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Il pensiero sociologico: tappa 2 – Comte e la legge dei tre stadi

Nelle fasi di studio alcuni argomenti colpiscono maggiormente l’attenzione. Nel proseguire la mia preparazione per gli esami di sociologia generale, ho deciso di pubblicare una porzione di quanto studiato. Ciò che riporto a seguire, quindi, non rappresenta un post a carattere scientifico redatto da un professionista.

Auguste Comte nasce a Montpellier nel 1798 da famiglia di sentimenti cattolici e monarchici, sostenitori della deposta dinastia dei Borbone di Francia.
L’essenza del suo pensiero, più tardi definito “positivismo“, consiste nel ritenere l’inevitabile evoluzione in positivo dell’umanità basata su una incrollabile fede nella scienza e nelle sue soluzioni.
La sua legge dei tre stadi (esposta nei sei volumi del “Corso di filosofia positiva“, 1830-42) viene considerata come la prima teoria genuinamente sociologica.
Comte sostiene che il progresso umano si gioca tutto sul passaggio attraverso questi stadi e sulla capacità di controllo del comportamento e dello spirito umano.
Comte sintetizza così i tre stadi:

  1. Stato teologico: nel quale le autorità principali sono quelle militari e quella religiosa.
  2. Stato metafisico: nel quale gli agenti soprannaturali sono rimpiazzati da forze astratte.
  3. Stato positivo: nel quale Comte tenta di giustificare l’idea dell’unità della storia umana.
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L’affermarsi della civiltà moderna

Nelle fasi di studio alcuni argomenti colpiscono maggiormente l’attenzione. Nel proseguire la mia preparazione per gli esami di sociologia generale, ho deciso di pubblicare una porzione di quanto studiato. Ciò che riporto a seguire, quindi, non rappresenta un post a carattere scientifico redatto da un professionista.

Nella seconda metà del diciannovesimo secolo, in Europa, vi fu un processo di cambiamento e di modernizzazione che scalzò il pensiero romantico e spiritualista per far posto al pensiero positivista di progresso in funzione della razionalità scientifica.
Già i termini positivismo,scienza positiva, positivista circolarono in seguito alla pubblicazione del filosofo sociologo Auguste ComteCours de philosophie positive.
Comte affermava che lo stadio positivo dell’umanità era strettamente legato all’empirismo ed alla verifica scientifica.
Da questo momento storico si parlerà di cultura e civiltà moderna.
La modernità fondata sul progresso, sulla civiltà industriale, sulla visione laica della vita, sul valore della scienza si contrapponeva alla consuetudine ed al rispetto delle tradizioni, elementi ritrovabili nella fede religiosa e nei ritmi di vita della società rurale.
La convinzione di aver trovato la chiave che poteva aprire le porte della conoscenza portò l’ottimismo ad essere un carattere tipico della civiltà moderna.
Comte formulò la legge dei tre stadi secondo la quale l’umanità come per la psiche umana passa per tre stadi:

  • teologico
  • metafisico
  • positivo

Mentre nel teologico la spiegazione degli eventi umani, naturali e sociali era legata all’intervento di agenti soprannaturali, nello stadio metafisico legato a forze astratte, nello stadio positivo l’uomo smette di chiedersi il perché dell’evento concentrandosi sul suo effetto, scoprendo le leggi che lo regolano e che nella ripetizione si somigliano.
L’applicazione del metodo razionale e dell’analisi dell’evento fu esteso ai fenomeni naturali e sociali.
Modernità e scienza divennero categorie intrecciate tra loro in modo simbiotico in quanto la scienza doveva trovare il modo per superare le difficoltà oggettive per permettere il progresso della modernità e quest’ultima doveva promuovere una sempre più ampia applicazione della razionalità scientifica.
La modernità portò in Europa un miglioramento nelle condizioni di vita aumentando, grazie allo sviluppo industriale, benessere, qualità e quantità di beni alimentari e di prima necessità.
La medicina e l’igiene progredirono in forme positive di miglioramento come anche la scuola, inizialmente prerogativa dei ceti benestanti, aperta anche a classi sociali di minor peso sociale.
Mondo cattolico e marxismo erano in posizioni di opposizione rispetto alla modernità per motivi diversi colpevolizzandola di essere incapace di risolvere problemi di ingiustizia sociale ed essere espressione dell’interesse economico dei capitalisti.