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Il mio cellulare è spesso spento

Vero, il mio cellulare è spesso staccato. Le relazioni sono importanti e portano significato e scopo alla nostra vita però io ho deciso di stabilire buoni confini con le persone ed è la migliore strategia per sostenere relazioni sane. I confini possono migliorare la tensione nelle relazioni e aumentando la tua resilienza.
Purtroppo lo sviluppo che ha avuto la comunicazione negli ultimi anni sta creando delle abitudini strane. Se si partecipa ad un forum non lo si fa per l’intera giornata, il famoso Short Message Service (SMS), l’applicazione più utilizzata, con una stima di 3,5 miliardi di utenti attivi, non è stato creato per ottenere una risposta immediata.
Ognuno di noi può non essere nelle condizioni di rispondere al telefono o di fornire riscontro immediato al messaggio breve (che talvolta non è neppure corto).
Aver desiderio di tempo per se stessi non significa che c’è scarso interesse nelle persone o che non si vuole trascorrere del tempo con loro, è semplicemente necessario stabilire dei limiti e vivere integralmente ciò che si sta facendo.
Certo a volte è necessario avere la giusta risposta per la reazione emotiva al telefono spento, però è fondamentale mantenere le relazioni con le persone che accettano i nostri confini e ci accettano così come siamo.

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Sono grato alla vita

Nel proseguire il cammino alla ricerca della serenità ho fatto la scelta di tenermi distante da ciò che mi mette di cattivo umore seguendo quanto studiato in psicologia per tenere alto l’umore ed il benessere.
Sono grato a ciò che la vita mi ha dato ed ho fiducia nelle mie capacità, questa è una buona base di partenza per mantenere un buon livello di buonumore .
Nel cammino per la serenità non si può escludere l’osservazione delle cose belle che abbiamo accanto o sul nostro cammino ed io mi concentro sulle immagini positive.
Amo la fotografia, però se non riesco a praticarla non mi butto giù, dedico i miei spazi di tempo ad altre cose che mi possono appagare come leggere o scrivere e se non dovessi avere il tempo per farlo, posso sempre ascoltare buona musica mentre svolgo quanto sono costretto a fare.
Certo il cammino per la serenità può talvolta apparire tortuoso, ma è sufficiente sorriderci su e non riservare troppo tempo a questi pensieri.

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La mia piramide traballante

In India da più di 5000 anni, gli indù cercano la guarigione attraverso l’evocazione delle proprie divinità, gli inca avevano i loro rituali ad un altro capo del mondo ed in Africa anche.
Nel suo libro “Dio, Fede e salute“, il dottor Jeff Levin afferma che “le espressioni di spiritualità esercitano effetti misurabili su salute e benessere” ed utilizza diversi studi condotti sulla tematica.
È stato verificato che chi partecipa con costanza alle proprie attività religiose ha un minor tasso di malattie cardiache, meno depressione e minori ansie.
Ad onore della scienza va evidenziato che dai dati rilevati che diverse fedi tendono a spingere ad evitare dipendenze come il fumo e il bere, a regolare alimentazione ed atteggiamenti e invitano ad un impegno sulla meditazione.
Nel mio cammino verso la serenità non ho potuto esimermi dall’osservare attraverso quanto letto che su alcuni punti questi studi rispondono alle strade che io sto percorrendo le quali rimangono purtroppo distanti dagli stili di vita occidentali, densi di stress, caos, inseguimenti del tempo, rivalità e falsità, cose dalle quali mi sto allontanando sempre più.
Trattando la piramide che ho inserito come immagine nel post posso aggiungere, con riferimenti esclusivamente personali, che seguire lo schema della piramide non è troppo impegnativo per me. Seguire i consigli del medico e seguire quelli del dietologo sono una garanzia per mantenere una sufficiente condizione di salute. Fare la passeggiata nel rispetto dei ritmi a me consentiti e possibilmente in ambiente naturale non mi sembra una imposizione.
Le difficoltà sorgono nelle parti in cui ci sono in azione il proprio atteggiamento ed il supporto. In entrambi i casi possono sorgere le difficoltà (ovviamente riferite ad elementi esterni alla cerchia di amici).
Se una persona scortese ti manda fuori già al tuo ingresso mirato solo a prendere il numero della fila posto all’interno, c’è da chiedersi se queste regole sono state dettate alla persona che urla da un suo superiore stupido o se l’ottusa è lei. Se giunto dentro, dopo il caos che si è generato all’esterno ti aggiunge che non è necessario prendere il numero perché è il tuo turno, torni a porti domande del tipo: perché hanno montato quella macchinetta? Che ruolo avrà l’urlatrice nel lavoro dell’ufficio?
È a questo punto che deve intervenire la spiritualità che deve aiutarti a comprendere che la persona di fronte è un’altra vittima della “civiltà” occidentale che sprigiona stress e rabbia ad ogni suo intervento e tu puoi solo assumere un atteggiamento di perdono e commiserazione in quanto è molto probabile che quella persona non si renda neppure conto di quanti disoccupati sarebbero disponibili a ricoprire il suo ruolo in barba al proprio titolo di studio di livello superiore.
Ecco perché intendo proseguire il mio percorso verso la serenità, perché reputo la base della “mia” piramide ancora traballante (ci sarebbero altre cose da aggiungere, ma non mi sembra il caso).

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