Archivi categoria: sociologia

Riflessioni sulle tendenze fotografiche

Quando si rimane per un po’ di tempo fermi da attività lavorative, ricordando che l’ozio è il padre dei vizi, provo a leggere e scrivere qualcosa. La lettura a volte varia tra un buon libro o una rivista, il blog è il mio spazio di scrittura che prende in considerazione tematiche che mi piace approfondire, anche se a volte, mi piace scrivere e poi non vedo la necessità di postare quanto realizzato.
Tra le letture di riviste, spesso, mi tuffo su quelle internazionali che trattano argomenti di mio interesse.
La fotografia, appare ovvio, che ricada tra le mie passioni e che rientri tra le mie letture preferite. È per questo che ho voluto attenzionare le tendenze fotografiche del momento e confrontarle anche con quanto pubblicato dai miei conoscenti non italiani.
Ovviamente quanto letto è certamente più attendibile da quanto visto tra le pubblicazioni delle persone che conosco considerato che la percentuale d’indagine è basata su un campione statistico più alto.
Da quanto letto emerge che il maggior numero di foto che riguardano il cibo sono scattate in Russia, basate su sfondi chiari e scuri in due stili che risultano in netto contrasto tra loro.
In Germania, invece, impazza la macro-fotografia che mette in evidenza alcuni degli angoli più inaspettati dei piccoli “modelli” che diventano particolarmente sorprendenti.
Negli USA sono i viaggi che permettono di ammirare luoghi e angolazioni non visibili spesso tra le brochure delle agenzie o nei siti che promuovono queste località. Gli scatti si basano sulle esperienze fatte da chi viaggia e trasmettono emozioni e prospettive del fotografo.
Nei paesi dell’Est europeo, con la Serbia in testa, spiccano gli scatti familiari che evidenziano una prospettiva forzata che copre luoghi, bellezze naturali ed ambientali, per focalizzare l’attenzione sulle persone. In queste occasioni il fotografo cede l’esperienza visiva all’osservatore che si sente parte di quel momento, come se lo avesse vissuto.
I paesaggi urbani registrano il primato degli USA, seguiti dall’Italia. Gli scatti si concentrano sull’architettura (sia esterna che interna) e mostrano quasi un taglio giornalistico o di documentazione. Va inoltre detto che a volte le immagini vengono riprodotte dalla stessa posizione da altri fotografi che inducono (o tendono a farlo) a ritenere la storia simile a quella di coloro che hanno utilizzato la stessa composizione e la medesima posizione.
Dando uno sguardo alle pubblicazioni dei miei conoscenti, rimarcando che il campione statistico dal quale traggo le informazioni è certamente più basso di quello analizzato nell’articolo letto, emerge che in Turchia si da molto spazio alla vita quotidiana, numerose sono le foto dei mercati che ho visto o le “street” con i bimbi che giocano. Dai profili dei conoscenti abitanti in Giappone, ho visto molte foto di ragazze, spesso con divisa da “studentesse” e paesaggi urbani con riferimenti architettonici a ponti ed edifici.
Gli “amici” statunitensi e canadesi danno molto spazio ai panorami di luoghi incantati a loro vicini, mentre le macro le ho notate principalmente sui profili dei fotografi cinesi. In questo settore si notano, oltre agli insetti tipici delle zone, anche tantissimi fiori, ricchi di colori.
Indipendentemente dalle conclusioni che si possono trarre dalla lettura di questo post, ritengo che la diffusione di queste foto, nel rispetto del copyright dei legittimi proprietari, sia un bel contributo alla cultura umana alla quale dovrebbero fare riferimento le nuove generazioni al posto di continuare ad inserire nei social i noiosi selfie nei bagni della scuola o del locale nel quale ci si reca con gli amici, o peggio le foto del proprio alluce sulla spiaggia accanto alle pietre piatte impilate nei momenti di noia.
La foto a corredo del post è stata scattata da me con la Nikon D5500 nel 2015.

Annunci

Bullismo: pubblicato uno studio canadese

Uno studio canadese appena pubblicato sta fornendo una nuova teoria sul bullismo: quella che il comportamento dei bulli è scritto nei geni.
Per saperne di più basta leggere questo articolo pubblicato dal “National post“.

L’intellettuale medio ha una visione apocalittica della rete

L’deologia dominante in Italia, in questo periodo, è fortemente svalutativa della rete“. Questo uno stralcio dell’intervento del Prof. Roberto Maragliano, Docente di Tecnologie dell’Istruzione e dell’Apprendimento presso l’Università Roma Tre, inserito in rete da Psychiatry on line Italia.

Umberto Eco – Internet, Social Media e Giornalismo

Il video integrale dell’intervento di Umberto Eco, inserito in rete da radiocentodieci Unito, dopo il conferimento laurea honoris causa in “Comunicazione e Culture dei Media”.
Per non fermarsi sulla frasetta scelta dai media che ha generato tanti titoli e tante reazioni è importante capire il senso della parole del semiologo, filosofo e scrittore italiano di fama internazionale, basta ascoltare le sue parole direttamente pronunciate da lui.

Gente

Gente” è il mio elaborato fotografico di oggi. Ho voluto cogliere un momento in cui tante persone sono divise in piccole comunità nel corso della premiazione dei prodotti realizzati per il concorso “Il cantastorie“, proposto dal Comitato Cittadino Maria SS della Lettera, in collaborazione con l’AIMC Sezione e Provincia di Messina e il Circolo ACLI Historie et memoriae.

