Archivi categoria: riflessioni

Il terzo dei volumi dedicati ai maestri di fotografia

È arrivato in edicola il terzo volume dei “Maestri di fotografia” e non lo potevo perdere. I suoi scatti in bianco e nero sono ormai diventati delle icone della fotografia, centosettanta sono attualmente esposti, fino al 24 febbraio, con grande successo a Torino nelle Sale dei Paggi della Reggia di Venaria.
Elliott Erwitt nato a Parigi, visse in Italia fino al 1938. Emigrò con la famiglia negli Stati Uniti d’America nel 1939 dove studiò fotografia al Los Angeles City College dal 1942 al 1944 e cinema alla New School for Social Research dal 1948 al 1950.
Questo volume, raccontato da Mario Calabresi, è ricco di una analisi tecnica curata da Alessia Tagliaventi, autrice e Docente di storia della fotografia. Come detto in altre occasioni, non sono un critico d’arte o di fotografia, desidero solo esprimere il mio modesto parere per suggerire l’acquisto di questo volume.
La foto a corredo del post è di Anna Ferrara che ringrazio.

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Siamo diventati “diversamente giovani”?

Un tempo a dicembre si cominciava ad attendere il Natale. Già nel primo periodo si vedevano i bambini per strada a fare i loro giochi tipici. Anche se con il maglioncino, la partita di calcio, il rimpiattino, la campana non glieli toglieva nessuno. Le guance erano rosse, non si sa bene il perché: per il caldo generato dal gioco o per il freddo che si sentiva nell’aria? In lontananza si vedeva il fumo dell’ultimo venditore di caldarroste che spesso ne prendeva una palettina e la regalava al bimbo che stava li ad ammirarlo. Prendeva la carta ruvida, la accartocciava a “cannolo” (come lo chiamavamo noi), ne metteva due o tre e le porgeva. Chi era timido abbassava lo sguardo, chi non lo era afferrava il regalo e scappava via urlando solo grazie.
Quando il tempo era poco clemente, si stava sulle scale di casa insieme agli amici ad attendere gli assenti ed a raccontarsi i propri desideri per il Natale: le costruzioni, il gioco di componentistica, il nuovo modello scala 1:43 dell’automobilina. Poi passava il padre di qualcuno dei presenti e regalava la famosa scatola metallica di liquirizia, raccomandando di essere a casa per l’ora di pranzo.
Adesso la domenica è riservata agli acquisti nel centro commerciale ed i giorni festivi antecedenti alla grande festa sono proprio diversi. Dal mezzo di quella marea di auto parcheggiate passano le famiglie che si recano a fare gli acquisti. Anche se abbigliate in modo diverso, sembrano tutte uguali. Il padre è quello pensieroso, di umore grigio, che cammina con lo sguardo nel vuoto e che, di tanto in tanto, bisbiglia al figlio di stare attento alle macchine che escono dal parcheggio. La madre è quella truccata, ma ancora con gli occhi gonfi dal sonno che ha perso per incipriarsi; tiene lo smartphone in mano, in attesa del messaggio dell’amica che le rivelerà cosa ha ricevuto in regalo dalla raccolta a premi e che “scruta” sui social l’ultima novità del mercato. Il figlio è l’unico entusiasta che non vede l’ora di poter scegliere i propri regali da ricevere subito, senza attendere che quel signore anziano vestito di rosso possa scendere dal camino a portarglielo. Si, il bambino sa che quel signore non esiste e poi non potrebbe scendere dal camino visto che a casa sua non c’è, lo hanno persino detto in televisione.
Dentro il centro commerciale è ancora peggio. Il padre sta appoggiato al carrello, impugnando il suo telefonino. Non si ferma neppure al reparto bricolage, sa che non ha più il tempo per realizzare la cornice del quadro che desiderava appendere nel salone; poi si rende conto che giù in cantina il quadro si sarà già rovinato e che conviene informarsi sul giorno della settimana in cui la nettezza urbana potrebbe passare a prenderlo. La madre, invece, ha già adocchiato la presina per le pentole che potrebbe sostituire quella regalata alla suocera lo scorso anno, ma il tempo è tiranno e non ci si può fermare in quel reparto quando si deve necessariamente correre al settore calzature per sostituire le scarpe acquistate la settimana scorsa e già passate di moda o alla telefonia per scambiare il proprio cellulare acquistato già quasi trenta giorni fa e privo della fotocamera all’ultimo grido. Il figlio, prima sorridente, è già in crisi, perché il papà ha giudicato superfluo l’acquisto dell’ennesima maglia numero dieci che vuole esibire alla prossima seduta di allenamento della scuola calcio e la mamma ha ritenuto stupido e da bambini piccoli l’acquisto di quel puzzle insistendo sulla scelta di un nuovo paio di scarpe da tennis alla moda che possono far invidiare i compagni di classe.
All’uscita l’umore precipita. L’uomo, dietro il carrello, ha difficoltà a vedere la strada che conduce alla macchina parcheggiata, ma riesce a nascondersi bene dietri gli acquisti e coprire i suoi pensieri rivolti alle ore di straordinario che si dovranno fare. La moglie è affranta dal non essere riuscita a trovare la taglia giusta per quel capo d’abbigliamento che avrebbe potuto indossare l’indomani in ufficio; la colpa è di quella palestra che in sette giorni non è riuscita a farle perdere quel peso in più. Il figlio è in lacrime perché il mancato acquisto della fascia tergisudore lo farà sfigurare al prossimo allenamento ed è un po’ preoccupato che i jeans strappati appena impacchettati possano provocare un’interrogazione a scuola, cosa che era riuscito ad evitare grazie alle doti mimetiche maturate.
Certamente l’attesa del Natale è diversa da qualche anno fa, ma ricordiamoci che questa società l’abbiamo cambiata noi. È stato un errore o siamo diventati “diversamente giovani”?

