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Fotografare per ricordare

A trent’anni dalle stragi mafiose di Capaci e via D’Amelio, la commemorazione delle vittime lascia l’aula bunker e si apre alla città di Palermo. Per la prima volta, sarà il Foro Italico il cuore delle celebrazioni alle quali parteciperà anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Ho voluto dare un piccolo contributo a questo memoriale con un progetto che ha raccolto alcuni miei scatti.
Ovviamente il contributo dell’album “Per non dimenticare” non potrà essere paragonato a quello degli interventi a cui si assisterà domenica, però potrà servire ai Colleghi in servizio per trattare l’argomento con i propri alunni.
Il progetto è stato avviato con il murales di Falcone e Borsellino realizzato con la celebre foto di Tony Gentile (scatto che ho eseguito dalla Cala di Palermo) e prosegue con scatti del “Giardino della memoria” di Capaci (PA).

La memoria fa brutti scherzi, perdo i Maestri

La complessità della memoria l’ho studiata prima all’ISEF poi in Psicologia e so che per fare spazio a nuove informazioni dobbiamo necessariamente cancellarne delle altre. In uno studio dell’Università di Cambridge del 2015 (pubblicata su “Nature Neuroscience“), è stato possibile tracciare l’attività cerebrale indotta dai ricordi individuali e mostrare come ciò ha soppresso gli altri dividendo il cervello in piccoli voxel.
Quando ho letto questi argomenti, non avrei pensato di ritrovarmi immerso dentro. La sovrapposizione di informazioni, infatti, mi ha fatto concentrare sulla conclusione della collana sui “Maestri della fotografia“ facendomi sfuggire che è stata ampliata con l’inserimento di maestri ai quali tengo molto come Steve McCurry, Abbas, Josef Koudelka, Don McCullin e, giusto all’inizio di questo mese, Giovanni Berengo Gardin.
Adesso il mio compito sarà quello di passare da Claudio (il mio amico edicolante) e vedere se è possibile sistemare il danno.

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