Archivi categoria: riflessioni

Soffermiamoci a pensare a chi vive in gabbia

In gabbia” è il titolo che ho voluto dare a questo scatto. Siamo felici di poter ammirare animali che non vediamo di consueto, ma chi di noi si è soffermato a pensare al disagio di un grifone, abituato a volare alto e libero, che si ritrova in una gabbia nella quale non fa neppure fatica a procurarsi il cibo, tanto lo alimentano con una periodicità da vademecum.
In questo periodo anch’io mi sento in gabbia, con molti limiti a scattare foto e poca libertà di movimento. Certo conto sulla presenza di amici veri che scambiano con me qualche chiacchierata, ma anche il grifone che sta con gli amici pensa al volo, al piacere di planare ad alta quota, alla gioia di vedere tutto dall’alto.
Sono contento di trovare la spinta per scrivere sul blog, di parlare degli amici vicini, ma il mio desiderio è quello che più persone possano pensare al disagio che si prova con le limitazioni. Soffermiamoci sugli anziani, sui malati, sui diversamente abili; smettiamola di dire a chi ha difficoltà di deambulazione che ci sono casi peggiori, smettiamola di dire a chi sta poco bene di essere felice per le ore trascorse a letto, smettiamola di pensare che quel parcheggio giallo permette l’accesso al supermercato da un posto più vicino all’ingresso. Pensiamo alla gabbia che limita la possibilità di volo ed al peso che queste persone debbono sopportare per trasportare questa “gabbia” sulle spalle.

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Una cartolina da Monforte la mando

Giorno 2 giugno avrei partecipato con piacere all’evento “Cartoline da Monforte“, ma non mi è stato possibile. Ieri, proseguendo il mio cammino alla ricerca della serenità ho trascorso un po’ di tempo a Monforte, a respirare un po’ di aria pura ed ho voluto fare la mia cartolina, anche se con il cellulare.
Ho trascorso un onomastico sereno ed una cartolina ricordo la voglio mandare agli amici che seguono il blog.

Sant’Antonio, il Santo amato dai messinesi

Oggi il calendario segna come Santo del giorno Sant’Antonio, uno dei Santi più amati dai messinesi ed in città sono attesi migliaia di pellegrini.
L’attuale santuario fu costruito dopo il terremoto del 1908 al posto della precedente chiesa, per volontà del messinese Sant’Annibale Maria Di Francia, fondatore della congregazione dei Rogazionisti.
Anche quest’anno migliaia di messinesi e devoti assisteranno ad un grande spettacolo. Nel corso dell’evento “Notte bianca per Sant’Antonio”, giunta alla VIII edizione, si svolgeranno iniziative di arte, cultura, sport, musica, spettacoli e artigianato.
Lo scorso anno, per ovvi motivi, sono stato per la prima volta assente e, temendo di essere assente anche in questa occasione, questo post desidero inserirlo nel mio blog per ringraziare proprio i due Santi (Sant’Antonio e Sant’Annibale Maria Di Francia) che mi hanno aiutato tantissimo nei miei momenti difficili.
Oltre all’evento “Notte bianca per Sant’Antonio”, che si svolgerà dalle 20:00 di sabato 15 giugno fino alle 2 di giorno 16, mi preme ricordare che domenica, alle ore 11:00, ci sarà il Solenne Pontificale celebrato da S. E. Mons. Giovanni Accolla Arcivescovo di Messina ed alle 19:30 S. E. Mons. Cesare Di Pietro, Vescovo Ausiliare, presiederà la Processione del Santo, con il Carro Trionfale ed il Reliquiario di S. Antonio, donato della Basilica della città di Padova a quella messinese, come segno di comunione e gemellaggio in nome della grande devozione al Santo taumaturgo.

Temo per il nostro futuro

Come spesso detto, mi piace leggere dai libri alle riviste e nel tempo libero provo a curare il mio blog. Venerdì mi è arrivato l’ultimo numero di un giornale che leggo con piacere, il mensile di 50&più, e mi ha colpito l’intervista di Giulia Valdannini ad un politico che ammiro il quale ha espresso un pensiero sul quale rifletto da tempo (che rappresenta il titolo dato al colloquio): “Vince solo chi sa imparare … per superare questo presente, bisogna capire come ci si è arrivati”.
Questo è un motivo che ha sempre caratterizzato la mia vita sin da piccolo. Anche se con parole diverse i miei genitori, soprattutto mio padre, e tanti dei miei insegnanti, in particolare “u Zu Saru”, Docente di italiano e storia alla scuola superiore, mi hanno sempre spinto a farlo.
Adesso che sono giunto ai sessanta mi chiedo se i giovani di oggi, con i mezzi a loro disposizione, riescono a fare una lettura approfondita su come siamo arrivati a questo presente.
Quando ho cominciato a fare le prime ricerche che allora si facevano anche alle elementari, il Maestro ci spiegava di arricchirle con i disegni degli argomenti trattati, metodo che ho continuare a seguire, rendendolo sempre più ricco, alle scuole medie. Tutto questo mi è servito per leggere più informazioni sugli stessi argomenti, mi ha aiutato a definire meglio i disegni che facevo e mi ha spinto a scrivere con parole mie quello che apprendevo.
La mia prima tessera della biblioteca “Tommaso Cannizzaro” l’ho avuta a 9 anni ed il personale in servizio mi ha insegnato a leggere le schede di archivio per trovare i testi che mi servivano. Andando avanti nel tempo, tralasciando il periodo intermedio, ho avuto l’esigenza di fare la tessera della biblioteca dell’Università di Reggio Calabria per poter portare avanti la mia ricerca su Le Corbusier e dovendo tradurre dei testi dal francese ho rinforzato la mia necessità di conoscere le lingue.
Detto questo mi fermo ad osservare ed ascoltare quanto accade intorno e vedo che i ragazzi si lamentano della ricerca assegnata, la fanno fare ai loro genitori che stampano la pagina web sull’argomento trovata in testa nel motore di ricerca e pinzano con la cucitrice la pagina sul quaderno perché utilizzare la colla è troppo faticoso; ovviamente buona parte della classe arriva con lo stesso risultato dall’insegnante che rimarca che quanto fatto non è una ricerca ben curata e dopo aver chiesto loro i contenuti del “lavoro” consegnato, ottiene il silenzio assoluto in quanto pochi o nessuno hanno letto un rigo di quanto stampato.
Nel concludere queste riflessioni domenicali non posso che augurarmi che quanto letto nell’intervista proposta dal mensile possa avvenire e che in futuro la nostra nazione possa sfruttare al meglio le proprie potenzialità correggendo i propri limiti. Purtroppo vedendo tanti giovani con il telefonino in mano, uno accanto all’altro senza scambiare una parola, che sovrappongono la musica ascoltata dal telefonino in quanto ognuno di loro vuole imporre il proprio gusto alle persone vicine, temo per il nostro futuro.

