Archivi categoria: scienze

Dormire di più per alimentarsi meglio

Uno studio del 2022, pubblicato a marzo sul numero 43 della rivista “Sleep“, ha esaminato l’effetto della perdita di sonno sulle preferenze alimentari degli adolescenti. I ricercatori Kara McRae Duraccio, Caterina Whitacre, Kendra N Krietsch, Nanhua Zhang, Susanna Estate, Prezzo Morgan, Brian E Saelens, Dean W Beebe, hanno scoperto che tra gli adolescenti che riposano intorno a 6,5 ore a notte, c’era un consumo maggiore di zuccheri e carboidrati aggiunti e un consumo minore di frutta e verdura.
Una volta mangiati i cibi malsani, il deficit di sonno sembra rendere più difficile per il corpo elaborarli. In particolare, il debito del sonno è stato collegato a maggiori problemi nel gestire il glucosio nei nostri pasti. Ciò può significare livelli più elevati di zucchero nel sangue per periodi di tempo più lunghi, entrambi pericolosi per la salute generale e del cervello.
Nell’immagine a corredo, sulla sinistra, la copertina della raccolta di articoli accademici.

Riequilibrare la postura

Se leggendo i miei post sul cammino alla ricerca della serenità, si pensa che una giornata all’aperto con la fotocamera possa essere la via da percorrere, mi sento di aggiungere che è una condizione emotiva individuale caratterizzata, a livello interiore ed esteriore, da tranquillità e calma non solo apparente; un equilibrio psico-fisico che va ricercato in più aspetti della vita quotidiana.
Il lungo periodo di restrizioni, anche se condotto sufficientemente bene, è possibile che abbia creato delle influenze di squilibrio.
Alcuni amici avvertono dolori al collo, mentre altri accusano mal di schiena; in entrambi i casi uno del motivi scatenanti è da ricercare tra i nostri atteggiamenti posturali devastati da maggiori periodi di lettura, navigazione in rete, ore trascorse tra le nostre piante ed i fornelli della cucina ed altre cose simili.
Personalmente mi son dedicato inizialmente agli esercizi di respirazione che in passato ho trattato dopo una ricerca con relatore il Prof. Prestipino (Tecnica generale dell’Educazione Fisica) ed adesso mi son “trasferito” nelle mani di un Collega (Salvatore) al fine di riequilibrare la mia postura e sistemare gli squilibri muscolari che si sono generati.
Ovviamente nel rispetto della scelta dello “Slow living”, il mio impegno è di due ore settimanali alle quali sto abbinando un minore impegno in minuti a quelle attività che nel periodo di lockdown mi hanno tenuto impegnato in attività psichica (la lettura sostanzialmente).

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Occhi puntati sulla ISS

Questa sera la Stazione Spaziale con Samantha Cristoforetti a bordo passerà alle 21:52 sopra l’Italia.
Con il cielo pulito che si prevede si potrà osservare il luminoso transito della Stazione Spaziale Internazionale da nord/ovest a sud/est.
Chi non proverà a fotografarla potrà sempre ammirarla o provare ad ammirare il nostro Paese attraverso la ISS High Definition Live Streaming Video of the Earth (HDEV).

Broccoli, pieni di vita

Sto proseguendo il progetto “Alla ricerca del gusto” che non rappresenta una panoramica di “Food Photography”, ma un ritrovare il gusto delle vecchie tradizioni.
Ieri nello spazio dedicato al progetto ho inserito un classico piatto stagionale: i “broccoli a vapore”.
I broccoli indicano che la primavera è ufficialmente arrivata, ma come alimento oltre a mantenere i nostri cervelli acuti sono anche famosi per far rivivere i nostri livelli di energia, lasciandoci sentire più pieni di vita.