Cambiare la scuola

Prima ci accorgiamo che in futuro la scuola sarà completamente diversa, meglio sarà”. È quello che sosteneva Seymour Papert, uno dei pionieri dell’intelligenza artificiale, in una intervista del 1998.
Son passati diciassette anni da quell’intervista, ma da noi, sordi a convenienza, quelle parole profetiche non ci hanno sfiorato. Ma anche in questo Seymour Papert è stato profetico: Alcuni insegnanti, infatti, non vogliono cambiamenti, sono pigri, conservatori, mentre altri pensano, in buona fede, che il nostro modo di organizzazione della scuola, ereditato dal diciottesimo e dal diciannovesimo secolo, sarà valido anche per il ventunesimo.
Il ruolo dell’insegnante è cambiato. Non è più quello del maestro che fornisce tutte le parti della conoscenza, ma quello della guida, dell’adulto che gestisce le situazioni difficili dando consigli e stimolando l’alunno. Con la moderna tecnologia dell’informazione gli alunni possono imparare molto di più facendo, possono imparare ricercando e scoprendo da soli.
Ma questa è un’immagine della scuola del tutto diversa che trova anche nei genitori dei punti di ostacolo e causa l’infrangersi dei sogni di vecchi pedagoghi come Celestine Freinet che rifiutava il verbalismo della lezione come unico strumento di azione didattica e spingeva verso la ricerca di un continuo e proficuo scambio di esperienze tra i soggetti, con l’intento di trasformare la Scuola in una piccola comunità nella quale tutto era reso più efficace in linea con la modifica delle condizioni e degli stili di vita.

PER APPROFONDIRE

Gioco e interazione sociale

Interessanti slide pubblicate da Iva Zigghyova Martini (realizzate da Lucia D’Amato nel 2007) sul gioco e l’interazione sociale.

Le 10 regole del controllo sociale per Noam Chomsky

Il controllo sociale è l’insieme delle attività dirette a controllare e ad uniformare il comportamento degli individui in una società, facendo rispettare le norme e le aspettative del gruppo.
Secondo il pensiero di Noam Chomsky ci sono dieci regole per mistificare la realtà. Si tratta di un decalogo molto utile ed importante da tener bene a mente.

Sulla comunicazione non verbale

Nelle fasi di studio alcuni argomenti colpiscono maggiormente l’attenzione. Nel proseguire la mia preparazione per gli esami di sociologia generale, ho deciso di pubblicare una porzione di quanto studiato. Ciò che riporto a seguire, quindi, non rappresenta un post a carattere scientifico redatto da un professionista.

L’interrelazione umana è resa possibile dalla comunicazione che si viene a creare tra gli individui. Affinché questa possa avvenire è necessario che siano presenti alcuni fattori: l’emittente, il ricevente, il messaggio ed il medium. Va precisato che l’emittente ed il ricevente debbono condividere lo stesso sistema di codifica/decodifica.
Un altro elemento che riveste particolare importanza è il feedback, ovvero l’effetto di risposta al messaggio. È molto raro, infatti, che si verifiche una comunicazione unidirezionale.
La comunicazione non verbale è la manifestazione spontanea delle emozioni e, talvolta, accompagna il linguaggio verbale.
Lo psicologo sociale inglese Michael Argyle classifica le varie forme di comunicazione non verbale secondo nove categorie: espressione, facciale, sguardo, gesti, comportamento spaziale, contatto fisico, postura, vocalizzazione, odore, aspetto esteriore.
Il modo in cui è utilizzato lo spazio per comunicare è un altro elemento importante delle società umane.
Essa può essere così ravvicinata da presupporre un contatto fisico, oppure prevedere distanze via via maggiori come in un colloquio tra amici, tra un impiegato e il suo capoufficio o tra un oratore e il suo uditorio. I limiti di tali distanze sono appresi e dipendono dal gruppo culturale di cui la persona fa parte.
Lo studioso americano Edward T. Hall stila una classificazione delle distanze nell’uso dello spazio nella comunicazione.

  • Distanza intima: può essere così ravvicinata da presupporre un contatto fisico. Se i soggetti sono più distanti possono in ogni caso toccarsi facilmente e fissarsi intensamente negli occhi.
  • Distanza personale: è abbastanza ravvicinata, da un minimo di 45 cm a un massimo di 120 cm, ma sono definiti chiaramente i limiti del proprio spazio personale. È caratteristica di rapporti interpersonali come quelli tra amici o colleghi di lavoro.
  • Distanza sociale: l’unico contatto diretto è quello visivo. È legata all’assunzione di ruolo formale, quindi ha un carattere impersonale, specialmente nei suoi limiti massimi.
  • Distanza pubblica: nettamente al di là d’ogni possibile coinvolgimento fisico. È la distanza che una persona tiene quando parla a un uditorio. A tale distanza le persone curano di più la correttezza del linguaggio, mentre vanno perse, almeno in parte, le sfumature espressive del volto.

POST CORRELATI

Elementi di psicologia sociale

Interessanti slide proposte dalla Dott.ssa Marilena Civetta sulla psicologia sociale.