Una tranquilla passeggiata in acque serene

Si avvicina l’estate e, come spesso accade in primavera, si fanno le grandi pulizie. Come anticipato giorno 3 giugno, mi sono dedicato alla “scrematura” dei social. Fuori da sessantasette gruppi ed alcuni “amici” azzerati.
Stanco della conflittualità generata dagli “acciappalike”, di gruppi che esprimono poco, delle solite “bufale” condivise solo per avere la superiorità di aver condiviso per primo (senza neppure avere attenzione per ciò che si posta) e dei post da campagna elettorale che ti riempiono delle solite vane promesse.
Non esco dai social perché ci sono ancora tante persone e tanti gruppi validi e stare a contatto con gente sincera e positiva è un bene che gli “acciappalike” non riusciranno a toglierci (almeno lo spero).
Adesso ci rimane una tranquilla passeggiata in acque serene (foto a corredo del post “Il simbolo dell’abnegazione nel lago” scattata da me)

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Pulizia sui social

Da diverso tempo meditavo di lasciare i social ed oggi, ricorrenza della Madonna della Lettera, Patrona di Messina, ho cominciato a fare un po’ di pulizia uscendo fuori da alcuni gruppi, eliminando alcuni “amici” e rimuovendo dal telefonino le app correlate.
Adesso mi sento più leggero, ma l’operazione proseguirà …

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“Bellezza e spine”

Oggi si svolgerà l’evento “Cartoline da Monforte“, manifestazione alla quale avrei voluto partecipare, però come si sa, insieme alle cose belle, spesso ci sono le spine. Così, anche se è una giornata di festa che avrei trascorso volentieri con amici e fotocamera, rimango a casa preso dagli impegni professionali di fine anno scolastico.
Pazienza, io mi sono dedicato a qualche scatto rivolto alla parte bella ed ho tirato fuori questo scatto, forse modesto, ma che fa trasparire i miei stati d’animo.

“Inimitabilmente Frecce” per la festa della Repubblica

La Repubblica Italiana compie oggi 73 anni. Nel 1946, infatti, questo stesso giorno, attraverso un referendum istituzionale, all’indomani della Seconda Guerra Mondiale, si sancì il passaggio dalla Monarchia Costituzionale alla Repubblica Parlamentare.
Per questo anniversario ho deciso di pubblicare nel mio blog un vecchio scatto del 2017, “Inimitabilmente Frecce“, dedicato alle Frecce Tricolori, il cui nome per esteso è Pattuglia Acrobatica Nazionale, che oggi sorvoleranno l’Altare della Patria.

All’inseguimento dell’insetto verde

Ho voluto dare il nome di “All’inseguimento dell’insetto verde” a questo scatto non per parafrasare il noto film diretto da Robert Zemeckis ed interpretato da Michael Douglas e Kathleen Turner, ma soltanto perché nel fare una passeggiata distensiva, mi sono soffermato a pensare alle difficoltà riscontrate durante il viaggio che, nel film, viene fatto dalla scrittrice e dall’avventuriero che scoprono uno straordinario smeraldo.
Ritengo che non dovremmo inseguire qualcosa che riteniamo preziosa, dovremmo semplicemente soffermarci a guardare ciò che di prezioso e bello è vicino ai nostri occhi.

Non faccio il pappagallo

Spesso si usa il termine “non fare il pappagallo” rivolgendosi a chi imita meccanicamente gesti e parole di altri. Nel mio cammino alla ricerca della serenità, sto scattando qualche foto in più agli animali, fermandomi ad osservarli, a comprenderli, senza una base scientifica, ma semplicemente rilevando le mie riflessioni, i miei pensieri.
Ho visto questo uccello bianco, credo con una forma di albinismo, che mi ha fatto immaginare le sue riflessioni su chi osservando molti aspetti degli altri pappagalli, incluso il caratteristico becco di forma ricurva, pensava solo ad evidenziare l’assenza di colori vivaci nel suo piumaggio ed il suo silenzio, ben lontano dalle aspettative di molti che parlano o si muovono attendendo la ripetizione di ciò che è stato fatto.
Lui indifferente, rimaneva sul suo ramo, senza prendere il considerazione i suoi osservatori. È per questo che ho deciso di dare come nome a questo scatto “Non faccio il pappagallo”, evidenziando il distacco del soggetto fotografato rispetto alle aspettative della gente, sereno, per nulla turbato dalla stupidità e dalla superficialità, provando ammirazione per la sua indifferenza che non permetteva ad altri di incidere in alcun modo nel suo vivere.