Cos’è per me la fotografia?

Cos’è per me la fotografia? Spesso mi pongo questo quesito perché in passato la foto era soltanto legata ai miei viaggi o ai ricordi di famiglia. Quegli scatti che si fanno per bloccare quel momento, per averne ricordo in futuro. Poi ho cominciato a scattare per documentare un mio articolo, per arricchire quanto scrivevo, per provare a dare un’idea di quanto vedevo. Poi è tornato il periodo in cui era indispensabile per me ricordare un momento dello sport o della vita vissuto da me o dai miei cari (intendo familiari ed amici).
Adesso è il periodo in cui scatto per distendermi, faccio le foto soltanto per me e desidero che rappresenti per me un ricordo di quel momento, legato ai pensieri o i sogni che son passati per il mio cervello in quel minuto, senza preoccuparmi dei commenti o di apparire sui social, contrastando le differenze tra la vita reale e ciò che le persone condividono sui social media che ultimamente spingono le persone ad affacciarsi provando a guadagnarsi un momento di gloria.
Ecco, in questo momento della mia vita desidero concentrarmi per far si che questa mia passione possa aiutarmi ad aprire il mio cuore e fissare meglio nella mia memoria quel momento. (foto scattata da me “Una sguardo sul lago”)

Il secondo dei volumi dedicati ai maestri di fotografia

È arrivato in edicola il secondo dei volumi dedicati ai maestri di fotografia. Questo volume, raccontato da Mario Calabresi, scrittore e giornalista, attuale Direttore de “La Repubblica”, conta sull’editor Alessia Tagliaventi, autrice e Docente di storia della fotografia che attualmente insegna presso l’Istituto Europeo di Design di Roma, parla di Alex Webb, membro di Magnum Photos dal 1979, noto per le sue fotografie a colori vivaci e complesse.
Webb ha esposto in musei di tutto il mondo, tra cui il Whitney Museum of Art di New York, il Metropolitan Museum di New York e l’High Museum of Art di Atlanta, in Georgia. Nel 2007 è stato insignito del Guggenheim Fellowship. Ha collaborato tra gli altri a Geo, Time, National Geographic e The New York Times Magazine.
Questo libro che sto leggendo è assolutamente da non perdere. Tra le sue pagine possono essere apprezzate le foto ricche di colori che posseggono una forza narrativa straordinaria.
Non sono un critico d’arte o di fotografia, desidero solo esprimere il mio modesto parere per consigliarvi l’acquisto di questo volume.

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Uno speciale dedicato al nudo

È da ieri in edicola il numero speciale de “Il fotografo” dedicato a nudo. Con questo magazine speciale ha inizio la nuova collana realizzata da Sprea che sarà dedicata ai grandi temi della fotografia. Ogni fascicolo sarà un volume rivolto alla presentazione ed all’analisi di un genere fotografico nelle sue diverse interpretazioni.
Nel nudo, ancor più che in altri generi fotografici, è facile passare i limiti della banalità e della volgarità.
Banco di prova per molti fotografi, la fotografia di nudo non lascia indifferente nessuno ed è per questo che consiglio la lettura di questo speciale.

Nikon P1000, finalmente sono riuscito a vederla

Finalmente ieri, dopo una lunga attesa, sono riuscito ad impugnare una Nikon Coolpix P1000. Una bella fotocamera che in questo ultimo periodo ha attirato la mia attenzione. In questo post mi limito a riportare le mie impressioni, lasciando a fotografi più esperti e qualificati le recensioni più dettagliate e precise.
La mia curiosità è sorta grazie ai pareri discordanti letti su internet nei quali si legge alcune cose ed il loro opposto.
È chiaro che ognuno di noi riporti nei post le proprie emozioni e le proprie aspettative e che queste tendano ad allontanare il lettore dalle proprie e, soprattutto, possano confondere sulle scelte da seguire.
A mio parere si deve partire dal fatto che la fotocamera in questione è una bridge e che uno degli scopi che mi spingono al suo acquisto è quello di portare un solo strumento nelle mie passeggiate o nelle gite fuori porta ad ammirare la natura e le bellezze offerte ai nostri occhi che spesso mi piace condividere con gli amici sui social.
È chiaro, quindi, che non posso che apprezzare il mirino elettronico ad altissima definizione che offre una chiara e dettagliata visione dello scatto persino in condizioni di intensa luminosità. Inoltre, il monitor LCD punti può essere inclinato e girato in quasi tutte le direzioni facilitando anche i limiti dettati dalla mia posizione di scatto.
Anche se di Kg.1,4, mi ha colpito la maneggevolezza. Sono riuscito ad impugnarla con facilità e gli occhi son caduti sul flash incorporato sollevato che permette il suo utilizzo in ambienti ombrosi o quando il soggetto è in controluce.
Altra cosa che ha attirato la mia attenzione è la presenza di due controlli per lo zoom la cui regolazione nella schermata di ripresa permette la visualizzazione dell’indicatore zoom e della lunghezza focale.

