostri animali domestici?
Poco.
Se nel corso delle ore di fine lavoro, nel fine settimana o sotto l’ombrellone non facciamo altro che pensare alle mail, allo scambio di opinioni con un collega o alle “telefonate urgenti” da fare, non possiamo mai lamentarci dello stress e dell’allontanamento dalla serenità.
Così come negli allenamenti sportivi anche nella vita abbiamo bisogno di pause che non possono essere paragonate al caffè al bar con un collega mentre proseguiamo la conversazione sul lavoro.
La pausa è una interruzione ed è stata determinata dopo le attente valutazioni.
Se non facciamo “riposare” la nostra macchina, dormiremo sonni agitati, non riusciremo mai a cogliere il bello che ci circonda, non riposeremo mai bene e ci allontaneremo sempre più dalla serenità.
Eppure dall’indagine OCSE.Stat. pubblicata ieri emerge che gli italiani lo scorso anno hanno lavorato meno del 2010.
Eh si! Una persona stanca lavora male e meno (e spesso produce meno). Con la nostra condotta non facciamo altro che far male a noi stessi ed agli obiettivi che si intendono perseguire.
Eleanor Roosevelt, nel periodo in cui è stata la first lady degli Stati Uniti d’America, disse: “Lo scopo della vita è viverla, assaporare l’esperienza al massimo, raggiungere con entusiasmo e senza paura un’esperienza più nuova e più ricca“.

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È la salute che conta!

Sebbene solitamente abbiamo perseguito la felicità attraverso relazioni e religione, status, denaro e beni materiali, probabilmente il contributo più duraturo e potente alla nostra felicità è la qualità della nostra salute fisica.
La profonda influenza della salute sulla nostra capacità di essere felici è prontamente dimostrata in due modi: primo, il nostro stato di salute influenza fortemente il modo in cui ci sentiamo; in secondo luogo, la qualità della nostra salute fisica determina i limiti di ciò che possiamo fare.
La ricerca metabolica in evoluzione e le neuroscienze comportamentali offrono spunti ancora più precisi su come la nostra salute fisica regoli direttamente e indirettamente il nostro benessere emotivo.
In ogni momento, i nostri sentimenti e le nostre capacità funzionali sono il prodotto di una complessa interazione di processi che si verificano a livello dei nostri geni e dell’epigenoma , la capacità dei nostri organi e lo stato dei nostri ormoni e neurotrasmettitori.
Anche se le nostre emozioni ed i nostri comportamenti sono conseguenze di questi processi, sono contemporaneamente cause in un circolo vizioso o virtuoso della salute.
Oggi più che mai, sappiamo che la felicità è un gioco interiore, poiché la scienza ci aiuta sempre più con una comprensione crescente del corpo umano, la connessione tra mente, corpo e spirito riconosciuta dai filosofi secoli fa è spiegabile come un’interazione tra i nostri comportamenti e la biologia.

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Muoversi tra le acque agitate

Giorno 1 è arrivato il nuovo autunno meteorologico e per me il primo anniversario da pensionato (con altri amici e colleghi che si sono uniti).
Se pensiamo ad una vita divisa in capitoli, questo è il momento di una nuova sfida dopo il periodo di transizione.
In effetti il primo periodo è quello della conclusione del rapporto nel quale tra impegni burocratici e vecchi legami sembrerebbe che il “cordone ombellicale” non si voglia staccare.
Poi si accede nel periodo di transizione vero e proprio nel quale ci si confronta con la “nuova identità” ed il fragile impegno nella creazione di un’altra con i nuovi limiti che ci fanno temere di non aver raccolto sufficienti esperienze.
Eppure la vita ci guida continuamente verso ciò che dobbiamo imparare; gli errori sono lezioni da portare avanti se crediamo che lo siano. Fermarsi e fare il punto su tutto ciò che si è imparato si rende necessario per facilitare la chiusura e rendere più fluide le transizioni.
Ci sono lezioni importanti sulle relazioni, sui punti di forza, sulle debolezze e sulle passioni incorporate nel corso di una vita di lavoro.
Queste possono essere le nuove fondamenta per il prossimo capitolo; la saggezza personale acquisita può essere la zavorra per tenerci in piedi nelle acque agitate.