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Alla ricerca del gusto

Con l’arrivo della pandemia e delle restrizioni vissute ho ritrovato una delle mie vecchie passioni: la cucina tradizionale.
Certo che per il nostro benessere ci stiamo nutrendo di cibi salutari e ci siamo allontanati dalle vecchie tradizioni per ridurre le problematiche che scaturiscono da una alimentazione ricca di zuccheri, grassi, sale e spezie varie. Ma non sempre la cucina popolare è qualcosa che fa male. “U picca non basta e u troppu suvecchia” si dice dalle nostre parti (tradotto: “il poco non basta, ma il troppo è spesso eccessivo [o eccedente]”), quindi è opportuno sapersi controllare.
In passato ci cibavamo di prodotti locali in un periodo dell’anno diverso dagli altri. Questo permetteva ad i nostri nonni di mantenere un corretto equilibrio.
Con l’arrivo della “globalizzazione” rischiamo di assumere alimenti che alle origini non facevano così male in quanto inquadrati in una alimentazione più o meno bilanciata. Oggi con i mix che generiamo rischiamo veramente di strafare.
Così come il primo album fotografico “Food Photography da quarantena” ho deciso di proseguire con il progetto “Alla ricerca del gusto” ed anche in questo caso non si tratta di una vera e propria “food photography”, ma di una raccolta di scatti che servono a mantenere viva la tradizione.
Chiaramente sono scatti lontani nel tempo e non il risultato dello stesso pasto o della dieta settimanale.
Ho voluto avviare la raccolta di scatti (progetto) dal salame Sant’Angelo IGP uno degli alimenti che mi piace maggiormente.
Il prodotto ha una storia molto antica. Nell’XI secolo, infatti, i Normanni introdussero nuovi usi nel territorio siciliano tra cui la carne suina, in contrapposizione alle consuetudini imposte dai dominatori arabi per i quali l’uso della carne di maiale era proibito.
Nel tempo, Sant’Angelo di Brolo (ME) è stato custode geloso di una tradizione unica in Sicilia. La riprova si legge in numerosi documenti tra cui una delibera della metà del XIX secolo, che introduceva il “balzello” (bazzeddu in siciliano), una imposta sulle produzioni di maggior interesse economico, fra le quali il salame.
Negli stessi anni si può trovare anche l’introduzione del “Rivelo“, una pratica simile ad una odierna autocertificazione, che obbligava i produttori a dichiarare sia il luogo di conservazione del salame che le quantità prodotte.
Il Salame S. Angelo IGP è un prodotto di salumeria, insaccato, a grana grossa, la cui zona di produzione è situata nel territorio del comune di Sant’Angelo di Brolo in provincia di Messina, nella regione Sicilia.

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Il piacere di scoprire la natura

C’è chi ha utilizzato il lungo periodo della pandemia per stare a contatto con la natura in sicurezza.
È stato piacevole leggere il dossier di otto pagine pubblicato sul Focus Junior n°219 di questo ragazzino amante della natura che con il supporto del padre e della sorella ha scoperto questa bella attività all’aria aperta che ha potuto raccontare attraverso il suo canale Youtube.
Suggerisco una visita ai visitatori del mio blog; personalmente mi sono iscritto a questo canale che seguirò con molto piacere.

Fotografia o digital art? Soltanto lettura del meteo

Da qualche tempo mi viene chiesto il software che utilizzo per sostituire il cielo. Ma stiamo parlando di fotografia o digital art?
Certo faccio post-produzione nel miei scatti, ma se voglio tenere un ricordo preferisco utilizzare il cielo “naturale”, perché nello scattare ho provato delle emozioni legate alla giornata vissuta non a quella immaginata.
In molti dei miei scatti, soprattutto quando ci sono dei “cirri” che mi fanno innamorare, faccio in modo che rientrino nella composizione.
Credo che ci siano persone che si fanno sopraffare dalle novità e ricadono nell’eccesso.
A ma la fotografia sta dando tanto e tra le cose “donate” c’è l’osservazione delle previsioni meteo.
I cirri, le mie nuvole preferite, si formano molto in alto nell’atmosfera, sono sottili (composte da cristalli di ghiaccio che cadono) e sono trasportati orizzontalmente dai venti che si muovono a velocità differenti permettendo a queste nuvole di prendere le famose forme ad uncino.
Comprendere quando ci potrà essere una formazione di cirri fa parte delle mie caratteristiche perché il cielo è la tela più astratta e dinamica che un fotografo possa avere a disposizione e mi piace utilizzarla per continuare ad avere il piacere di stare in natura per scattare.

