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Coscienza collettiva di Durkheim

Nelle fasi di studio alcuni argomenti colpiscono maggiormente l’attenzione. Nel proseguire la mia preparazione per gli esami di antropologia culturale, ho deciso di pubblicare una porzione di quanto studiato. Ciò che riporto a seguire, quindi, non rappresenta un post a carattere scientifico redatto da un professionista.

Secondo Durkheim la coscienza collettiva si differenzia dalla coscienza individuale ed è l’insieme di rappresentazioni, norme e valori, condiviso dai membri di una società, e come tale costituente la dimensione societaria di questo insieme di persone.
Ciò significa che una società di individui si distingue da un aggregato di persone in quanto la prima si propone dei veicoli che strutturano e regolano l’interazione e il comportamento degli individui tramite rappresentazioni collettive, valori, norme, istituzioni e sanzioni: ossia dispone di una coscienza collettiva che definisce la sua dimensione sociale. Le relazioni tra i membri all’interno della società sono dunque regolate da questi fattori che orientano sia la produzione materiale sia quella intellettuale.
Il concetto di coscienza collettiva si inserisce nell’opera di Durkheim nella sua generale elaborazione sul mutamento sociale, secondo la quale nelle società moderne si sarebbe in presenza di una riduzione della presa della coscienza collettiva su quelle individuali.