Il primo dei volumi dedicati ai maestri di fotografia

In questi giorni è in edicola il primo dei volumi dedicati ai maestri di fotografia dedicato a Sebastião Salgado, uno dei maggiori fotografi contemporanei, più volte nominato fotografo dell’anno.
Il volume, raccontato da Mario Calabresi, scrittore e giornalista, attuale Direttore de “La Repubblica”, conta sull’editor Alessia Tagliaventi, autrice e Docente di storia della fotografia che attualmente insegna presso l’Istituto Europeo di Design di Roma.
Questo libro che sto leggendo è assolutamente da non perdere. Il solo osservare le foto di Salgado riempie di emozioni, di pensieri, di riflessioni. I suoi scatti mostrano a tutti i gironi infernali nei quali vivono alcuni degli abitanti della terra, gironi nei quali prevale il sopruso e la violenza; altri scatti nei quali si evidenzia qualcosa di bello che riporta alla magia dei luoghi e della vita degli esseri umani.
Non sono un critico d’arte o di fotografia, desidero solo esprimere il mio modesto parere per evidenziare la necessità di consigliarvi l’acquisto di questo volume.

Uno spazio mio, non altro

È da un poco che non scrivo sul blog. Ricordo a tutti i visitatori che il mio non è uno spazio scientifico o informativo, è solo un diario online dei miei hobbies, delle cose che mi piacciono in un determinato periodo della vita. Il mio scopo non è quello di aumentare i visitatori o di scambiare opinioni sulle loro critiche, è soltanto quello di scrivere sulle cose che mi va di scrivere e se possono servire a qualcuno che ben venga a visitare questo spazio web.
Nell’ultimo periodo ho smesso di scrivere dicevo, ma anche di fotografare, di leggere un libro … talvolta non mi va neppure di leggere un quotidiano. Mi sento svuotato, esausto e l’unica cosa che gradisco è di riconciliarmi con la Natura, di smettere di considerarmi un intellettuale occidentale, di distaccarmi dalla società in cui vivo, di evitare di farmi contagiare da pensieri che evidenziano il calo di cultura, da chi ama la natura e butta la carta per terra, da chi ama gli animali e non si preoccupa di raccogliere le deiezioni del suo, di chi si compra l’ultimo smartphone di grido e non riesce ad osservare il barbone che con poco vive meglio di lui, di chi parcheggia sullo scivolo dei diversamente abili perché chi è sulla sedia a rotelle può tranquillamente attendere ad attraversare la strada che il proprietario dell’autovettura compri il pane prima.
So che questo post non cambierà il mondo, ma intendevo solo giustificare questa mia prolungata assenza. La foto a corredo di questo articolo è frutto di una mia sosta ad ammirare una farfalla felice di apprezzare quanto la natura le sta fornendo e vivere il momento bello della sua breve esistenza.

Fermarsi un po’

Fermarsi un po’ e regalarmi del tempo, così come ascoltare musica ed ammirare opere d’arte, fanno parte dei miei buoni propositi per il 2015, ed in questa prima parte dell’anno credo di averli centrati e di aver migliorato un po’ della mia vita.
La fotografia mi sta aiutando tanto in questo, mi permette di ammirare opere d’arte e regalarmi del tempo. Questa foto scattata da una panchina fa comprendere come una piazza tanto trafficata nel corso della giornata possa diventare la sera un’oasi ricreativa per ammirare ciò che durante il giorno sfugge all’occhio umano.

Una reflex interessante

L’acquisto di una fotocamera nuova sta diventando per me un momento assolutamente impegnativo. Gli amici consigliano, però il prodotto da acquistare deve rispondere alle mie necessità ed al mio modo di vivere la fotografia.
La mia attenzione ultimamente si sta concentrando sulla Nikon D5500. Leggera e potente, questa sottile DSLR con funzionamento touchscreen familiare consente di ottenere di più dalla fotografia.
Eccezionalmente compatta e comoda da maneggiare, la Nikon D5500 permette azioni in rapido movimento in situazioni difficili per la scarsa illuminazione. Il sensibile touchscreen ad angolazione variabile garantisce un’azionamento intuitivo e, grazie al Wi-Fi integrato, è facile condividere le proprie foto di alta qualità con uno smart device.
Ci sto pensando …