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Le stagioni del cervello

Oggi si celebra la giornata delle malattie neuromuscolari (giunto alla quinta edizione), progetto ideato e sostenuto dalle associazioni laiche e dalle associazioni scientifiche (AIM e ASNP) che si occupano di malattie neuromuscolari e rivolto ai pazienti e alle loro famiglie.
Saranno affrontate tematiche di interesse comune anche con neurologi, fisiatri, pediatri, medici di medicina generale, neuropsichiatri infantili, fisioterapisti, biologi, genetisti, infermieri, psicologi, esperti di gestione pubblica della disabilità.
L’evento di oggi trova la sua naturale prosecuzione lunedì 14 marzo con la “Settimana Mondiale del cervello” nella quale prenderanno vita “Le stagioni del cervello”, una serie di incontri in presenza o in modalità virtuale.
Oggi a Messina, sempre sulla stessa tematica si terrà un incontro coordinato dal Prof. Antonio Toscano (UOC di Neurologia e Malattie Neuromuscolari – AOU Policlinico di Messina – Centro di Riferimento Regionale per le Malattie Neuromuscolari Rare – AOU Policlinico di Messina).
Maggiori informazioni su neuro.it

Pensiamo positivo

Da pensionato ho un tempo maggiore per leggere; certo non leggo di più, ma posso farlo con maggiore piacere ed attenzione.
Ieri ho letto con piacere sul “Corriere della sera” l’articolo di Andrea Segré “Sul cibo sprecato, italiani virtuosi …” (ieri in edicola).
In questo periodo in cui le notizie sulla pandemia si alternano e le persone continuano a lamentare l’impossibilità di socializzare, si rischia di rimanere schiacciati tra ciò che si legge (e qui dovremmo chiederci se i lettori prestano attenzione a quello che leggono) ed i timori personali.
Sono certo che se fossi rimasto in servizio avrei sicuramente parlato di questa novità introdotta dalla pandemia che ci ha spinti ad una maggiore attenzione agli sprechi alimentari ed alla rivalutazione del tempo impiegato in cucina.
Rivalutare la riduzione di spreco di alimenti che originano costi economici e problemi ambientali è un argomento al quale saremmo dovuti giungere prima della pandemia, così come la maggiore attenzione ai prodotti stagionali a Km zero che stavano per essere banditi dalla nostra alimentazione e ci stavano allontanando dalla nostra cultura e dalla tradizione enogastronomica delle nostre terre.
Anche se è difficile rinunciare alla socializzazione (ma esistono strumenti con il telefono che ci mettono in contatto con il mondo intero), proviamo a pensare positivo ed a coltivare ciò che di buono siamo stati spinti a fare.

BeaverLAB, un microscopio facile da usare

È la mia curiosità che mi ha fatto approdare a questo strumento, mentre il mio amore per le scienze e per la natura mi sta spingendo a comprarlo.
BeaverLAB è un microscopio 800x rivolto ai bambini ed ai “diversamente giovani” come me.
È facilmente utilizzabile ed è perfetto per introdurre al mondo della scienza; dispone di una fotocamera HD in grado di fornire immagini ad altissima definizione con una varietà di ingrandimenti diversi.
L’obiettivo ultra-definito, attraverso la connessione WiFi, permette di ottenere una qualità dell’immagine ad alta definizione che può essere vista con cellulare, computer ed altro.
Il microscopio Beaver Point consente di coltivare la buona abitudine dei bambini all’osservazione pratica attraverso l’insegnamento esperienziale.
Se la campagna di BeaverLAB raggiungerà con successo l’obiettivo di impegno richiesto e la produzione procederà senza intoppi, la spedizione in tutto il mondo dovrebbe avvenire intorno ad aprile 2022.
Il prezzo varierà dai $59 alle £45 a seconda del cambio.