La mia piramide traballante

In India da più di 5000 anni, gli indù cercano la guarigione attraverso l’evocazione delle proprie divinità, gli inca avevano i loro rituali ad un altro capo del mondo ed in Africa anche.
Nel suo libro “Dio, Fede e salute“, il dottor Jeff Levin afferma che “le espressioni di spiritualità esercitano effetti misurabili su salute e benessere” ed utilizza diversi studi condotti sulla tematica.
È stato verificato che chi partecipa con costanza alle proprie attività religiose ha un minor tasso di malattie cardiache, meno depressione e minori ansie.
Ad onore della scienza va evidenziato che dai dati rilevati che diverse fedi tendono a spingere ad evitare dipendenze come il fumo e il bere, a regolare alimentazione ed atteggiamenti e invitano ad un impegno sulla meditazione.
Nel mio cammino verso la serenità non ho potuto esimermi dall’osservare attraverso quanto letto che su alcuni punti questi studi rispondono alle strade che io sto percorrendo le quali rimangono purtroppo distanti dagli stili di vita occidentali, densi di stress, caos, inseguimenti del tempo, rivalità e falsità, cose dalle quali mi sto allontanando sempre più.
Trattando la piramide che ho inserito come immagine nel post posso aggiungere, con riferimenti esclusivamente personali, che seguire lo schema della piramide non è troppo impegnativo per me. Seguire i consigli del medico e seguire quelli del dietologo sono una garanzia per mantenere una sufficiente condizione di salute. Fare la passeggiata nel rispetto dei ritmi a me consentiti e possibilmente in ambiente naturale non mi sembra una imposizione.
Le difficoltà sorgono nelle parti in cui ci sono in azione il proprio atteggiamento ed il supporto. In entrambi i casi possono sorgere le difficoltà (ovviamente riferite ad elementi esterni alla cerchia di amici).
Se una persona scortese ti manda fuori già al tuo ingresso mirato solo a prendere il numero della fila posto all’interno, c’è da chiedersi se queste regole sono state dettate alla persona che urla da un suo superiore stupido o se l’ottusa è lei. Se giunto dentro, dopo il caos che si è generato all’esterno ti aggiunge che non è necessario prendere il numero perché è il tuo turno, torni a porti domande del tipo: perché hanno montato quella macchinetta? Che ruolo avrà l’urlatrice nel lavoro dell’ufficio?
È a questo punto che deve intervenire la spiritualità che deve aiutarti a comprendere che la persona di fronte è un’altra vittima della “civiltà” occidentale che sprigiona stress e rabbia ad ogni suo intervento e tu puoi solo assumere un atteggiamento di perdono e commiserazione in quanto è molto probabile che quella persona non si renda neppure conto di quanti disoccupati sarebbero disponibili a ricoprire il suo ruolo in barba al proprio titolo di studio di livello superiore.
Ecco perché intendo proseguire il mio percorso verso la serenità, perché reputo la base della “mia” piramide ancora traballante (ci sarebbero altre cose da aggiungere, ma non mi sembra il caso).

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Pubblicato il giugno 15, 2021, in psicologia, riflessioni con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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